PerDenti D’INSUCCESSO

Alberto Biraghi interviene sul caso Boeri.

 

Cittadini che si stracciano (telematicamente) le vesti (in genere su aspetti marginali), minacciano, si indignano, promettono fuoco e fiamme, litigano come forsennati (sostenitori contro detrattori, sempre a prescindere, nel più profondo dogma). Il tutto per 48 ore esatte, perché allo scoccare della 49esima, sereni e sfogati passano ad altro, al telecomando, a Facebook, pronti per il prossimo cancan.

Il copione da milan-inter questa volta si è giocato sull’assessorato alla cultura di Milano, con la cacciata di Stefano Boeri che ha dato la stura al consueto diluvio di minchiate, nella generale assenza di onestà intellettuale e riflessioni intelligenti. Rare le eccezioni. Su blog, social network e Radio Popolare tutti lì ad accapigliarsi su cos’è / cosa non è la cultura, su quanto poco / quanto molto ha speso Boeri, su quanto bella / quanto brutta era l’ultima mostra a Palazzo Reale, su quanto Boeri sia valido / raccomandato. Tutti lì, insomma, a guardare un dito (se non il proprio ombelico) con contorno di boerienne che strillano e si strappano i capelli mechati, senza accorgersi della luna che ci sta cadendo sulla testa.

La storia è nota e risale al 2010, quando gli infiniti tentennamenti del PD indussero altri a proporre il miglior candidato sindaco da decenni (Giuliano Pisapia), l’esercito di mirabelli, cornelli e majorini, invece di dire “…’azz bella pensata, ci stiamo”, si sentì defraudato del proprio diritto di perdere le elezioni e rilanciò con Stefano Boeri. Del tutto disinteressati a una storia professionale che rende Boeri inadeguato al ruolo, i mammasantissima del PD non persero l’occasione di lanciarsi nelle solite pantomime elettorali.

Ed ecco Stefano Boeri “candidato migliore” (Majorino), “interprete di cambiamento e riscossa civica” (Penati), “grande valore aggiunto per la città” (Cornelli) e via sbrodolando. Si sa come andò: Boeri fu stracciato da Pisapia alle primarie, i majorinimartinacornelli si dimisero per tre ore poi tutto tornò nella norma.

A completare la presa per il culo degli elettori, quello che per i laforgiacornelli prima era “il candidato sindaco interprete di cambiamento e riscossa civica”, oggi non è più buono neppure per un assessorato, nonostante in questi due anni *nessuno* nel PD abbia *mai* sollevato la minima obiezione sul suo operato,

Tra i peggiori “luogocomunismi” dei nostri scadenti politici c’è l’immagine “pancia a terra” che salta fuori prima di ogni elezione, per dire “diamoci da fare, ma di brutto”.

Ecco. Dopo il successone in regione (stavolta neppure hanno fatto finta di dimettersi, impegnati com’erano a mandare Mirabelli e La Forgia in Parlamento), nel PD si sta già lavorando alacremente per l’en plein a Palazzo Marino del 2015. Tanto le 48 ore sono trascorse, strilli e indignazione sono spenti, i capelli mechati delle boerienne sono stati strappati, di Boeri non parla più nessuno. I milanesi che leggono Repubblica e ascoltano Radio Popolare torneranno a credere ai majorinibaruffi che dicono “candidato migliore” o “grande giornata di democrazia” e rivoteranno la fuffa che da decenni si svende Milano per una poltrona in più.

E’ brutto da dire, ma ho paura che ci meritiamo De Corato.