FINISCE LA CAMPAGNA ELETTORALE: LA FOTO SIMBOLO

 

E così oggi finalmente si chiude una della campagne elettorali più avvilenti della storia, e la si chiude con la febbrile paura dell’antipolitica e una valanga di insulti e citazioni fuori luogo  che hanno il solo effetto di rafforzarla ancora di più.

Invece di tirare fuori la marcia su Roma, per capire almeno in parte l’antipolitica basterebbe farsi un giro per Milano.

La foto che vedete sopra è una delle decine che ci hanno inviato in questi giorni, dopo che due settimane fa ci eravamo occupati dei manifesti elettorali abusivi.

Molte strade sono conciate così, discariche abusive a cielo aperto con le loro facce e i loro slogan fieramente e spesso abusivamente esibiti.  Nessuno di loro pare cogliere l’enorme contraddizione di fondo, insita nel volersi presentare come guida di una comunità e nel fregarsene, contemporaneamente, del decoro e del rispetto delle leggi di quella stessa comunità. Anzi, se ti azzardi a criticarli, non rispondono ma mandano avanti i loro sgherri, come i due che nei commenti a questo articolo (scritti dallo stesso computer, probabilmente da una sede di partito) sostenevano che i politici non hanno solo il diritto ma anzi il dovere di lordare la città perché nell’interesse degli stessi cittadini.

Ecco, è proprio questa impunità ormai codificata, questa arroganza diventata a tal punto sistematica da farli sentire legittimati a forzare tutto quello che si può forzare, ad essere la causa principale del risultato che domenica raggiungerà l’antipolitica, qualunque esso sia.

Un comportamento, questo, che con rarissime eccezioni riguarda tutto il variopinto arco politico attuale, se è vero che – come questa foto illustra magnificamente – tra i campioni dell’abusivismo di questa tornata troviamo due persone tanto diverse per ideologia e storia personale tanto simili nel rispetto avuto per la città che si candidano a rappresentare. Da una parte l’inflessibile paladino della legalità tutto d’un pezzo, dall’altro il sorriso progressista di chi addirittura ha nel logo del partito la parola “ecologia”.

Ora, come al solito, arriveranno le multe, qualche radicale denuncerà gli abusi, tutti faranno finta di indignarsi. E poi, proprio come alle comunali di due anni fa, non accadrà nulla.

Lasciate quindi stare Gramsci e le citazioni sull’arrivo e il successo avuto dal fascismo. L’antipolitica ha ragioni molto più attuali.