COM’E’ STRANO GUARDAR LA TV SUL DUOMO DI MILANO

 

Da qualche tempo il Duomo di Milano appare così come lo vedete. Un bel maxi schermo ne decora la fiancata, sul quale vengono proiettate accattivanti immagini dell’ultimo smartphone Samsung. Non sappiamo se in futuro il palinsesto, per la verità un po’ monotono per il momento, prevederà delle variazioni – magari un programma con Penna Bianca Marella, che lo scorso inverno, proprio sulle pareti del Duomo, osservava dall’alto i milanesi. Certo che, a noi, continua a stupire parecchio la sfrontatezza con la quale la facciata del monumento più famoso della città viene sfruttata come enorme bacheca pubblicitaria. Soprattutto dopo che abbiamo scoperto che di quella pubblicità si opera la società del figlio di Dell’Utri, che ha accesso a trattativa privata con la Veneranda Fabbrica del Duomo, ente ecclesiastico che si occupa della gestione della cattedrale, senza che -a quanto risulta – vengano indette gare d’appalto.

Non che dubitiamo per principio:  ma come già in passato, ci chiediamo se un simile argomento non sarebbe necessaria più trasparenza, così per essere sicuri che davvero non si può fare altrimenti, che davvero non c’è nessuno che guadagna più di quello che potrebbe. E non siamo i soli: questa foto ce l’ha inviata una coppia di lettori che condividevano con noi le medesime domande e i medesimi dubbi.

Del resto, come si è visto nel caso delle affissioni pubblicitarie sui ponteggi di Cadorna, in vista di Expo quello delle mega pubblicità è un business enorme, di cui però si sa assai poco.

 

Ma la cosa più interessante è che:

Giusto l’altro ieri, a margine dei festeggiamenti per i 625 anni della Veneranda Fabbrica, la stessa ha lanciato la campagna “Adotta una guglia“, attraverso cui chiede ai milanesi di contribuire finanziariamente ad alcuni urgenti restauri delle parti più fragili della Cattedrale. Come si sa, il Duomo è stato costruito proprio con i soldi dei milanesi, e non dubitiamo che parteciperanno in massa.

Tuttavia, proprio perché è stata fatta tale richiesta, i bilanci non potrebbero essere resi pubblici? Potremmo sapere perché si tratta in privato con la società di Dell’Utri e quanto è il guadagno, e potremmo anche verificare se la sua è davvero l’offerta più conveniente?

E poi, al netto del populismo, qualunquismo eccetera eccetera, lo IOR in tutto questo non ha proprio un euro da investire?