AMBROSOLI: CLAMOROSI TENTATIVI DI SABOTAGGIO

Rivelazioni-shok: talpe al soldo di Maroni nello staff che ha curato la comunicazione del candidato Umberto Riccardo Rinaldo Maria Ambrosoli.

 

Chiariamo subito: non è un fotomontaggio. Il manifesto è vero, è stato realmente utilizzato, e pure in modo massiccio, durante la campagna elettorale. E condividiamo il vostro sdegno, per questo terribile colpo basso sferrato dall’attuale Presidente della Regione Lombardia al candidato del centro-sinistra. Qualcuno del suo staff ha fatto stampare questo cartellone in cui Ambrosoli sembra un arrotino degli anni ’70 intento a gridare per le strade “Donne è arrivato l’ombrellaio, ombrellaio-arrotino” con il bieco fine di screditarne l’immagine.

Ma se pensavano di farla franca, i leghisti si sbagliavano di grosso. Nessuno, nel 2013, poteva pensare che si trattasse di un manifesto in sostegno dell’avvocato milanese. Va bene che a sinistra su certe cose si arriva un pochino dopo, una decina d’anni circa, ma questo è davvero troppo. Troppo fresche le immagini di Renzi in maniche di camicia, sempre connesso, con quel modo di porsi e di rappresentarsi copiato di peso da Obama, perché qualche allocco potesse cascarci sul serio.

Così è stata avviata un’indagine interna e i bene informati riportano che nella notte una pattuglia di militanti Pd, capitanati da Pierfrancesco Majorino, ha fatto irruzione a casa di chi avrebbe concepito il manifesto di Ambrosoli-Arrotino. Nell’abitazione dell’uomo è stato rinvenuto un busto di Miglio e un’ampolla piena di acqua del Po mischiata a uno scaracchio di Bossi.

Il colpevole è stato poi condannato a una settimana di lettura forzata dell’ultimo libro dello stesso Majorino. Terribile.

Ma è con angoscia che, rispondendo finalmente alle numerose sollecitazioni che ci sono arrivate nelle ultime due settimane (ignorate per senso di lealtà), dobbiamo dar conto di un altro tentativo di sabotaggio, sempre ai danni del povero Maria Rinaldo Riccardo Umberto Ambrosoli. Si tratta di alcuni video circolati in questi giorni a tema musicale. Invitiamo i lettori a guardarli per intero, per capire a che punto si è spinta la ferocia padana.

 

 

Ci fermiamo qui, anche se gira un’informativa riservata che parla di numerosi altri video dello stesso tipo. Come vedete, siamo davanti a un bieco tentativo di creare un meccanismo virale al contrario, al fine di affossare definitivamente le speranze di vittoria del centro-sinistra.

Mentre il doloroso e unico commento di un utente  al primo video (vero e proprio grido di dolore: “prima di vedere questo video avrei anche potuto votare PD”) ci tocca profondamente, ci sforziamo comunque di trovare motivi di conforto. A giudicare dall’esiguo numero di visualizzazioni, il progetto non ha funzionato!

Terminiamo facendo un appello in favore della correttezza della politica e del rispetto dell’avversario, a prescindere dal colore. Maroni ha vinto nettamente, ma certi colpi bassi no, non gli rendono onore.

Specie in un momento così delicato serve molta responsabilità.

Già, responsabilità.

 

(P.S. Spiace che oltre ad aver danneggiato Ambrosoli, il complotto musicalpadano abbia colpito anche quello che era di gran lunga, ma di gran lunga, il miglior candidato Pd al Consiglio Regionale.)