LA PAROLA ALL’IDEOLOGO

 

Affari Italiani ha pubblicato ieri un’interessante lettera delll’assessore Franco D’Afonso, definendolo “ideologo” della “Milano arancione”. Dopo cotanta presentazione, eravamo estremamente interessati a leggere i contenuti dell’intervento (che trovate qui), a sostegno della candidatura di Umberto Ambrosoli alle primarie regionali.

Tuttavia, le parole dell’ideologo ci hanno lasciato piuttosto sorpresi. Certo, ammettiamo la nostra oggettiva difficoltà: si sa che il teorico del “food district“, il fine ermeneuta della “lista biodegradabile“, l’applaudito autore di “Ecce Brand” e del “Così parlo lo Smart Citizen“,  parla sempre per categorie dello spirito assai alte, probabilmente al di sopra della nostra portata. Però ci ha ugualmente colpito il fatto che in questo appassionato intervento, il dotto ideologo non abbia portato alcun argomento, alcun contenuto concreto per cui “la sinistra” dovrebbe sostenere Umberto Ambrosoli. Che è sicuramente un ottimo candidato, per carità, ma sarebbe interessante conoscerne il programma: di Pisapia sapevamo che voleva fare la Moschea, il registro delle coppie di fatto, i parchi aperti di notte e così via (se poi queste cose si siano verificate o meno, è un altro discorso). Di Ambrosoli, per ora, sappiamo con certezza che è favorevole ai finanziamenti alle scuole private (cavallo di battaglia di Formigoni. Infatti leggete un po’ cosa scrive dell’argomento il ciellino Tempi…), e che trova molto poco da eccepire al sistema sanitario privato della regione (fiore all’occhiello di Formigoni). Il resto, è abbastanza nebuloso.

Per questo ci sarebbe piaciuto attingere qualche informazione in più dalle parole del celebre ideologo, il quale purtroppo ha preferito parlare d’altro. Per esempio, ha attaccato con sorprendente aggressività la Kustermann –  colpevole a suo dire di essersi comunque candidata alla primarie (ma non era proprio questa la grande conquista democratica degli ultimi anni, l’uso delle primarie?) e accusata di cerchiobottismo e scarsa coerenza – dileggiandola pure col nomignolo di “Marianna”. Ma soprattutto, siamo sobbalzati dalla sedia quando lo abbiamo sentito sostenere il curioso argomento che, alle primarie, bisogna votare Ambrosoli perché “nessuno pensa che gli altri due candidati abbiano una sola chance di vittoria contro un candidato di centrodestra.“. E quindi “basta con la pulsione animale di certa sinistra” a perdere.

Ora: non è solo il ragionamento per cui il candidato di sinistra deve essere gradito a Comunicazione e Liberazione e compagnia bella a dare fastidio. E’, più che altro, il fatto che queste parole suonino molto, molto familiari. Ve le ricordate? Sono esattamente le stesse che due anni fa venivano usate contro Giuliano Pisapia, a sostegno di Stefano Boeri. “Pisapia non ce la farà mai contro la Moratti”, “Pisapia è un estremista, votarlo significa consegnare ancora la città alla destra”, “Boeri ha il voto dei cattolici, è lui l’unico in grado di farcela”. Dopodiche, sappiamo tutti come è andata.

Che svolta, che cambiamento per l’ideologo arancione! Due anni fa, l’allora sconosciuto dirigente Mediaset correva trafelato ai quattro angoli della città per sostenere la candidatura dell’outsider Pisapia contro l’establishment PD schierata compatta per Boeri. Ora, due anni dopo, il celebrato ideologo sceglie la sacra agorà di Affari per un duro pamphlet a favore del “candidato unico”.

Ah, che strana la fenomenologia di questo ideologo!