VANDALISMI

VANDALISMI

Dec 03


 

Ci hanno mandato questa foto, scattata al volo in piazza Fontana. L’autore si chiede che differenza ci sia tra una pubblicità di questo tipo e un graffito.

La risposta è ovvia: il prezzo.  Il pubblicitario che per vendere qualcosa vuole imbrattare l’arancione del tram fino a renderlo irriconoscibile paga l’ATM, il writer al massimo paga da Spectrum o da E2E per comprare le Montana o le Kobra con cui disegnare.

A restare senza risposta sono però altre domande.

Cosa ne pensa quella che a Roma sarebbe “la ggente” e a Milano sono “i cittadini”? Quando arrivano tram, treni o metropolitane ricoperte di graffiti, in banchina nessuno dice “non è giusto, avrebbero dovuto pagare!”: ci si lamenta per il fatto stesso che la carrozza sia sporca, che la livrea orginale sia stata violata e per la conseguente sensazione di sporcizia e insicurezza trasmessa, proprio quello che accade osservando una pubblicità come questa qui sopra. Se, come ci stanno ripetendo ossessivamente dal 29 maggio ad oggi, questa Amministrazione Pubblica è al Servizio dei cittadini, non sarebbe il caso di sentire cosa ne pensano? Un vagone della metropolitana trasformato in un carrozzone pubblicitario è davvero peggio di uno con sopra un graffito?

E se un domani arrivasse un writer miliardario che intendesse pagare ATM per disegnare, quale sarebbe il problema? Non ci sarebbe. ATM gli permetterebbe di fare quello che gli pare, esattamente come oggi permette alle aziende di imbrattare i mezzi pubblici trasformandoli in volantini pubblicitari.

Allora, quando si parla di graffiti (e non di street art, che è ben diverso), sarebbe bene sgombrare il campo dalla retorica. Etica e senso civico non c’entrano assolutamente niente.

Il problema infatti non è il prezzo che i graffiti costano alla collettività in termini di rimozione del danno (che viene sempre gonfiato, senza che un giornalista che sia uno si degni di verificare: infatti, a processo, le perizie dei giudici quantificano i danni dei writers in termini infinitamente minori da quelli che si leggono sui giornali, e di cui ancora ieri cianciava l’AD di Trenord).

Ma il prezzo che i writers non pagano ad ATM o a Trenitalia, a differenza dei loro colleghi pubblicitari più ricchi e molto, molto più subdoli.

 

(tram con pubblicità – LEGALE)

 

(treno con graffito – ILLEGALE)