L’ANARCHICO DI PIAZZA VETRA / 5

Dopo le polemiche per l’intervento della scorsa settimana, l’Anarchico, sempre più isolato, sempre più contento, riemerge dalla sua panchina con un altro editoriale controretorico che non mancherà di suscitare violente reazioni. Tema: l’evasione fiscale.

 

Io sto con il pizzettaro.

Sì, con il presunto furbetto che di notte non batte lo scontrino. E con i presunti furbetti di Cortina, con i pizzicagnoli e i gioiellieri.

Lasciate perdere. E’ inutile che mi ricordiate che non si deve, che tutti devono pagare, che se pagassero tutti starebbero tutti meglio e pagheremmo tutti meno. Palle. Cazzate grosse come una casa con vista Colosseo. Questo è uno Stato famelico,  che si attacca dove può, che se la prende con chi paga, non con chi evade. E nessuno si stupisca se ogni tanto mettono in scena una pagliacciata come quella di Cortina, o come quella di Abano Terme.

Fumo negli occhi per chi, esausto dal prendersela in quel posto
pagando come un banchiere fino all’ultimo euro, magari con Equitalia
alle calcagna per dieci multe dimenticate, ha bisogno di vedere le
sceneggiate dei proprietari di Ferrari fermati dal Fisco che chiede
conto del 730. Ha bisogno di un segnale. Un segnale del tipo: “Sei
nella merda fino al collo? Paga, paga che intanto noi ti facciamo
vedere che facciamo piangere anche i ricchi”.

E invece è solo una sceneggiata, buona soltanto a scaldare i cuori di qualche forcaiolo della prima ora, di qualche invidioso, di chi non capisce che l’evasione è tutta un’altra cosa e soprattutto che gli evasori, quelli veri, né li renderanno mai, né hanno tutta questa voglia di prenderli.

Basta pensarci un attimo per capirlo, basta accendere il cervello.

Ma secondo voi uno che si compra una Ferrari e che se la intesta è così
cretino da dichiarare 20mila euro lordi all’anno? Ma davvero credete a queste stronzate?

Chi si intesta – e sottolineo intesta, non compera –
una Ferrari è perché può farlo. E’ perché non ha nulla o poco da
temere. E’ perché sa che la prima cosa che succederebbe, in caso di
accertamento fiscale, è il pignoramento del mezzo, o anche solo il
fermo amministrativo. Nossignori. Chi evade e gira in Ferrari di
intestato non ha proprio nulla. E di nulla deve rendere conto. Perché
se io giro con l’auto del mio amico miliardario, o meglio, intestata
ad una società del mio amico miliardario posso anche guadagnare 300
euro al mese lordi e nessuno potrà mai contestarmi nulla.

Ed è così che succede. Chi evade ha barche anche ben più lunghe dei
dieci metri tassati da Monti. Ma non battono bandiera italiana, e il
Fisco l’unica cosa che può fare è guardarle con il binocolo quando
passano al largo di Sanremo. Stessa cosa per chi gira in Ferrari e non
paga: tutto intestato a società di paradisi fiscali stranieri.
Inattaccabili. Incontrollabili. Allora non prendiamoci per il culo
almeno tra di noi. Non scateniamo la solita guerra tra poveri. Siete
contenti se pizzicano il pizzettaro che alle 5 del mattino non fa lo
scontrino? Contenti voi, contenti tutti. Allora prego, fatevi
insegnare a vivere dal moralista di professione, da quello che sulla
vostra indignazione magari ci fa un libro e un film.

Io sto con il pizzettaro, che magari non batterà lo scontrino, che
magari ogni anno toglierà qualche decina di migliaia di euro allo
Stato ma che di certo non passa i sabati notte nei locali trendy di corso Como, ma con le mani nella pasta, sporco di
sudore e di farina a infornare e sfornare pizzette. A farsi il mazzo.
A differenza del radical chic, buono soltanto a pontificare
in attesa di far fruttare l’ennesima boutade.