PIERCUOR DI LEONE

Giuseppe da Setubal (alias “l’infiltrato speciale”)

 

E’ cosa nota che una certa parte del PD meneghino formi i suoi adepti e condottieri abituandoli alla prima linea di combattimento. Specie i suoi più giovani esponenti sono famosi per il coraggio col quale si battono per le proprie idee, per il proprio elettorato.

Prenderemo ad esempio – ripercorrendo alcuni recenti episodi – le gesta del simbolo della riscossa: PierFrancesco Maran.

Come non ricordare lo scatto furioso, dirompente, col quale Maran dribblò per giorni cronisti e televisioni quando scoppiò lo scandalo Penati? E che dire della velocità con cui cancellò da facebook, dopo una vita politica insieme, le foto che lo ritraevano insieme a “Filippo”?

Un’altra prova di forza e determinazione è assai più recente, e lo riguarda nella veste istituzionale di assessore. Era una mattina di settembre quando sulla linea 2 della metropolitana, all’altezza della fermata di Gioia, si sfiorò la catastrofe. 2 treni (a causa di un malore che colpì un macchinista) si scontrarono: fortunatamente tutto si risolse con qualche contuso e tanta, tantissima paura. Ebbene vi ricordate l’assessore? Certo, ci ricordiamo tutti il tempismo con cui ci mise la faccia l’ex assessore ai trasporti in Regione (Raffaele Cattaneo), per spiegare l’accaduto e rassicurare i cittadini. E Maran? Era a Roma per impegni ben più importanti, che domande! Aerei e alta velocità per ripiombare a Milano in men che non si dica, non compaiono nelle possibilità da prendere in considerazione per il nostro giovane assessore.

Ma veniamo all’ultimo – emblematico – caso. Pochi giorni fa Trenord lascia a piedi l’intera Regione, con l’ad Biesuz (per fatti precedenti al ruolo di ad dell’azienda di trasporti) agli arresti. Di seguito riportiamo l’intervento sul profilo facebook  dell’assessore comunale:

Vedere il caos cui sono sottoposti i pendolari anche oggi a causa degli enormi disagi di Trenord e in contemporanea sapere che l’AD Biesuz è ai domicliari (e speriamo possa dimostrare la sua innocenza su fatti che non sono connessi a Trenord) è un altro elemento esemplificativo della fine del centrodestra in Lombardia. Starà a noi dimostrare che sapremo portare efficienza nel sistema ferroviario lombardo che è strategico per proseguire le politiche di mobilità sostenibile che abbiamo impostato in città. Un altro buon motivo per andare a votare alle primarie di sabato!”.

Qua addirittura riesce difficile commentare. I milanesi hanno ogni giorno a che fare con guasti, ritardi, attese infinite di metro strapiene. Hanno assistito a incidenti, brutte figure (es. linea 5 non pronta per la visita del Papa, a oggi ancora incredibilmente non pervenuta), passando per la farsa dei mezzi notturni (ne passa uno ogni ora e mezza, in media) per arrivare a quanto accaduto la scorsa estate – quando alla faccia delle promesse fatte in primo piano il giorno dell’aumento del biglietto (grazie a questo aumento elimineremo l’orario estivo e la relativa diminuzione dei mezzi”)  non cambiò assolutamente nulla rispetto al passato.

Però su tutto questo, l’assessore tace, o al massimo si fa fotografare in bici. Ed ecco che proprio adesso, improvvisamente, si desta.

Eh no: troppo facile così. La faccia la si mette sempre, oppure non la si mette mai. Ma non certo solo quando fa comodo. I cittadini sanno bene di chi sono le colpe senza bisogno di essere imboccati da ragionamenti che, a parte invertite, sono puntualmente – e giustamente – bollati come populisti,irresponsabili, demagogici, ridicoli e via andare.

In questo modo l’unica cosa che si mostra è la misura del proprio coraggio. E quello del giovin assessore – già sogno proibito di Guia Soncini – è  davvero un coraggio da leone!

D’altronde – secondo i bene informati – si tratta dello stesso persona che ha avuto a il “coraggio” di nascondere di essere stato sul camper di Renzi la sera in cui il sindaco di Firenze era al Dal Verme. “Si sa mai che poi vinca Bevsani…”