IULM, IED, SOLE24ORE: QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA

 

Non c’è cosa più affascinante che trovarsi davanti agli occhi un quadro di coincidenze così allucinogeni e “rivelatori” da sembrare opera di un geniale e maligno regista occulto (quelli che Tiziano Sclavi chiamava “gli arabeschi del destino”).

Succede che dopo il post dell’altro giorno sullo IED, un amico che la sa lunga ci ha mandato la foto pubblicata più avanti, che a livello teoretico  rappresenta, da sola, gran parte dei motivi che hanno portato alla nascita di questo blog. Per apprezzarlo veramente però, dovete prima accertarvi di conoscere i soggetti coinvolti:

L’Istituto Universitario di Lingue Moderne, meglio noto come IULM, l’ateneo dove una laurea e una cattedra non si negano a nessuno, divenuto assai celebre durante il papato di  Francesco Alberoni, il Brunetto Latini di ogni giornalista cazzeggiatore, il cui spirito si dice infesti i corridoi dell’ateneo e tormenti gli studenti gridando “Ferruccio, perché cessasti tu d’amarmi?

– Il Maestro Alessandro Rimassa Do Nascimento, ovvero l’attuale direttore dello IED, super esperto di ogni categoria dello spirito hegeliana, già titolare della cattedra di “portamento fighetto di occhiali” (lui preferisce la dizione inglese, “standoffish glasses strutting“), luminare internazionale di “indosaggio di camicie di due taglie più strette”.

– La giornalista del Sole 24Ore ed ex candidata per la Lista Civica Ambrosoli Rosanna Santonocito, che sicuramente i lettori di I Hate Milano ricorderanno come la protagonista della “storiaccia del #poernano” (qui la versione completa, assolutamente da leggere): la verace giornalista prima diede prova di non conoscere nulla del funzionamento di twitter (fortuna che si definisce “grande esperta” e ha un blog dedicato sul primo quotidiano economico d’Italia), poi se la prese con gli utenti che si limitavano a spiegarle l’errore, poi emulò alla perfezione Maurizio Gasparri, deridendo un ragazzo che, siccome aveva meno twitter di lei, non aveva diritto di parola  e infine concluse il tutto con un bell’insulto alla provincia di Brescia e ai suoi abitanti (ricordiamo che per un insulto ai napoletani poche settimane fa un giornalista RAI è stato, giustamente, cacciato a pedate) costringendo il Sole a scusarsi ufficialmente.

Ebbene, ecco la foto che ci è arrivata lunedì e si riferisce a un pubblico post pubblicato sul profilo del Maestro.

 

Ci sono talmente tanti piani diversi che nel leggerlo e rileggerlo è impossibile non essere colti da un senso di vertigine, come a salire su un ottovolante ubriachi.

Un ragazzo che fa il master in giornalismo allo IULM (primo ossimoro) telefona per parlare di lavoro con il direttore dello IED (secondo ossimoro) il quale, essenzialmente per ricordare a tutti che ha scritto un libro sul lavoro (terzo ossimoro), afferma, senza nemmeno averlo mai visto in faccia in vita sua, che questo tizio non potrà mai fare il giornalista. Allora irrompe sulla scena la Santonocito, fresca dei 120 voti presi da candidata alle Regionali per la sinistra (quarto ossimoro) per fare una lezione di deontologia giornalistica (quinto ossimoro), arrivando a scrivere “sapere con chi si sta parlando e di cosa si dovrebbe scrivereeee? Anticaglia professionale, rigidità da dinosauri”, proprio lei che l’unica notorietà che ha raggiunto in vita sua è stata il finire nei TT con l’hashtag #poernano per aver dato dimostrazione di non avere la più pallida idea di come funzionasse twitter (ossimoro degli ossimori), cioè l’oggetto del blog da lei gestito per conto del primo quotidiano economico d’Italia.

Noi lo troviamo davvero sensazionale. Anzi, psichedelico. Perchè psichedelico è il perdersi nei molteplici mondi spalancati da questo post, che più che un semplice post è un’intera iconografia di una cultura,  dove si rincorrono molte delle immagini che qui affrontiamo giorno per giorno: dal degrado del sistema universitario italiano, alla stato del giornalismo presente e, come si vede, futuro, al modo in cui sono selezionati i “civici candidati”, alle generalizzazioni di cui  sono vittima le generazioni più giovani, cui orde di vecchi tromboni, terrorizzati dall’essere finalmente pensionati, non aspettano altro che un pretesto per saltar loro alla gola, e tanto altro ancora.

Insomma: un vero e proprio zeitgeist, un’esperienza extracorporea da compiere con amici o in solitudine per capire fino a dove siamo arrivati e raggiungere, infine, l’illuminazione finale. Fuggire all’estero? Bere tantissimo per provare a dimenticare?

Provate voi e fateci sapere.