LA MIA SITUAZIONE (DEMMERDA)

Linda P.

Riceviamo e pubblichiamo. Un interessante spaccato d’Italia dal punto di vista dei “giovani”.

 

Ciao a tutti.

Ecco la mia situazione.

Ad ottobre mi sono laureata con 110 e lode in Psicologia Sociale del Lavoro e della Comunicazione all’Università di Padova.

Un professore di Roma, Mauro Sarrica, venuto a conoscenza del mio progetto di tesi e avendo collaborato con me per la ricerca in questione, mi ha riconosciuta come talentuosa e mi ha proposto di farmi da tutor per un Tirocinio Post-Lauream della durata di un anno presso l’Università della Sapienza di Roma, tirocinio necessario per l’ Esame di Stato per poi accedere all’Albo degli Psicologi, con inizio a Marzo.

Questa per me è una opportunità fantastica e irripetibile per cui, pur senza alcun compenso in denaro, accetto l’idea di affrontare un trasferirmento da Milano a Roma, di sobbarcarmi tutte le spese necessarie per provare a vivere questa esperienza interna all’università, fare ricerca e assecondare quindi la mia passione nei confronti della materia in cui mi sono laureata, in vista di un futuro dottorato.

Inizio ad organizzarmi anche con il lavoro in Doxa in modo da farmi fare un contratto che mi permettesse di lavorare ed effettuare il tirocinio a Roma contemporaneamente, riuscendoci.
 A novembre inizio ad informarmi relativamente alla procedura da seguire per iniziare tale tirocinio post lauream con una certa tranquillità sapendo che, da regolamento, una persona che desideri fare un tirocinio ha la possibilità di attivarlo con qualunque università lo desideri ed io ero perfettamente nei tempi, volendo far partire il tirocinio a Marzo (la data di scadenza ufficiale per consegnare tali pratiche è il 29 febbraio).

Eppure inizio a scontrarmi con le prime problematiche burocratiche, infatti:

– l’Ufficio Tirocini dell’ università degli studi di Padova non riconosce la Sapienza di Roma come ente convenzionato per i tirocini e inoltre richiede che qualsiasi tutor esterno all’università di Padova sia iscritto all’Albo da almeno due anni. Visto che il professore in questione non ha questo requisito dovrebbe richiedere un nulla osta all’Ordine degli Psicologi del Veneto. La procedura è lunga e misteriosa in quanto a metodologie e tempistiche, ed inoltre vengo informata del fatto che al momento risulta addirittura bloccata.

– La segreteria studenti dell’ università della Sapienza di Roma invece prima mi comunica che la cosa è impossibile, essendo io laureata in un altro Ateneo, poi, a seguito delle mie numerose richieste di verifica del regolamento, mi da in contatto di Franca Caso, la responsabile tirocini della facoltà di psicologia che mi conferma che normalmente non ci sarebbero problemi ma mi comunica l’esistenza della seguente delibera:

Vista la fase di riorganizzazione dei tirocini prevista dal nuovo ordinamento didattico ex D.M. 270/2004 e l’eccessivo carico di lavoro che grava sull’Ufficio Tirocini, le Facoltà di Psicologia 1 e 2 hanno deliberato di sospendere temporaneamente l’accoglimento delle domande di tirocinio da parte di laureati provenienti da altri Atenei iscritti agli ordinamenti didattici D.M.509/99 e ex D.M.270/04.

Io le spiego la mia situazione e la necessità che mi lega a dover far partire le pratiche da Roma e lei mi chiede di ricontattarla a metà dicembre per dare una dimensione a tale “temporaneamente”.

Oggi la richiamo abbastanza fiduciosa del fatto che una soluzione si sarebbe trovata ma lei dice di non contare sulla Sapienza in quanto tale situazione rimarrà bloccata ancora per tempo indefinito ma sicuramente non in tempo per iniziare il tirocinio in marzo.

Così vedo sfumare un’opportunità irripetibile, che poteva portarmi alla pubblicazione del mio lavoro di tesi e all’arricchimento della mia formazione attraverso la collaborazione a progetti di ricerca di calibro nazionale, senza che io abbia nessuna responsabilità al riguardo e senza che nessuno si sia preoccupato di aiutarmi a trovare un’alternativa o una soluzione, per un problema esclusivamente burocratico.

A questo punto mi sento realmente demoralizzata e persa in quanto è difficile pensare ad alternative nel momento in cui quello che vuoi fare e che hai sempre sognato di fare ti viene portato via in questo modo e per il fatto che credevo che l’Università avesse come obiettivo quello di formare dei giovani e poi di favorirli nel momento in cui vengono riconosciuti come meritevoli ed ho scoperto che così non è.

Infatti io, oltre a non essere favorita in nessun modo (infatti non esistono nemmeno borse di studio per aiutarmi) vengo addirittura ostacolata dalla stessa istituzione che mi ha formata.

Mi sembra ingiusto e sono sicura che questo può succedere solo in un paese come il nostro.

 

P.S. Dedicato ai toporeporter di Solferino 28, che ancora settimana scorsa hanno avuto il fegato di pubblicare ciò.