SOLFERINO 28: ECCO UN NUOVO, VENERABILE MAESTRO

 

Era da un po’ di tempo che non ci dedicavamo seriamente a una delle nostre attività zen preferite (“zen” perché per praticarla si è costretti ad allenare assai intensamente le virtù della calma e dell’imperturbabilità), ovvero la lettura del blog del Corriere “Solferino 28”.

Alla fine abbiamo ceduto, pensando però che fosse oggettivamente impossibile spingersi oltre. 

E invece, con molta onestà, dobbiamo ammettere che ci sbagliavamo di grosso. Signori, tutti in piedi: ecco che arriva Giuseppe Matteo Vaccaro Incisa!

Già questo nome, che ricorda la Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, avrebbe dovuto quantomeno instillare il dubbio, nello spettinato giornalista, che il Giuseppe Matteo non fosse esattamente un tipino qualunque. Ma il fatto che il “babyprof”,  a 29 anni, insegni Diritto Internazionale alla Bocconi, all’Università Cattolica di Lille e all’Università di Belgrado avrebbe dovuto quantomeno suonare curioso, e spingere il reporter a chiedere al Matteo Giuseppe: mi scusi, esimio, ma lei che parenti ha?

Ma come al solito, niente di tutto questo: al Vaccaro Incisa viene offerto il pulpito, che viene usato per scagliarsi, come di consueto, contro quei fannulloni dei giovani italiani. Già, perché l’Incisa Giuseppe non ha dubbi: se l’Università italiana è in “spaventoso ritardo” rispetto all’estero la colpa non è della politica, del clientelismo, dei baroni, del sistema indegno delle raccomandazioni. No, il vero problema è che

Gli studenti francesi e svizzeri hanno un rapporto disteso e rispettoso nei confronti dei loro insegnanti; il contrario di ciò che avviene in Italia. 

Capito? Se a 29 anni siete li a barcamenarvi a mandare curriculum e accettare offerte al ribasso, o magari siete anche voi, come il Vaccaro Matteo, avvocati, e impazzite tra praticantato, esame scritto, esame orale, iscrizione all’albo eccetera eccetera, la colpa è vostra che non avete leccato abbastanza il culo ai docenti. Ma la lectio magistralis è solo all’inizio. Secondo il Maestro di Vita infatti

(gli studenti stranieri) sono molto più a loro agio sia con l’inglese sia con un approccio didattico meno tradizionale, mentre qui piuttosto che partecipare al dibattito di una lezione si nascondono

Insomma: due mani alzate, un “lo so io professore lo so io” e dai che l’Italia torna a viaggiare!

Del resto “Giuseppe trattino Matteo” (sic!) è davvero un personaggio speciale. Da piccolo, invece che sognare di fare il calciatore, il pompiere o l’ingegnere, lui voleva fare “l’opinionista poliglotto in tv”. O al massimo “il giocatore di bridge”.  E che nessuno dica il successo lo ha cambiato! Giacchè

Va bene anche tornare a far fotocopie, purché sia chiaro che ci sia una possibilità, domani, di essere noi a scrivere quello che poi sarà fotocopiato da altri.

Insomma, un pezzo da conservare nel cassetto buono, che farebbe ridere e piangere allo stesso tempo, come solo i grandi comici sono capaci di fare. Tuttavia, qualche malfidente, ha messo in atto nei commenti al pezzo lo stesso nostro metodo usato qualche mese fa, quando un altro giornalista del Corriere aveva tentato  il medesimo trucchetto. E così, per una pura e semplice coincidenza, si scopre che questo ennesimo fenomeno che insegna diritto in Europa a meno di 30 anni ha, ma guarda tu alle volte il caso, lo stesso cognome degli avvocati Felice e Ignazio Vaccaro, uno degli studi legali più famosi d’Italia.

E sul sito di questo avvocatone, cosa punta? Ma è lui, è il  nuovo guru di Solferino 28 (con addirittura la stessa foto!). Hai capito,  il Vaccaro Matteo Giuseppe Incisa che compare sul sito dello studio del Vaccaro Felice (che, sia detto per inciso, anzi per Incisa, è stato pure nel c.d.a. di Mediaset) e del Vaccaro Ignazio (che però ora è diventato addirittura giudice)!

Come mai tra tutte le cose che ha dichiarato nell’intervista non ha sentito la necessità di fare un piccolo, piccolissimo accenno a questa ininfluente, ininfluentissima parentela?

Tuttavia, questa volta, rispetto al passato, c’è una simpatica aggiunta da fare, che riguarda il giornalista autore del pezzo. Costui, infatti, si affretta a segnalare che “il cognome Incisa richiama quello dei produttori di vino Sassicaia, ramo materno della famiglia“. Ora: a parte che il Sassicaia costa cifre faraoniche, ma come mai questa specifica? Come mai rendere conto delle origini del ramo materno e del cognome “Incisa” e NON quelle del ramo paterno e del cognome “Vaccaro” – che avrebbe permesso di scoprire l’illustre e interessante parentela? Una coincidenza anche questa? Oppure una scelta precisa? E  visto che la risposta è chiara, a quale scopo?

Ma soprattutto: questo crede forse che i lettori siano dei ciula e non possano fare una verifica su Google?

Non c’è niente di male, come abbiamo sempre detto, a beneficiare di contatti privilegiati per poi, una volta entrati nel mondo del lavoro, dimostrare il proprio valore. Ma bisogna avere l’onestà di dirlo, senza ergersi a giudici di chi non dispone di quelle opportunità (mentre la disoccupazione giovanile sfiora il 40%), e senza contrabbandare casi isolati e particolari come “storie esemplari”,  che devono “fare riflettere” (per poi essere scoperti nel giro di 5 minuti nei commenti e fare una figura barbina, tra l’altro).

Ma perché, una buona volta, non ci dicono quali sono i criteri di selezione con cui allestiscono questa galleria di improbabili Grandi Censori? Non è che sono raccomandati da qualcuno, noooo vero? Perché sarebbe proprio bizzarro che un blog che sprona i giovani a raccontare “quello che non funziona” usasse, nella scelta dei contenuti, la stessa logica che spesso impedisce agli stessi giovani di affermarsi sul lavoro. O no?