101 COSE DA NON FARE A MILANO / 3

 

21. Utilizzare il verbo “sushare” (Es: stasera sushamo?). La lingua di Dante e Petrarca non merita questa fine.

22. Fare la fila davanti a Gucci il giorno dell’apertura dei saldi. Ricordatevi che siete pur sempre esseri umani.

23. Andare a correre la domenica mattina al parco delle Cave. C’è gente che una domenica è uscita di casa, è andata a votare Pillitteri e non è ancora tornata a casa.

24. Buttare il Booster o la Mini nell’Olona per intascare i soldi dell’assicurazione. Ormai li dentro, tra macchine e motorini,  ce ne sono talmente tanti che il vostro mezzo non andrebbe a fondo, e i vigili vi sgamerebbero subito.

25. Fare acquisti alla fiera di Sinigallia per lanciarsi al Punks Wear Prada. Il Sid Vicious che c’è in voi può starsene a casa: se al Santa Tecla dovessero vedere un vero punk, chiamerebbero subito la polizia.

26. L’aperitivo da Claudio in Brera. Ok, secondo voi è chic. Ok, non sapete resistere alla tentazione di pronunciare la sacra frase “il pesce, come qui, da nessun’altra parte!”. Ma una volta usciti, puzzate come Capitan Findus, e se i vostri amici non ve l’hanno mai detto è perchè non hanno avuto il coraggio!

27.  Dormire all’Ostello Bello in via Medici per rivivere le atmosfere dei vostri inter-rail. L’avventore più scapestrato che potreste incontrare è il figlio di Moratti.

28. Intralciare il traffico davanti alla Rinascente per capire cosa urla quel signore anziano seduto li davanti. Vende i biglietti della Lotteria e grida “Lotteria Italia“. Prima era “Lotteria Nazionale” seguito da “Capodanno”.

29. Nascere a Milano e tifare juve. Questa non va neanche spiegata.

30. Imparare a ballare la “Pizzica”. Non siete più in Salentu, non c’è lu sole, lu mare e lu ientu! Siamo a Milano: nebbia, lavoro e Pm10. Fatevene una ragione, perdio!

(continua…)