UN ITALIANO VERO

 

Questa è la storia di una nuova incredibile coincidenza, che segue di poco quella straordinaria che di cui ci eravamo occupati poche settimane fa e che riguardava l’inedito triangolo Iulm-Ied-Santonocito.

Qualche giorno fa abbiamo cominciato a tenere d’occhio Pippo Civati, che di tutto il trambusto accaduto nella politica italiana negli ultimi due mesi è, di fatto, l’unico a esserne uscito positivamente: il suo golfino non è più noto solo agli intellettuali brianzoli ma alle massaie di tutta italia. Per questo, tenendolo appunto d’occhio, ci siamo imbattuti nell’evento di oggi, di cui qui trovate la locandina. In via Valvassori Peroni, Superpippo convoca simpatizzanti e curiosi a un dibattito dal titolo “Chiediamoci cosa sarà il PD”. Si tratta, visto il momento, un incontro assai importante: il Pd è sull’orlo della rottura, la gente è delusa (anzi: è incazzata nera) e il rinnovamento ormai è condizione imprescindibile per la sopravvivenza.

Però il nostro occhio è sceso più in basso, e – coincidenza delle coincidenze – si è fermato su un nome che ai lettori non risulterà affatto nuovo. E’ quello di Alessandro Rimassa, direttore dello IED, che nel volantino viene citato in evidenza come persona che, con Civati, sarà “con lui sul palco”.

Un onore davvero gravoso, non c’è che dire. In un momento così delicato, con Civati che per molti rappresenta per molti qualcosa di simile al concetto di “ultima speranza”, stare con lui su un palco è davvero un bell’impegno, oltre che una grande occasione di visibilità, come è logico e giusto che sia.

E Rimassa sul suo profilo fb dimostra di aver preso la faccenda del Pd molto a cuore, insomma, di essere uno che al Pd ci crede eccome:

 

Ma prima che potessimo pensare o scrivere qualsiasi cosa..colpo di scena! Una mano anonima ci ha recapitato in redazione un biglietto con sopra scritto un link a un video youtube. Questo:

 

Ma avete visto? Questa è l’Assemblea Costituente di Futuro e Libertà, il (fu) partito di Gianfranco Fini da Fiuggi e sul palco, impegnato in un lungo intervento, c’è proprio il Rimassa! Uella, ma questa si che è una sorpresa! Anche perché il Rimassa non si trova li per caso, tra il lusco e il brusco, ma – come lui stesso dice – è li perché “il Presidente Fini” in persona gli ha chiesto di “ripetere il discorso di Bologna“. Un discorso lungo e sentito, con cui lo scrittore sferza la platea di quello che doveva essere il nuovo faro della italiana a diventare “parte della Storia“, un “partito nuovo” che può “contribuire a un Nuovo Rinascimento” e “restituire agli italiani il diritto di sognare“.

Bè, non sappiamo voi, ma qui noi non siamo sicuri di capire bene. Perchè questo video non risale alla notte dei tempi, ma a poco più di due anni fa, al febbraio del 2011 precisamente (quando Futuro e Libertà non era certo ridotto alle attuali percentuali da prefisso telefonico ma sembrava destinato a un luminoso avvenire).

Com’è possibile che chi, gridando da un palco, dimostrava di credere che il “cambiamento” potesse essere incarnato da gente come da Gianfranco Fini (colui che disse “Mussolini? Il più grande statista del Novecento”), Fabio Granata (ex esponente del Movimento Sociale Italiano), Mirko Tramaglia (ex esponente della Repubblica di Salò) e tanti altri bei tipini che voi conoscete quanto noi, possa poi prendersi a cuore così tanto il futuro del PD e andare su un palco con Pippo Civati a parlare del suo rinnovamento?

Già, com’è possibile? Ah, sarebbe bello saperlo!

E allora forza Ale, invece di andare a leggere brani del tuo libro davanti ad ex-fascisti (quelli veri), imbraccia la tastiera e dopo una veloce occhiata ai tetti milanesi che dall’alto domini, metti a tacere le malelingue e spiegaci un po’ come risolvi questa contraddizione! Certo, ti costerà cinque minuti, ma poi l’intervento potrebbe sempre essere riutilizzato per un nuovo master allo Ied. Il titolo del corso?

Mah…forse…jumping on the band-wagon?

 

Aggiornamento: Ecco la risposta.

Caro Ihatemilano, come da tua richiesta “imbraccio” la tastiera.
Per dire una cosa semplice: quel discorso, nei cui contenuti credo tanto ieri quanto oggi (fecondazione assistita, unioni gay, protagonismo dei giovani, merito, ecc.) l’ho fatto sia sul palco di Fli sia a Prossima Fermata Italia, organizzata dal gruppo di Civati. E di quei valori ho parlato, parlo e parlerei ovunque, ciò che mi interessa è portare avanti un cambiamento che non può e non deve essere di parte.
A te non piace quel discorso? Non condividi quei valori?
Visto che mi segui su FB, avrai anche letto che ho scritto che la sorte del PD deve interessare a tutti, indipendentemente da cosa uno vota, perché che l’Italia provi a dotarsi di un grande partito del cambiamento è prioritario. E il mio compito stasera è moderare le domande della gente che sarà presente, ciò che io voto è tutt’altra cosa.
E dato che mi segui con attenzione, saprai anche che oltre lo IED ho anche scritto un libro che ha raccontato per primo il dramma di una generazione (lo ricordi Generazione Mille Euro?), che ho fatto una battaglia contro l’evasione fiscale (quella nata dal mancato scontrino da Princi, la ricorderai immagino, con conseguente attacco personale de Il Giornale, che spero tu non voglia emulare) e qualche altra cosuccia per provare a cambiare ciò che non funziona.
Che dici, stasera vieni e provi a trasformare la tua ricerca di cose da attaccare a prescindere in proposta e azione per il cambiamento?Caro Ale,

spiace constatare che a un post che poneva una domanda chiedendoti una risposta, tu reagisca screditando lo stesso blog, sia qui – con il passaggio del “attaccare a prescindere” – sia altrove dove con un fallo di reazione scrivi che l’intento sarebbe quello di “abbindolare” la gente. La tecnica di screditare l’interlocutore che pone una domanda e’ una delle cifre stilistiche del peggior berlusconismo, caratteristica propria di quella vecchia politica che tu dici di voler eliminare. Quanto al merito: prendiamo atto della risposta, ma vedi, in causa non sono il merito dei punti, dei contenuti che porti. In causa sono tutte quelle altre frasi, quei panegirici basati sull’idea che post-fascisti dichiarati potessero incarnare il “Rinnovamento”, la “Rinascista” eccetera eccetera. Saprai certamente cos’e’ stato il Movimento Sociale Italiano: ecco, strano che tu pensassi che le persone che ne avevano fatto parte fossero quelle giuste per cambiare il Paese.

Certo, capiamo il discorso sul ‘900 che e’ finito e sulla necessita’ del “cambiamento” prioritario. Ma vedi, in questi mesi, c’e’ un politico che proprio perche’ non ha accettato la logica del compromesso al ribasso, del rivolgersi a quelli che stanno dall’altra parte della barricata per fare accordi, ed e’ al contrario rimasto coerente ad una serie di principi “non negaziabili” ha riscosso un’enorme successo. Magari lo conosci: si chiama Pippo Civati.