PRIMARIE DEMOCRATICHE: CI SIAMO

 

Il tempo delle chiacchiere è finito. Dopo un’attesa durata mesi – più o meno dal giorno delle dimissioni di Berlusconi a Palazzo Chigi – domenica finalmente ci saranno le primarie. E fa niente se con un colpo di spugna in odore di colpo di Stato, la nuova legge elettorale con premio di maggioranza al 42,5% (che sembra destinata ad essere approvata a breve) minaccia di rendere di fatto inutili le elezioni stesse: la posta in gioco è comunque molto alta.

Comunque vadano le cose, ci mancheranno i faccioni dei cinque candidati imbucati in ogni trasmissione televisiva dall’alba a notte inoltrata.

Così come ci mancherà fare shopping sul sito di Matteo Renzi e, assecondando lo slogan “vesti il cambiamento”,  comprare il bellissimo merchandising

 

(a proposito, ma dov’è che avevamo già visto una strategia di comunicazione simile a questa? Proprio non ci viene in mente…)

 

Però vogliamo approfittare di quest’ultimo giorno di campagna elettorale per fare anche noi il nostro endorsement, coma va di moda dire oggi.

Noi, alle elezioni, voteremo il Compagno Bruno Tabacci.

Anche noi, infatti, ci siamo uniti al gruppo di facebook del momento, i “Marxisti per Tabacci” (da cui sono tratte le immagini di apertura e chiusura: andate sul gruppo di fb e guardetele tutte che ne vale la pena), e invitiamo tutti i lettori a fare altrettanto.

Del resto, come fare a non provare istintiva simpatia per un personaggio come Tabacci?

Uno fa il Parlamentare e nel tempo libero si trova un lavoretto come assessore a Milano, e poi – con fanciullesca innocenza – dice che a Milano “è stato chiamato” (certo, orde di compagni in mezzo alla strada, la notte dell’elezione di Pisapia, gridavano il suo nome a gran voce: una nomina per acclamazione, insomma). Che passa mesi a dire di voler “correre per la Regione” e poi…oplà, si sveglia una mattina e corre per la guida della coalizione. Che si presenta la sera al dibattito per le Primarie Nazionali e la mattina dopo si dichiara contrario alle primarie Regionali in virtù del suo appoggio ad Ambrosoli (serissimo campanello d’allarme su quale sia il progetto dietro al nome di Ambrosoli). Che, soprattutto, è stato democristiano per una vita, ha appoggiato per anni il governo Berlusconi e ora si presenta come Leader Maximo del popolo che fu di Gramsci e Berlinguer.

Ecco: un tipo così, talmente aldilà del bene e anche del male, come fa a non stare simpatico?

Ci vediamo in fila ai seggi, allora. Pronti a far la nostra parte per il Tovarich Bruno.