LE OLGETTINE E IL CORRIERE DELLA SERA

 

Ecco, la foto che vedete sopra è presa dal sito del Corriere della Sera, alias il primo quotidiano italiano.

In home page, infatti, spicca la seguente notizia, una vera e propria breaking news:

 

E a quel punto parte una mitragliata di 41 foto a base di tette, chiappe e tacchi a spillo come nemmeno in una puntata del Bagaglino. Eccone qualche esempio.

 

 

 

 

Un servizio del genere fa sorgere diverse domande. La principale: ma che notizia è?

Caro direttore De Bortoli, ci illumini. Noi proprio non riusciamo a capire. E ci chiediamo anche cosa ne pensa di queste foto il suo vicedirettore, il cattolicissimo Schiavi. Caro vicedirettore Schiavi, teorico dello “sciopero che non è da paese civile”: queste foto sono forse da giornale civile?

E che categoria è “LINGERIE“? Dove viene collocata? Dopo gli esteri, prima della cronaca…dove? Che bisogno, che interesse c’è – in nome della LINGERIE – a dare visibilità a certi personaggi  che grazie a queste foto (posate, e quindi pure retribuite) arrotondano ancora la “paghetta” (115 mila gli euro ricevuti come”prestito” dalla Sorcinelli) che già ricevono mensilmente?

E che nessuno, per favore, dica che questo è “quello che vuole la ggente“: la gente, se vuole, certi contenuti se li va a cercare altrove, per esempio su YouPorn. Forse il Corriere adesso, tra le sue ragioni sociali, comprende anche la stessa che costituisce il core business di YouPorn e che fa diventare ciechi? Niente di male, però allora bisogna annunciarlo prima ai lettori!

Allo stesso tempo, il fatto che in via Solferino pubblichino quelle foto, sfruttandole per fare più “hits”, più contatti, apre un altro tipo di questione. Proprio il giornale che fu ed è assai critico con Berlusconi per lo sfruttamento che faceva delle donne, come fa, poi, a sfruttare così il corpo delle donne a meri fini commerciali? Non si può essere moralisti a corrente alternata. Se la logica è: lui le paga, loro per quello diventano famose, e poi il Corriere le sfrutta per aumentare le views, allora non può esserci critica, ma solo complicità.

E’ proprio questa la domanda che poniamo alle integerrime “Solferine”, le giornaliste del Corriere delle Sera: si sentono rappresentate,  da queste foto? Cosa ne pensano, per dire una frase che si diceva sempre ai tempi del “se non ora quando”, “in quanto donne”? Ci rivolgiamo a tutte, da Chiara Maffioletti, alla bravissima Paola Di Caro, a tutte le altre.

Aspettiamo risposte.