UNA SEMPLICE DOMANDA

 

Vorremmo porre una domanda estiva all’opinione pubblica.

Ma tra la decina di stupidi che a Busto Arsizio si esibivano nel verso della scimmia all’indirizzo del calciatore Boateng, e il noto uomo delle Istituzioni che dà della scimmia alla ministra Kyenge che differenza c’è?

No, perché la decina di stupidi è stata diffidata, cioè ogni domenica deve andare in questura a firmare un foglio, altrimenti li portano dentro.

Lo statista già ministro delle riforme, già padre della legge elettorale che rende il paese ingovernabile e quindi destinato al peggio è invece a piede libero, svolge serenamente il suo ruolo istituzionale e seguita a far battute sguaiate nelle decine di interviste che, tutto compiaciuto, sta rilasciando in queste ore.

Segnaliamo anche che se “il popolo di twitter” (e che Dio abbia pietà delle nostre anime per l’uso di questa locuzione) non si fosse indignato, la cosiddetta  “battuta” dell’orango – un’espressione di razzismo indecente anche per un razzista convinto  – sarebbe serenamente stata archiviata come l’ennesima frase colorita di questo xenofobo che incidentalmente fa anche il vice presidente del Senato della Repubblica. Già, perché dando un’occhiata al Corriere di ieri, si nota come la frase incriminata venga semi-nascosta nelle pagina interne, con un commento in punta di fioretto non firmato in cui si invita l’ex ministro “a scusarsi”, al contrario di oggi, dove invece domina la prima pagina e si tira fuori l’artiglieria pesante – un editoriale di Stella – per chiederne le immediate dimissioni.

Indignarsi, ogni tanto, fa bene al cuore: ma l’indignazione “a-la-carte”, 24 ore dopo il fatto, fa proprio pena.