LE QUOTE G

Largo Murani Lord

 

Una volta ho scritto una lettera al Corriere della Sera sulla “iuvenifobia”. Si discuteva sui giornali di degrado e movida selvaggia alle Colonne di San Lorenzo e io avevo il sospetto che dietro questo allarme ci fosse in realtà l’insofferenza verso i più giovani e i loro costumi. Fu pubblicata, e per qualche giorno si aprì un dibattito.

Quando questo post sarà pubblicato il nuovo governo Monti avrà probabilmente già visto la luce. Non so se vi siederanno solo professori ultrasessantenni, tecnocrati in carriera o politici. Da più parti, però, si è levato l’appello perché si tenga conto anche delle donne e dei giovani. Le quote rosa e le quote G, per intendersi. Il Senatore professor Monti ha fatto subito sapere che avrebbe sentito i loro rappresentanti! Per fortuna o mio malgrado ho trent’anni e non mi risulta fino a oggi di aver mai partecipato all’elezione di un mio portaparola istituzionale. Chi dovrebbe essere questo fantomatico rappresentante? Un capetto degli studenti universitari? Un neolaureato disoccupato pescato a caso tra le liste di collocamento? L’idea tanto per bene dei commentatori mi sembra ancora una volta il riflesso (sempre alimentato da estranei alla categoria) di chi i giovani – e magari pure le donne – le guarda con ammirazione mista a timore. “Diamogli un contentino, consultiamoli, e magari riserviamogli pure una quota”. È lo spirito che ci ha portato ad avere addirittura un Ministero della Gioventù, con a capo la ex giovane Giorgia Meloni, classe 1977. A parte che non si capisce quando uno dovrebbe cessare di essere giovane, ma ancora più incomprensibile è il perché dovrebbe servire un Ministro per promuovere l’eleggibilità alla Camera a 18 anni o dare fondi per studenti, genitori precari o per la prima casa. Non so quanti “giovani”abbiano mai visitato il sito www.gioventu.gov.it, ma se ci andassero lo troverebbero di sicuro a loro misura, complice il divertente e arricciato logo in homepage.

Qualche d’uno, e forse ci crede davvero, sulla bandiera giovanile ha costruito una carriera: a Milano il Consigliere comunale Pietro Tatarella sorride dal suo profilo facebook indossando una bella T-shirt con scritto “Largo ai Giovani”. Così l’assessore Pierfrancesco Maran, dopo un quinquennio da più giovane Consigliere eletto, ci informa oggi dalla sua pagina sul sito del Comune di essere “l’assessore più giovane della Giunta Pisapia”. Se faranno un buon lavoro sarà a prescindere dall’età, la gioventù non è un valore né nel bene né nel male. E non mi avranno certo rappresentato solo per il fatto di essere coetanei.

Nell’attesa di vedere una matricola incaricata di formare il nuovo governo, largo quindi al totoministri di pensionandi. A me gli anziani non fanno nessuna paura, la loro freschezza spesso sorprende, tanto quanto spaventano i sogni burocratici, bacchettoni e passatisti delle nuove generazioni.