MACAO HA COMPIUTO UN ANNO

 

E così, festeggiando con l’occupazione del cinema Manzoni, Macao ha compiuto un anno. Sembra ieri che in città non si parlava d’altro, e invece sono già passati 12 mesi. Vediamo cosa è cambiato nel frattempo:

1) La torre Galfa è ancora li, cattedrale nel deserto simbolo di un modello di sviluppo che sarebbe meglio dimenticare per sempre.

2) Palazzo Citterio, il palazzo settecentesco in Brera occupato da Macao dopo la Torre è li, inutilizzato e con i lavori che procedono a rilento.

3) Le radical chic che si indignavano perché Macao occupava nonostante “gli hanno offerto degli spazi della madonna…imbecilli!” sono purtroppo ancora lì. Ovviamente non si sono più occupati di Macao dal momento che ha smesso di essere di moda, perché non garantiva più tanti like su facebook. Al momento condividono link con cui dicono che se il Pd sostiene la Biancofiore è colpa di Grillo.

4) Carmela Rozza, consigliera che contro Macao invocava il manganello, è stata promossa e fatta assessora. Del resto, è giusto che la meritocrazia faccia il suo corso.

5) Ligresti è a piede libero. Il figlio della Cancellieri, ministro dell’interno ai tempi dello sgombero della Torre, si è preso 3,7 milioni di euro di buonuscita quando ha lasciato l’incarico che aveva nel suo gruppo. Casualità o cambio merci vantaggioso?

6) L’Oca, la risposta del Comune a Macao, è gestita da un imprenditore titolare dell’agenzia di eventi più grande d’Italia che ha vinto il bando organizzato dal Comune di Pisapia dopo essere stato candidato con Pisapia. E’ un bello spazio che è meglio avere che non avere, gestito bene, con molti fans e dove servono della birra ottima. Con le istanze portate avanti da Macao però, c’entra come Gramsci nel governo Letta.

7) Macao è ancora li, in regime di occupazione. Quella stessa occupazione che secondo sapientoni e benpensanti bisognava interrompere subito “perché sennò chissà cosa succede” è continuata per un anno, e ovviamente non è accaduto nulla. Ci sono stati corsi, feste, proiezioni, concerti, eccetera. Mai un problema.

8) Dario Fo ha mollato il PD per sostenere Grillo, e si è preso del rincoglionito dai Pddini. Poi ha detto che Grillo sbaglia a non accordarsi col Pd e si è preso del rincoglionito dai grillini. Urge un’altra opera buona, e organizzargli al più presto un’altra mostra a Palazzo Reale. Non importa di cosa, fosse anche “tutti i calzini che ho messo quando ho recitato Mistero Buffo” gli andrebbe bene uguale.

9) Il tema degli spazi è completamente inevaso, ennesima emergenza fatta scomparire a poco a poco dall’agenda delle priorità con la sola forza dell’accidia. Ma ormai non si stupisce più nessuno. Chi doveva capire ha già capito da un pezzo, e la fanfara sciocca della propaganda, dei bandi, della “partecipazione” – rientrata in funzione appena giunta la notizia dell’occupazione del cinema – ormai genera, al massimo, uno sbadiglio.

P.S. Sebbene non siamo mai stati a Macao dai tempi della Torre, e riguardo ai contenuti proposti continuiamo a pensare molte cose che magari a loro non farebbero proprio piacere, siamo molto contenti che un’esperienza del genere , al pari dello ZAM, sia ancora viva e, alla faccia dei gufi viziati, goda anzi di ottima salute.