IL “BLACK FRIDAY” E I SOLITI ITALIANI

Lady Burlaica

 

Oggi, venerdì 22 novembre, in America cade il cosiddetto “Black Friday“. Come molti sapranno, il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento, e solo quel giorno, in molte città i negozi di ogni genere praticano forti sconti sulle merci di qualsiasi tipo, una sorta di anticipo dei saldi concentrato in 24 ore.

Per l’occasione, i negozi – a cominciare da quelli di elettronica e di abbigliamento – sono letteralmente presi d’assalto. La foto che vedete è stata scattata a New York, a Manhattan, alle 16:30 di giovedì davanti a un punto vendita della catena Best Buy, un po’ l’equivalente del nostro Mediaworld. Come vedete, sebbene le porte non apriranno che dopo 14 ore, davanti all’ingresso si è già formata una lunga coda, disciplinata da alcuni agenti di polizia.

Già, perché durante i Black Friday la ressa è talmente incontenibile da richiedere l’intervento di migliaia di agenti: l’anno scorso è morta una persona travolta dalla folla ansiosa di mettere le mani su un cellulare o un frullatore, e  qui trovate una lista di tutti gli incidenti più gravi accorsi negli ultimi anni durante una giornata che rappresenta una vera e propria istituzione per milioni di americani.

Dice: ma perché ci occupiamo oggi del Black Friday americano?

Perché l’occasione mi è lieta per riflettere su uno degli atteggiamenti che crediamo essere tra i più tipici e insopportabili dell’italiano “medio”, ossia quel continuo piangersi addosso e pensare che certe sventure capitino solo al suo popolo.

Ricorderete sicuramente quanto accaduto circa un anno fa, durante l’apertura di un centro commerciale a Roma Nord, quella fila enorme di persone, le vetrine distrutte, i tafferugli e il fuoco di fila che ne scaturì (bissato qualche mese dopo da un fatto analogo accaduto qui a Milano), magnificamente riassunto da questo commento al relativo articolo del Corriere:

 

un vero e proprio paradigma dell’atteggiamento a cui ci riferiamo, farcito di frasi come “ma che razza di paese siamo diventati”, “adesso capisco come mai abbiamo avuto Berlusconi”, “gente che ha dormito li davanti..ma siamo matti??”.

Tutto ottima roba per prendere tanti likes su facebook , giacchè si sa, quando uno si piange addosso in molti sono pronti a fare altrettanto. Peccato che, come dimostra quanto accade ogni anno con il Black Friday in America, terra di democrazia e di faccia a faccia televisivi, simili comportamenti che finiscono per sfociare nella follia più pura, indotti da un consumismo selvaggio senza più limiti e confini, non siano certo né un’esclusiva italiana, né una prova dell’inferiorità culturale del nostro paese. Del mondo intero? Di tutto il sistema economico? Può darsi. Ma di certo non solo del nostro paese.

Visto l’approssimarsi del periodo natalizio, la prossima volta che bloccati in coda alle casse del MediaWorld in Rubattino o del Saturn in viale Certosa sentirete qualche  saggio esibirsi in un’appassionata requisitoria, intento a decantare la netta superiorità degli altri rispetto agli arcinoti “soliti italiani“, mostrategli pure questo post.