GRILLO E CHI LO SNOBBAVA: SCUSA TRAVAGLIO MA NE MANCA UNO

 

Bellissimo pezzo quello di Travaglio dove troviamo, in un divertente pastiche, tutti gli insulti, le battute, gli snobismi che il mondo della politica e dell’informazione gli hanno dedicato in questi anni. Tutto molto vero e molto divertente: ma tra i tanti sedicenti geni e paraguru Travaglio ne dimentica uno, assai recente e molto significativo.

Certo, nel festival della lungimiranza c’è Eugenio Scalfari (“ci vedo dietro la dittatura”)  il raffinato Sergio Romano (“un carnevale plebeo e volgare, l’irresistibile ascesa durerà pochi mesi”. Era il 2007), l’indeciso Gianpaolo Pansa (“mi ricorda Mussolini”) e tantissimi altri ancora(a proposito: come si vede, Grillo non aveva fatto in tempo ad affacciarsi sulla scena, che i vecchi tromboni del giornalismo già gli davano del fascista. Davvero originale, quindi, quel post che stuprava Gramsci per dare a Grillo del totalitarista girato il week end prima del voto, e stracondiviso con orgoglio da tutti quelli che ora guardano a Grillo “con interesse”).

Ma c’è, come detto, un grande assente. Si tratta dell’autore di questo articolo che abbiamo letto ormai due mesi e mezzo fa, messo nel cassetto buono e conservato con cura per il dopo elezioni.

Parliamo di quell’editorialista di razza di Antonello Caporale, ex giornalista di Repubblica poi passato al Fatto Quotidiano. Ecco come attaccava il 13 dicembre, col piglio di chi la sapeva non lunga ma lunghissima:

Beppe Grillo dovrebbe fare un grande respiro e pensare che, dopotutto, lui è un comico. Ha fatto molto più di quel che poteva, ma resta un comico, non un leader, nemmeno un capo (…). Di più non sa fare e si vede.

L’intero articolo si sviluppa poi come una serie di dotti consigli non richiesti al leader del Movimento a 5 Stelle, trattato alla stregua di un paranoico incompetente inadatto al ruolo di leader. Non si sa bene a che titolo il Caporale elargisse tali consigli  ma si sa, invece, a quanto era dato Grillo e il M5S dai sondaggi a dicembre: tra il 15% e il 19%. Ecco, sentite la chiusa:

A Grillo consiglio poi di non prendere sul serio i sondaggi: sono gonfiati e presto lo capirà. Non si faccia conquistare dal terrore di dover governare l’Italia: lui è fuori, garantito. Non è Cavour, e se ne faccia una ragione

Caspita, che lungimiranza, quella uscita dall’affilata penna del Caporale. Quasi fassiniana, diremmo oggi.

Ecco, noi volevamo sapere da Travaglio come mai nella sua esilarante carrellata di vaccate e idiozie assortite dette a proposito dell’ex comico genovese si è dimenticato proprio di questa, bella fresca e ben circostanziata.

Pietà?

O solidarietà tra colleghi del Fatto?