UNA CONTRADDIZIONE GROSSA COME UNA CHIESA

UNA CONTRADDIZIONE GROSSA COME UNA CHIESA

Feb 13

 

Questa foto è stata scattata ieri, domenica 12 febbraio.

Come si vede, è un grosso cartellone che pubblicizza una vacanza in Turchia. In piccolo, vedete alcuni marchi e loghi commerciali. La foto mostra un uomo e una donna abbracciati, che guardano il tramonto e il claim “seducente Turchia”.

Bene, che c’è di strano? Che questo cartellone si trova..

 

sul Duomo di Milano. I ponteggi della cattedrale infatti, sono tornati ad essere gigantesche plance pubblicitarie vendute al miglior offerente, come già avevamo documentato 2 mesi fa.

Alle domande che avevamo posto allora però, nessuno ha risposto. E’ giusto o no sfruttare commercialmente un luogo di culto? Guardate il colpo d’occhio del Duomo da Corso Vittorio Emanuele. E’ la prima immagine che i turisti hanno del simbolo di Milano. Ebbene…

 

...il cartellone pubblicitario deturpa irrimediabilmente il panorama! E allora noi ci chiediamo: a chi vanno i soldi provenienti da queste maxi pubblicità? Alla Chiesa? Ma se così fosse, sarebbe ben strano. La Chiesa infatti non paga l’ICI sugli immobili destinati a usi commerciali, e contemporaneamente sfrutta a fini commerciali i luoghi di culto?

E se questi soldi non vanno alla Chiesa: che ne pensano in Curia che la facciata del Duomo venga usata in questo modo? Qualche “uomo di sani e antichi valori” potrebbe parecchio sorprendersi nel vedere sulla cattedrale-simbolo della città quell’aggettivo bizzarro, “seducente”, per definire la Turchia islamica. O quella coppia sognante e innamorata. Già, la coppia: sono sposati regolarmente? Lei è rimasta vergine fino al matrimonio? Che ne pensano dei DICO?

Spostiamoci in piazza San Babila. Dove ci attende…

 

alè! Un’altra Chiesa usata come cartellone pubblicitario! E che razza di cartellone! 4 modelle di Roberto Cavalli che guardano dall’alto il povero fedele che prova, disperato, a non cadere in tentazione. Anche qui: chi prende i soldi per questa pubblicità? Che ne pensa la Curia, e in generale il mondo cattolico, che una simile immagine - dove la donna fa nè più nè meno che l’attaccapanni per un costoso abito di alta moda - venga veicolata da una Chiesa? I casi sono due. O queste 4 ragazze…

 

…sono tutte suore rappresentate nel momento precedente alla presa del velo. Oppure siamo davanti a una contraddizione grande come una casa – anzi, come una Chiesa - che qualcuno non può continuare a ignorare.