UNA SENTENZA CHE NON SI PUO’ ACCETTARE

 

Vi ricordate di Davide e Federico?

Ce ne siamo occupati una prima volta a luglio, quando balzarono agli onori delle cronache, e poi una seconda volta pochi giorni fa, chiedendoci che fine avessero fatto.

Si tratta dei due giovani poliziotti 25enni, Hogan e pizzetto d’ordinanza, che una sera di primavera – per movimentare un po’ una serata – massacrano di calci e pugni un uomo di passaggio in viale Gorizia, all’anagrafe Vittorino  Morneghini di anni 63, causandogli, per usare le parole del giudice, “un fracasso di faccia”.

Non contenti, i due giovani agenti raccontano una sorta di barzelletta: con il Morneghini salvato per un pelo e ancora in ospedale, spiegano che l’uomo si sarebbe prima denudato, avrebbe poi estratto un coltello o una pistola successivamente gettata nella Darsena e infine sarebbe caduto a terra sbattendo la faccia, in una riedizione del famoso “malore attivo” 40 anni più tardi.

Una versione dei fatti assurda: a cui però tutti credono. E infatti della vicenda non ne parla nessuno, fino a che, per puro caso, spunta il video di una telecamera di sicurezza che chiarisce i fatti e che riprende magnificamente il terribile calcio in pieno volto sferrato da un agente di polizia a un 63enne a terra.

Ebbene, oggi per Davide e Federico, che il giudice – e non il pm – descrive “animati di una violenza disumana” è arrivata la sentenza. 

4 anni di carcere. 

Per aver quasi ammazzato un passante, senza nessuna motivazione, avendogli causato danni permanenti come la perdita di un occhio e aver successivamente mentito, due poliziotti sono stati oggi condannati a 4 anni di carcere, e vedremo quanti ne faranno effettivamente. E, se ancora l’antifona non fosse chiara, basta farsi un giro sui siti dei grandi quotidiani. La notizia compare qua e là, ma certo non con lo spazio che meriterebbe. Del resto si sa, se non ci scappa il morto, certe cose – chissà come mai – finiscono sempre in fondo alle home page, o in microscopici trafiletti per immancabili “esigenze di spazio”.

In casi come questi, si dice sempre che “non si deve generalizzare”. Bene, ma i vertici della polizia, e tutti gli altri agenti, che ne pensano? Si riconoscono in questa sentenza? Che ne dice Manganelli, che ormai si scusa un giorno si e l’altro pure? E il questore di Milano Marangoni, che quando venne alla luce la vicenda gridò ai quattro venti che “la forza dello Stato è non nascondere nulla“, pensa forse che adesso sia stata fatta giustizia?

E in generale: che valore deterrente può avere una sentenza di questo tipo? Quanti sono gli altri Davide e gli altri Federico che anche grazie a una sentenza come questa si sentiranno legittimati a sparare nel mezzo di un’autostrada o a prendere a calci un anziano in viale Gorizia o soffocare un ragazzo a Ferrara? Perché Er Pelliccia – uno sfigato che lancia un estintore senza peraltro colpire nessuno – si becca 3 anni di galera e questi due “servitori dello stato” definiti da un giudice individui “estremamente pericolosi” pochi mesi di più?

Nell’attesa che qualcuno risponda e che finalmente si apra un dibattito (con calma eh, ci mancherebbe), si abbandoni l’odiosa “solidarietà a prescindere” causa ultima di tutti questi episodi, si finisca con le giustificazioni, i vittimismi e le strumentalizzazioni politiche, come già a luglio chiudiamo con Lord Bean e con la citazione dal film “L’Odio” che più passa il tempo più, purtroppo, diventa d’attualità.

” protetto dalla polizia ma da loro a noi chi ci protegge?”

 

P.S. Davide e Federico comunque, si sono detti “dispiaciuti” per l’accaduto.