NEMMENO A CUNEO (SCUSANDOCI CON CUNEO)

 

Molti di voi lo sanno già e infatti qualcuno ci ha anche scritto per sollecitare un intervento. Un’ordinanza firmata dall’Assessore Franco D’Alfonso stabilisce che i chioschi dei “paninari”, a Milano, dovranno tassativamente chiudere a mezzanotte. Inoltre, dovranno sostare obbligatoriamente fuori dalla circonvallazione e ad almeno “200 metri” dalle abitazioni private (qualunque cosa ciò significhi).

Non serve nemmeno far notare che questa è una decisione che va nella direzione opposta a quella città viva, aperta e finalmente “liberata” a cui avevamo sperato nel maggio 2011 né che neppure nelle borgate più depresse del Veneto, del Basso Piemonte, dell’Emilia più profonda vengano prese decisioni simili. 

Si può pensare invece, e magari addirittura sorridere, a quello che accadrà se tale provvedimento entrerà davvero in funzione, con il sicuro fiorire di forni e panetterie che resteranno aperte di notte spacciando pizzette e brioche manco fossero alcolici nella Chicago degli anni ’20. E ridere malinconicamente nel fare il confronto non tra le grandi città europee di cui qualcuno continua a riempirsi la bocca, ma semplicemente guardando a come viene intesa e vissuta la città a Roma, a Bologna e via dicendo.

Abbiamo letto, su questo tema, l’intervento del consigliere Luca Gibillini, pubblicato oggi su un blog del Corriere. Augurandoci che gli sforzi vadano a buon fine, noi ne condividiamo ogni parola, tranne il finale, in cui l’esponente di Sel afferma che

l tempo della città blindata, chiusa, dei coprifuoco è finito con la sconfitta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato.

No, consigliere, su questo non siamo d’accordo. Una simile decisione, nemmeno quel duo da lei citato avrebbe mai avuto il coraggio di ratificarla.