UNO STORICO PASSAGGIO DI CONSEGNE

A sera inoltrata, ci segnalano questa preziosa breaking news che sconvolge completamente la programmazione settimanale.

Dopo la fuga di Fabrizio Corona, Andrea Celentano (il pr cult protagonista della madre di tutte le feste milanesi) prende carta e Facebook per scrivere una clamorosa e accorata missiva all’ex re dei paparazzi. Annunciando un inevitabile quanto drammatico passaggio di consegne, Celentano veste i panni di Ugo Foscolo per rendere l’onore delle armi al suo vate, maestro ed ultimo, definitivo eroe romantico. 

Una lettura assolutamente da non perdere per capire in profondità cosa ha rappresentato Corona per quella Milano che ha la sua Mecca in Corso Como e la sua Medina al Just Cavalli, e per guardare con immutata angoscia al futuro.

 

Caro Fabrizio,

ho avuto il piacere di incontrarti e chiacchierare con te poche ore prima della tua scomparsa..sei stato cortese e disponibile, gentile e ironico, cordiale e istrionico, mattacchione e provocatore, hai messo a mio agio me e le ragazze presenti al casting nel tuo ufficio, come se ci conoscessimo tutti da una vita..e in fondo era anche cosi, visto che da anni occupi la scena pubblica entrando nelle case degli italiani per ogni tua vicenda.

Mi hai sorpreso trattandomi come un vecchio conoscente e raccontandomi di conoscermi bene per le mie attività, quando invece ero certo che tu non sapessi minimamente chi io fossi, impegnato a impugnare le redini dello star system italiano e non solo.

Mai avrei potuto pensare che, poche ore dopo, avevi l appuntamento della tua vita da onorare, che l ‘avrebbe cambiata, e lo sta facendo, per sempre..non hai tradito la minima emozione, avevi la stessa tranquillita che potrebbe avere un turista in procinto di partire ai Caraibi (e infatti si, aveva già il biglietto in tasca n.d.r.)

Senza giudicare il tuo operato, visto che di Santi non ce ne sono, e io non faccio parte di alcuna Corte, ma altresi ritenendo che tu abbia un ruolo primario come vittima di persecuzioni e capro espiatorio per molti, senza per questo assolverti da tutte le accuse che ti sono state mosse, ma nessuno è perfetto, mi rimane solo da decidere e capire se la felicità per aver finalmente chiacchierato con te dopo tanti anni di attesa è stata rovinata dalla tristezza per la tua scomparsa, o se tale tristezza è alleviata in virtù dell opportunita, che ho avuto, di averti incontrato poche ore prima che tu non ci fossi piu, evento che, accadesse oggi, sarebbe cronaca giudiziaria.

Insomma, qual è il sentimento predominante, felicità o tristezza?

Ripenso al pomeriggio per pochi secondi, in un unico flash-back, e non ho dubbi: benvenuta felicità!

Non so se l’ esser stato spettatore e in parte protagonista del tuo ultimo giorno di libertà farà parte della Storia, io non ho tutti i tatuaggi che puoi sfoggiare te,  ma il ricordo di quel pomeriggio, per me, sarà forse piu indelebile di tanti dei disegni colorati che hai marchiato sulla tua pelle, ed ora, anche se solo virtualmente, segna anche la mia, fuori e, soprattutto, dentro, a partire dal Cuore.

In bocca al lupo, Fabrizio, e se il nostro incontro, a suo modo, sarà stato un passaggio del testimone, per quanto riguarda ovviamente gli aspetti positivi e puliti della tua professione, che spero di ripercorrere, certamente saprò sdebitarmi.

(..tutti pronti per il Gran Finale, roba da Sturm und Drang….n.d.r.)

Ciò che tu possiedi nel cognome, per molti rimane per sempre un’illusione. A quanto pare, non il tuo caso.

Andrea Celentano

 

(P.S. Adesso non cominciate a commentare che non è vero e che ce la siamo inventata. Andate a controllare.)