IMPUNITA’ SELVAGGIA

 

Ci sono dei problemi che superficialmente sembrano piccole cose e invece piccole cose non sono per niente.

E’ il caso, per esempio, di quanto ci segnala un lettore riguardo la situazione di via Guarneri, zona via Ripamonti, dove per i parcheggi delle auto è in vigore una legge “fascista”: si parcheggia dove si è più comodi, pure nei posti riservati ai disabili, con tanti “me ne frego” a tutti gli altri. Il lettore assicura che quanto vediamo nella foto non sia un caso isolato, ma una norma con cui i residenti sono obbligati a convivere. Già, perché le numerose segnalazioni ai vigili, sia quelli di passaggio sia mediante chiamate al centralino, non sortiscono nessun effetto . Addirittura, recentemente un vigile pare aver risposto dicendo “E che volete farci? Milano ormai è tutta così..”.

La vicenda ci suggerisce alcune considerazioni:

1) Se l’obiettivo nel lungo termine è disincentivare l’uso dell’auto il primo provvedimento da prendere è fare in modo che chi usa l’auto non si senta in diritto di fare quello che vuole. Non ci vuole molto a capire che se l’unico modo per parcheggiare è girare per 30 minuti come un cretino o comprarsi un box magari da 200 mila euro l’uso della macchina verrebbe ampiamente riconsiderato da un buon numero di persone.

All’indomani della tragedia di via Solari, causato da una macchina in sosta vietata, alcuni assessori e consiglieri – con una malcelata voracia di visibilità un po’ “discutibile” – disse che la priorità sarebbe stata il rispetto delle “regole” e delle “norme”. Passato un anno e mezzo, così come accaduto per decine e decine di altre emergenze dimenticate appena non garantivano più un posticino sul giornale, la faccenda è completamente sparita e nell’impunità totale capita addirittura che davanti al ristorante “da Giannino”, noto circolo di intellettuali, la gente con la macchina in sosta vietata, caricata dal vino o da una spolverata di troppo (di zucchero a velo…) decida pure di menar le mani quando gli si fa cortesemente notare che le auto, li, non ci possono stare.

Pensare di limitarsi a una domenica a piedi ogni tanto per promuovere un ripensamento del concetto di mobilità è completamente inutile, e si finisce per dar ragione a chi le domeniche a piedi le vede come fumo degli occhi. Certo la questione è assai complicata – molti direbbero “lasciamo a casa l’auto e poi come ci muoviamo? Hai voglia a dire “con la bici” se abiti in periferia e se prendi la bici il massimo che puoi fare è affidare l’anima a Dio o a chi per lui. Hai voglia a dire “con i mezzi pubblici” se i mezzi pubblici sono quello che sono e mancano i soldi per potenziarli” -, servirebbero allora interventi organici, coraggiosi, creativi, anche a costo di sbagliare o di rendersi, nell’immediato, impopolari.

Certo, se al vertice della catena ci hanno paracadutato uno che al massimo può gestire il traffico delle piste Polistil, si capisce perché la situazione attuale è quella che è.

2) Non sappiamo se sia vero – il lettore dice di si e gli crediamo – che i vigili non sono intervenuti nonostante siano stati chiamati, e abbiano addirittura detto, in un’occasione, che “tanto Milano è tutta così”. Sarebbe la seconda volta in pochi giorni che a proposito dei vigili sentiamo qualcosa di particolarmente “bizzarro”. Come dimenticare la strana risposta data circa i vandali all’arco della pace – segnalata da un lettore nei commenti – secondo cui “i vigili non possono intervenire perché hanno paura che qualcuno li disarmi e sottragga loro la pistola”?

Che siano sotto-organico, che manchino le risorse, che probabilmente qualcosa nella loro “formazione”, in passato, non abbia funzionato è cosa risaputa (la barzelletta dei “vigili-Rambo” voluti da Mastrangelo grida ancora vendetta civica). Ma allora dovrebbe essere questo il primo problema da affrontare e da risolvere, e al più presto, perché da questo, a cascata, dipendono buona parte degli altri.

 

P.S. Riceviamo sempre più segnalazioni da parte di lettori: notizie, commenti, richieste di contatto, eccetera. E’ una cosa che ci fa molto piacere, essendo questa – e non il traffico, come si sa ottenibile con numerosi sotterfugi – la migliore misura del nostro lavoro. Se volete segnalarci un problema particolare, o mandare  voi un vostro intervento con richiesta di pubblicazione, basta usare il form nella sezione contatti.