OLTRE OGNI LIMITE: DALLA BANDIERA ROSSA AL PESCIOLINO ROSSO

 

Si dice che spesso la realtà superi fantasia. E ogni tanto succede. Accade però assai raramente che la realtà non solo superi, ma sfugga addirittura ad ogni categoria del pensiero razionale, così com’è stato descritto e indagato dalla storia della filosofia da Aristotele in poi.

La storia dei pesci rossi dell’Ostello Bello infatti, è anche la storia di un nostro errore. Ci è stata segnalata nella serata di giovedì, da un’amica comune. Ma abbiamo deciso di non parlarne perché credevamo – eravamo assolutamente certi – che si trattasse di uno di quei tipici “sentito dire” gonfiati a dismisura dalla “tradizione orale”, che alla prova dei fatti si rivelano bufale colossali. E invece no. Era tutto vero. 

Come probabilmente molti sapranno, giovedì’ alcuni agenti dell’OIPA hanno fatto irruzione all’Ostello Bello. Scopo del pericoloso blitz: la liberazione di due pesci rossi, tenuti da quei farabutti di Ostello Bello dentro una boccia di vetro, cosa che abbiamo scoperto essere considerata un atto di un’efferatezza senza pari, tale da giustificare appunto un intervento straordinario delle forze dell’Ordine. Tranquilizziamo subito i parenti: i pesci hanno fatto sapere di stare bene, e al momento sono piantonati presso il Civico Acquario. Non appena si riprenderanno, gli agenti hanno intenzione di interrogarli a fondo. Pare infatti che quei mascalzoni di Ostello Bello si siano resi colpevoli di alcune raccapriccianti aggravanti: pensate, tenevano la vaschetta su un pianoforte rotto! Davvero, non ci sono parole. O forse si, almeno un paio, quelle che devono aver esclamato i proprietari dell’Ostello quando, a conclusione dell’incursione delle teste di cuoio dell’OIPA, gli è stata pure consegnata una bella multa da quasi 170 euro.

Ora: già fino a qui si fa fatica a credere si tratti di realtà e non di una specie di gag concepita da un autore scarso di “Scherzi a Parte”. Come non essere d’accordo con quanti, sul profilo di Ostello, si chiedono come sia possibile che con tutti i problemi di sicurezza che ci sono, e con tutti i problemi che hanno le stesse forze dell’ordine, scattino dei blitz di questa portata per difendere il diritto di due pesci rossi ad una vasca più grande. E mentre si sorride durante la lettura dei commenti lasciati da alcuni animalisti ultraortodossi (prova che ogni buona causa o buona idea, se vissuta in modo claustrofobico, si trasforma a poco a poco in follia pura) – cose come “maledetti mangiatori di cadaveri”, “bastardi vi devono chiudere a voi in una gabbia” – si viene a sapere che i due pesciolini sono di una turista australiana che li ha vinti a un luna park: se proprio le forze dell’ordine si scoprono interessate agli inalienabili diritti dei pesci rossi, non sarebbe meglio cominciare dal vertice della catena – il luna park, dove da secoli i pesci rossi vengono regalati in sacchetti di plastica – piuttosto che dal fondo ?

Ma tutte queste domande passano in secondo piano, quando si scopre il pezzo forte della vicenda. In effetti, tutta questa solerzia di intervento è assai strana. E infatti, guardacaso, chi è “l’ispiratore” del blitz delle guardie ecologiche?

L’assessorato al Benessere, quello di Chiara Bisconti, che trascorre la giornata del giovedì  a scrivere lunghe risposte e motivatissimi interventi ufficiali in cui si spiegano per il fino le improcrastinabili motivazioni a causa dell’operazione speciale.

Però, la Bisconti: che terribili problemi che le riserva ogni giorno la quotidianità! Non facciamo in tempo a insignirla del premio di retorica mondiale per aver scritto di suo pugno, a chiusa di un appassionato intervento a difesa delle luminarie di Natale, che

Mi interessa di più la luce negli occhi dei bambini e delle bambine quando vedono babbo natale sul tram rispetto ai brillantini messi per dare lustro a qualche via.

che qualche giorno dopo la troviamo in prima linea a combattere per i diritti di due pesciolini. Non bastava fare una telefonata, e dire a quelli di Ostello di cambiare vasca. No, bisognava mandare la polizia, scrivere risposte ufficiali, staccare multe, far uscire la storia su Repubblica (a proposito: i fotografi chi li ha avvisati?), sul Corriere Milano, con il risultato  finale di fare una tra le più grosse “figure di” che memoria d’uomo ricordi.

Come da titolo: dal sogno della bandiera rossa alla lotta per il pesciolino rosso. Sarà questo il senso ultimo della rivoluzione arancione?

 

P.S. Ostello Bello sarà anche Ostello Bello (Dal Sacro Libro delle 101 Cose: 27.  Dormire all’Ostello Bello in via Medici per rivivere le atmosfere dei vostri inter-rail. L’avventore più scapestrato che potreste incontrare è il figlio di Moratti ) ma è pure uno dei pochi posti di Milano dove si può avere l’impressione di trovarsi in una grande città europea. E’ uno dei posti più apprezzati dagli stranieri, che contribuisce e assai di più potrebbe contribuire ad aumentare “il brand” della città, per usare un termine che tocca il punto G di qualcuno. Stupisce  quindi, con le innumerevoli situazioni di abusivismo che ci sono, questa attenzione continua nei loro confronti da parte delle forze dell’ordine, soprattutto dal momento che i motivi presi a pretesto risultano comicamente risibili o inesistenti nei fatti. Siccome è difficile che le cose accadono così, senza un perché, sarebbe molto interessante, ma proprio molto, sapere il perché di questa particolare “attenzione”.