IL TRIPLETE DI MARAN

 

Un gruppo di “cittadini” che dice di chiamarsi “MM – Milanesi per la Meritocrazia” ci ha segnalato alcuni post sulla bacheca dell’assessore che vedete nella foto. Siamo quindi andati sulla bacheca dell’Unspecial One a verificare.

Si comincia il 25 aprile, festa della Liberazione, anche se però da certi vizi sembra proprio non ci si riesca a liberare.

 

Ora: che il parcheggio della Comasina sia stato concepito senza parcheggi  è una delle tante follia cui la Moratti aveva abituato la città, motivo per quale molti dei suoi vecchi elettori decisero di non tornare a votarla. Ma che diventi una “notizia” da celebrare il fatto che dopo due anni di “Rivoluzione” non solo i lavori non siano finiti, non solo non siano iniziati, ma solo aggiudicati è davvero da manuale. Un caso esemplare di quella “politica dell’annuncio” con cui si finisce sui giornali con grandi strombazzate e promessone, si assiste in seguito a una sequenza di ritardi impressionante e poi si fa sparire il tema tirando fuori un nuovo annuncio, e il processo ricomincia all’infinito (c’è una casistica molto ampia: il Palalido, piazza XXV aprile, il Vigorelli, eccetera…).

Però è vero, qui c’entra la Moratti, le gare di appalto, la burocrazia, siamo i soliti malfidenti e tutto quello che volete. I cittadini MM ci segnalano allora il post successivo, quello del 30 aprile.

 

Qui c’è davvero da ridere. Un banalissimo adempimento, roba da impiegati del catasto, come il pubblicare un documento con una lista di vie da asfaltare diviene addirittura “un’operazione trasparenza”, magari con una musichetta sotto alla James Bond e Carmela con la muta da sub.

Ma i cittadini MM non si fermano, e concludono segnalando il post del 4 maggio.

 

Qui tocchiamo l’apice. Una massa di ciclisti, appartenenti a vario titolo all’universo delle biciclette, scende in piazza per manifestare, e dunque protestare contro una politica che non solo non ha risolto ma non ha neanche dimostrato di avere idee per cominciare ad affrontare seriamente il problema della mobilità alternativa.

Fa niente che la stragrande maggioranza dei ciclisti, a rigor di logica, ce l’abbia proprio in primis con lui in quanto responsabile politico di quello che loro stessi definiscono “massacro”. Fa niente se nella città amministrata dal Nostro, il clima di impunità è tale per cui quando gli stessi ciclisti dicono ai ricchi avventori del ristorante “Giannino” di spostare gentilmente le bici dalla pista ciclabile si vedono rifilare un paio di schiaffoni.

Siamo al contestato che diventa contestatore pur di vendersi un post su facebook. Il grado zero dell’assunzione di responsabilità. Ci manca solo un fantoccio della Moratti cui scaricare la colpa, in un de-personalizzazione a tratti patologica, e il quadro (clinico) sarebbe completo.

Questa dunque la segnalazione degli “MM”. Che aggiungono poi una serie di improperi diretti all’assessore che però non pubblichiamo.

A noi, infatti, lui ormai sta simpatico, e parecchio. Rivediamo, nella sua storia, quella di tanti esilaranti film americani, i cui intrecci si assomigliano un po’ tutti: un sempliciotto, un individuo insomma assolutamente non altezza della situazione, si trova per una serie di incredibili coincidenze a svolgere un ruolo di grandissima responsabilità. Per esempio, un mendicante che diventa broker o un bambino che si trova a combattere due ladri gestendo da solo un’enorme casa.

In simili film è impossibile non provare istintiva simpatia per il protagonista, che infatti spesso ammicca in camera con un’espressione spaesata e sembra dire allo spettatore “ma guarda un po’ in che guaio mi sono cacciato!” strappando, puntualmente, una risata.

Ecco, a noi accade la stessa cosa quando vediamo Maran e il suo sorrisetto. Certo, nel suo caso però c’è una differenza. Le ragioni per cui si trova in questo “guaio” non sono affatto casuali.