MOVIDA IN PERIFERIA? CON CALMA, CHE FRETTA C’E’?

 

Sui giornali di oggi i pifferai del Corriere e Repubblica strombazzano il seguente titolone: “Pisapia sposta la movida in periferia”. Segue dibattito per capire se l’idea del Sindaco sia giusta o sbagliata, un dibattito che – come pochi altri – brilla per inutilità.

Il punto non è capire se è giusto o meno che la periferia venga vissuta dai cittadini anche di notte, contrastando la logica dei quartieri-dormitorio dove di conseguenza prospera l’insicurezza. Il punto è che tutto ciò era uno dei punti cardini del programma elettorale dello stesso Pisapia, e che per due anni, in materia, non è stato fatto assolutamente nulla.

Ricordate? Due erano i punti centrali per spostare la pressione dalle classiche zone di aggregazione serale-notturna. Intanto, i parchi aperti di notte. E poi, la destinazione di un area specifica, si disse l’ex Scalo ferroviario Farini ai locali notturni, sul modello di quanto fatto in numerose città europee (Londra, Berlino).

A prova di ciò, si legga il sito del giovane assessove, quello che chiese i voti proprio in forza dell’impegno promesso verso temi come questi: nella pagina “movida, una risorsa per la città” si fa riferimento a questi due punti.

Bene, in due anni cosa è stato fatto? Nulla. Nada de nada. I parchi aperti di notte hanno conquistato i titoli dei giornali due anni fa, e l’assessore di cui sopra, dimostrando di non aver capito nulla del problema, disse che si, magari una mezz’oretta in più li avrebbe lasciati aperti. Dopodiché sono spariti nel dimenticatoio, e nessuno ne ha più parlato.

Peggio è andato al tema della riqualificazione degli scali ferroviari: quella è rimasta una leggenda metropolitana, di quelle che ricordano solo gli anziani e sono avvolte dal mistero.

C’è poi un altro problema: già oggi ci sono state e ci sono tuttora alcune esperienza di movida in periferia. Peccato che ci siano gli stessi problemi del centro.

Esiste forse un posto più in periferia dello stadio di San Siro? Bene, abbiamo visto e continuiamo a vedere i problemi che ci sono per organizzare tre, quattro concerti l’anno, che potrebbero essere importanti occasioni economiche per tutta la città e che invece vengono osteggiate con le unghie e con i denti da gente che si lagna del cane traumatizzato dalla musica.  E che dire dei Magazzini Generali, dove i Residenti si lamentano di essere costretti a “ingaggiare bodyguards per tornare a casa”?

Spostare la movida in periferia è sicuramente una buona idea, ma non si realizza tramite un titolo di giornale o una dichiarazione d’intenti. Serve, al contrario, un deciso e coraggioso intervento della politica, un’inversione delle logiche che fino ad oggi hanno sempre privilegiato l’interesse di pochi contro quello della maggioranza – anche questo interesse era in palese contrasto col buon senso, e il definitivo abbandono del principio del punire tutti per non punire, in fondo, nessuno.

Che questo sia davvero nelle intenzioni di chi finora ha gestito il tema in città è un punto su cui abbiamo molti, moltissimi dubbi.

P.S. Continua la deriva ideologica del vecchio Ricky De Corato, che dopo essere sceso in piazza, alle Colonne di San Lorenzo, a manifestare a favore del popolo della movida, ora si scaglia contro la maggioranza dicendo che “non è un Risiko, le persone non posso essere spostate come soldatini”. Ancora un paio di mesi, e il nostro antico sogno sarà infine realizzato. Finiremo davvero per vederlo così.