IL ParaDosso DEL QUIRINALE

 

Praticamente successe che:

Grillo ha un’ottima idea (primo paradosso) ovvero proporre ufficialmente per il Quirinale Stefano Rodotà, tra i migliori candidati immaginabili alla Presidenza della Repubblica. Benchè Rodotà sia uomo di sinistra, e pure ex Presidente del PDS, il PD non ci sta (secondo paradosso) e decide di accordarsi con Berlusconi (terzo paradosso).

Berlusconi sceglie di appoggiare un uomo del PD (quarto paradosso) e mentre i militanti di tutta Italia manifestano contro il gruppo dirigente quelli vanno in aula a votare Marini, senza spiegare perché Marini uomo del PD voluto da Berlusconi va bene e Rodotà uomo di sinistra e dunque pure del Pd voluto da Grillo no. In aula Marini è votato da tutto il PDL ma non da tutto il PD a cui appartiene (quinto paradosso) così non viene eletto e a quel punto salta su Renzi che dopo aver fracassato la minchia con la rottamazione della vecchia politica per anni propone Romano Prodi (quinto paradosso), in virtù di ragionamenti presi direttamente dal manuale della Democrazia Cristiana. Tutti i “grandi elettori” applaudono alla scelta, e mentre la gente si chiede #Rodotàperchèno in aula un drappello di cento dissidenti fa saltare la candidatura di Prodi approvata all’unanimità (sesto paradosso) assecondando il volere di Massimo D’alema, che nel 1999 fece cadere il governo-Prodi (antico e indimenticato paradosso) per prenderne il posto. Bersani si dimette, Renzi il supergiovane rivelatosi più vecchio di De Mita, che aveva telefonato a Marini menandogli sfiga, farfuglia che lui appoggiava Prodi si, ma mica così tanto, e la gente gli ride dietro, Berlusconi brinda e canta a una cena elettorale a Roma.

La mattina dopo il PD, o ciò che ne resta, decide di appoggiare Napolitano, ovvero quello che negli ultimi 2 anni ha inventato la figura di Mario Monti impedendo le elezioni, e quindi la vittoria del PD e la scomparsa del PDL e autorizzato uno “scudo giudiziario” palesemente incostituzionale ad uso e consumo di Berlusconi. Grillo organizza una manifestazione di protesta, come fatto dai dissidenti del PD contro Marini e dal PDL contro Prodi e si becca del fascista (paradosso radical chic)Napolitano ridiventa Presidente a 88 anni, quasi il doppio di Obama quando fu eletto la prima volta (paradosso in tutto il mondo ma non in Italia).

Dulcis in fundo, la reggenza del PD viene affidata a Enrico Letta, ovvero il nipote prediletto del migliore amico e primo consigliere di Berlusconi (paradosso finale).

Insomma:

I paradossi, come i nodi, prima o poi vengono al pettine. E il pettine in questione , il vero paradosso dei paradossi, è proprio il PD. Un partito nato a tavolino, figlio di una fusione a freddo tra culture estranee, che unite insieme hanno provocato una cosa soltanto:

Una paradossale idiozia, forse giunta – finalmente – al capolinea.