OJOJOI OJOJOJOI PIPPO CIVATI SI ASTIENE PER NOI !

 

La vera e unica novità politica degli ultimi due mesi non è certo Grillo, sulla piazza dal 2007, né l’ennesima resurrezione assistita di Berlusconi, né il bis di Napolitano. La novità è l’irruzione sulla scena di Pippo Civati, passato nel giro di due mesi dall’essere noto solo in Brianza, e principalmente per la sua terribile collezione di golfini, all’essere diventato un punto di riferimento non solo per i talk show di ogni rete televisiva ma anche per le migliaia di militanti che non si riconoscono nella linea-kamikaze adottata dalla dirigenza del Pd.

Altro che Renzi, la cui immagine dopo 2 mesi di tatticismi democristiani ha già cominciato a logorarsi. Altro che la Puppato, meteora delle primarie già ritornata nel cassetto delle grandi promesse pddine non mantenute, quelli che spuntano dal niente, sembrano destinati a spaccare il mondo e poi finiscono a galleggiare a metà classifica (Scalfarotto, Marini…la lista è lunga). Con la Serracchiani parcheggiata per 5 anni alla presidenza regionale, ora davanti a Pippo si aprono praterie di consenso che per un motivo o per l’altro gli erano sempre sfuggite.

Già, perché Pippo, volto nuovo per il grande pubblico, è invece una faccia assai conosciuta per chi comincia la giornata leggendo AffariItaliani. Ex-sostenitore di Boeri a Milano, ex rottamatore con Renzi ai tempi della prima Leopolda, ex acceso sostenitore di Bersani, Civati ha finalmente trovato la sua dimensione: e ora come ora è l’unico a scrivere sempre quello che la gente vuole leggere, a dire quello che la gente vuole sentire. Che si tratti di difendere gli #occupypd, dare addosso al bolso Fioroni (uno che nella sinistra c’entra come Brunetta nell’NBA), difendere il popolo di twitter dalla Bindi o cavalcare il nome di Rodotà, Pippo non ha sbagliato nemmeno una riga.

Fino a quando, tre giorni fa, ha definitivamente varcato il Rubicone, violando definitivamente i taciti e sacri patti di non belligeranza: questo post sul suo blog, un helzapoppin con tutte le citazioni dei leader PD ai tempi in cui giuravano e spergiuravano che mai e poi mai avrebbero votato un governissimo corrisponde a una – elegante – dichiarazione di guerra. Seguita, ovviamente, dalla mancata fiducia concessa a neo-premier Letta.

Segnatevi, dunque, questo post. Perchè quello di Civati è un nome che d’ora in poi sentiremo spesso, spessissimo.