UN TRISTE ADDIO

Licio Gel

 

E così, Donna Letizia, come la chiamavano gli amici ai tempi d’oro di Palazzo Marino, se ne va.

Aveva appena finito di dire che voleva.. “impegnarsi in consiglio comunale, per rispetto delle migliaia di milanesi che mi hanno votata”. Aveva appena finito di mollare il PDL per il FLI, di dettare ai giornalisti amici diversi articoli che la vedevano “agguerrita e impegnatissima nel suo nuovo ruolo di consigliera” quando d’improvviso si è resa conto, dopo 30 anni, che la gestione di San Patrignano le portava via troppo tempo per avere il doppio lavoro in Comune.

Ma io dico, tu guarda un po’ il caso. Quando era sindaco Letizia riusciva benissimo a coniugare impegno politico e sociale. Bè..non proprio benissimo: era pur sempre il sindaco più assenteista dal dopoguerra in poi. E proprio ora che sindaco non lo è più,  dopo soli 5 mesi, scopre che gestire San Patrignano è un impegno troppo pressante per poterci infilare due riunioncine due la settimana in Piazza della Scala.

Fortuna, per Milano, che la Moratti non ha vinto le elezioni: sennò tutta la città si sarebbe ritrovata dall’oggi al domani con un sindaco in comunità.

Evvabbè. La vita va avanti. Auguriamo a Donna Letizia tante soddisfazioni nella sua nuova vita umana e professionale. Del  resto, lei nel sociale ha molta esperienza: stare vicino a casi umani come De Corato, Croci, Giovanni “Mi Fa Credito” Terzi e soprattutto suo figlio, il ciula della Bat Caverna, non deve essere una cosa facile.

E poi a San Patrignano Letizia troverà moltissime persone simili a lei.

Persone in astinenza, proprio come Donna Letizia. Che dal 29 maggio, è in drammatica astinenza di potere.