DI ALBERI, DI PROPAGANDA E DI ALTRE SCIOCCHEZZE

 

Recentemente ci è arrivato un intervento di protesta per l’abbattimento di alcuni alberi in via Antonello Da Messina. Sulla stessa questione è comparsa anche una lettera sulla rubrica della posta del Corriere Milano.

Qualche settimana fa era successo lo stesso per l’eliminazione di 8 alberi in viale Certosa, rasi al suolo dalla sera alla mattina.

Ora: capiamo le lamentale dei residenti, di chi in quelle zone ci vive e di certo preferisce gli alberi alle macchine in sosta sul marciapiede. Tuttavia, può capitare che si debba, ogni tanto, prendere delle decisioni discutibili o impopolari nell’immediato per favorire qualcosa di più importante nel lungo periodo. Contrariamente a quanto sostengono gli sbandieratori in servizio permanente effettivo (che ogni tanto vengono a molestare anche qui, proponendo le filippiche più illogiche e disparate pur di farsi notare dal tenutario di turno del loro guinzaglio) non è nostra intenzione, e non lo è mai stata, criticare a caso, usando come pretesto un albero o una panchina o una fioriera, sapendo bene che amministrare una metropoli è, come si sa, una cosa complessa.

Il principio, però, vale anche al contrario.

Per questo fa un certo effetto vedere L’Assessor Installator Cortese che imperterrito continua ad autolodarsi ogni volta che impianta una panchina, una fioriera, o appunto un albero.

 

Un adempimento assolutamente normale, specie se avviene in un parco, che però – per qualcuno – acquista sempre i galloni ora dell’evento, ora del miracolo, ora dell’epifania. Se quindi bisogna imbrodarsi di lodi ogni volta che si pianta un albero, allora vale anche il contrario, e bisognerebbe fustigarsi di scudisciate ogni volta che lo si taglia e i residenti si incazzano. Peccato che quando si arrabbiano i cittadini, si liquida la questione in pochi secondi (come nel caso delle obbrobriose installazioni pubblicitarie di Clear Channel), con il tono di superiotà dei “civici” chiamati alla dura missione di evangelizzazione delle masse popolari; quando si crede di portare acqua al proprio mulino, giù a caricare foto, mandare comunicati stampa e a pretendere la standing ovation della pubblica opinione.

Un metodo che, per altro, a Milano conosciamo bene. Insieme alle piste ciclabili, gli alberi piantati erano il cavallo di battaglia dell’amministrazione Moratti, che non mancava mai di ripetere – lei e i suoi assessori – che Milano era la città “più verde d’Europa” (come mostra questo video) e che la loro priorità era “piantare più alberi possibili”.

Come si vede, a distanza di parecchio tempo nulla pare essere cambiato. Due pesci rossi, un albero, un chilometro in più di pista ciclabile: tanto basta per rivendicare e ostentare il proprio merito ad ogni occasione. E chissenefrega se le grandi questioni (citiamo alla rinfusa: moschea, parchi aperti di notte, mobilità alternativa eccetera eccetera) restino ad oggi inevase.

Parlando del verde però, non possiamo non citare un altro provvedimento, che segue da vicino – nella hit parade delle follie di tutti i tempi – quello del blitz salva-pesci rossi di cui abbiamo parlato due giorni fa.

Pare infatti che in zona 3 abbiano approvato da qualche tempo un progetto chiamato “Verde Sicuro. Praticamente, siccome in viale Abruzzi (zona che da anni vive una situazione di vero degrado, con tanti saluti ai Residenti del centro disturbati dalla gente seduta in strada a bere una birra alle dieci di sera) ci sono le prostitute, hanno deciso di eliminare alcuni parcheggi, in quanto le auto costituirebbero un riparo ideale per ipotetici rapporti sessuali “en plain air”.

A parte che un simile ragionamento costituisce, nei fatti, una resa totale al racket e alla delinquenza – un modo per dire “siamo totalmente incapaci di contrastare il fenomeno, quindi togliamo le auto” – la logica stessa del provvedimento appare demenziale. Sarebbe come dire che, ove ci siano troppe rapine in banca, la soluzione sarebbe chiudere le banche, invece che perseguire i rapinatori. Senza contare che tutto ciò avviene in una zona che, per effetto dei lavori in corso, soffre di una cronica carenza di parcheggi.

E’ evidente come si tratti di qualcosa che nemmeno De Corato dopo una crisi di astinenza da sgombero poteva immaginare. Per questo noi preferiamo non crederci, e sperare si tratti di una notizia mal riportata, oppure di una sparata del momento mai entrata in funzione.

In caso contrario, speriamo che qualcuno intervenga al più presto: anche solo per fare un etilometro a chi ha avuto la bella pensata.