SOGNO O SON DESTRA?

Largo Murani Lord

Paradossi, colpi bassi e semplici bugie nel rapporto tra il centro destra e Area C.

 

Dopo aver realizzato Ecopass e poi averlo svuotato, dopo aver disatteso le indicazioni del proprio comitato di saggi che suggeriva disincentivi all’uso dell’auto per migliorare la qualità dell’aria, dopo aver incamerato denunce e richiami europei per l’inattività sul fronte smog, oggi la destra milanese è tutta un fremito contro area C.

Non si curano dei 12/36 mesi di riduzione dell’aspettativa di vita dovute alle emissioni nell’area milanese (ISPRA 2010). Non dicono che farebbero loro. Non guardano nemmeno i dati, che dicono che la responsabilità è al 60% delle auto e al 20% ciascuna di industria e riscaldamenti.

Possono permetterselo, tanto sono all’opposizione e l’importante è accaparrarsi i titoli di giornale.

Così organizzano un “referendum” contro area C, la zona a tariffazione per le auto del centro di Milano, partita giusto il 16 gennaio. Peccato che non si possa fare: forse non se ne sono accorti, ma si è già votato a giugno, quando i signori non sono pervenuti. Lo Statuto del comune di Milano vieta il ripetersi di consultazioni nei tre anni successivi. Quindi stanno bluffando, a spese dei loro sostenitori.

I quesiti dei 5 referendum ambientali di MilanoSìMuove proponevano un piano completo di visione e sviluppo sostenibile della città, che comprende l’energia, il verde, l’Expo e persino i navigli. Anche su questi temi la nuova maggioranza si sta mettendo al lavoro, dopo i fallimenti della Moratti sull’esposizione internazionale e la sistematica politica dell’annuncio, che prosegue ancora oggi.

In fondo non è diverso da quanto avviene a livello nazionale: il governo Monti, dopo vent’anni di berlusconismo che non ha portato nessuna memorabile innovazione nemmeno sui temi dell’economia cari ai “moderati”, procede sulle liberalizzazioni. Chi frena in parlamento? Il Pdl! Chi rilancia a Milano? Carmela Rozza, capogruppo PD!

Milano è una città pragmatica e della demagogia si è stancata, determinando il cambio di colore dell’amministrazione. Sarebbe ora che anche gli ultrà della politica la smettano di applicare categorie calcistiche al governo della città e si rimettano, pacatamente, a studiare. Lasciando gli inconcludenti dell’attuale opposizione ai loro finti gazebo e alle loro passeggiate in calesse.