I BRANDIZZATORI SAPIENTI E IL PARCO DELLE CAVE

 

Dal libro delle 101 cose da NON fare a Milano:

23. Andare a correre la domenica mattina al parco delle Cave. C’è gente che una domenica è uscita di casa, è andata a votare Pillitteri e non è ancora tornata a casa.

Che è un modo per ironizzare sul fatto che il Parco delle Cave, il secondo più esteso di Milano e forse il più bello (parte del Parco Agricolo Sud, un progetto “urbanistico” innovativo, studiato anche all’estero, di cui da noi nessuno parla) vive una situazione di degrado che ha ormai superato i livelli di guardia.

La situazione, già grave, è peggiorata in seguito alle decisioni di eliminare i vigili a cavallo e non rinnovare le convenzioni con i Rangers. Alla base vi erano sicuramente ragionamenti complicati e inappuntabili, peccato che in sostituzione di quanto eliminato non è stato fatto nulla. Il risultato è uno scenario di impunità all’aria aperta, un degrado talmente sfacciato che ormai non ha più neppure il bisogno di nascondersi, talmente si è normalizzato. Il parco più suggestivo di Milano è ora un Residence di sistemazioni abusive (pericolose anche per chi ci vive), da cui i Residenti del quartiere si tengono a distanza: a poco serve, dunque, dar fiato alle trombe per annunciare il divieto di fumo nei parchi, se poi nel secondo parco di Milano sono tollerati ben altri tipi di comportamenti e in pochi si azzardano ad entrarci (del resto è il solito metodo, che abbiamo già mostrato alla nausea, l’ultima volta per le biciclette: il piccolo adempimento che, per quanto giusto, è spacciato per rivoluzione epocale, mentre il grosso del problema resta totalmente inevaso. E poi si passa ad altro).

Fin qui, dunque, ci sarebbe un problema piuttosto serio di sicurezza. Ma non è tutto.

La cosa anche peggiore, a nostro avviso, è rappresentata dalla cortina di silenzio che c’è sulla vicenda. Mentre per un paio di vetri di bottiglia lasciati per terra in Colonne al sabato sera si scatena un finimondo, per una buona parte di chi abita a Milano lo stesso Parco delle Cave rappresenta un luogo del tutto ignoto, e con esso i luoghi che vi stanno all’interno. Tra i quali spicca, per esempio, la Cascina Linterno, già dimora del Petrarca e quartier generale dei Templari, uno degli edifici di Milano più antichi le cui prime notizie su di essa si trovano addirittura nel 1154.

Ecco, sarebbe interessante fare un sondaggio, per esempio tra gli studenti milanesi, e sapere quanti ci sono mai stati, quanti ne conoscono la storia e l’importanza.

E così il pensiero corre ancora veloce verso i Profeti del Brand, quelli secondo cui per valorizzare il nome di Milano in Italia e all’estero non è centrale puntare sulla cultura, le eccellenze artigianali, la riscoperta dei “tesori nascosti”: bisogna invece avere un supermercato al posto dello Smeraldo, un food district ovvero una via di pizzerie mentre contemporaneamente il centro perde la sua identità pezzo per pezzo, o una linea di magliette in vendita con il logo simile a quello di Baci&Abbracci.

Giusto per parlare la lingua di cui loro sono campioni: awesome job, dude!