SE E’ FIGA LO ACCETTO ALTRIMENTI NO

Memorie dal Sottoscala

Dopo l’intervento sui ciclisti, un altro lettore – di cui quello qui sopra è il nome d’arte – ci ha inviato questo articolo: si tratta di una fenomenologia dei milanesi catalogati dal punto di vista di un “volantinatore di professione”. Mah.

 

1) IGNAZIO IGNORAZIO

Una volta scorto il pericolo imminente di ricevere un pericoloso volantino, il soggetto si racchiude tipo testuggine romana, tentando di speronarti con la 24 ore d’ordinanza. Altrimenti, con la stessa noncuranza di un trafficante davanti a un cane in aeroporto, andrà avanti come se niente fosse, senza degnare di uno sguardo niente e nessuno, assumendo sul viso un espressione pensosa come una statua greca.

2) MA GUARDA CHI C’E’!

Soggetto dotato di grande tempismo e inventiva, attende di essere a pochi centimetri dal volantinatore per poi sterzare bruscamente di lato e prendere sottobraccio uno sconosciuto passante, dicendo appunto, assicurandosi di essere sentito lungo tutto il marciapiede,  “ma guarda chi c’è!”. La pantomima andrà avanti alcuni metri, poi, appena svoltato l’angolo, il Soggetto si scuserà con lo sconosciuto e proseguirà per la sua strada.

3) L’UOMO AL TELEFONO

Un vecchio classico. Il Soggetto simulerà una telefonata confidando nella discrezione del volantinatore, che solitamente gli userà la cortesia di non avvicinarlo. Tuttavia, qualora il volantinatore sia particolarmente ostinato, i suoi sforzi non verrano premiati. Il Soggetto continuerà nella sua finzione, iniziando anche a litigare, poi a fare pace poi a rilitigare di nuovo, inventando dettagli, persone, progetti di lavoro, animali e financo eventi tragici col solo scopo di imbarazzare il volantinatore e costringerlo alla ritirata. L’invenzione del cellulare ha dato un grandissimo impulso alla diffusione di questo soggetto: la variante anni ’80 in cui era solito portarsi in giro il telefono di casa non risultava molto credibile.

4) SE E’ FIGA LO ACCETTO ALTRIMENTI NO

Soggetto tipicamente italiano, invero più diffuso a Roma – dove ebbi a lavorare in passato – e tuttavia comune anche a Milano. La prova che nonostante l’evoluzione della specie certe peculiarità rimangono ben ancorate nel patrimonio genetico.

5) MESSI

Il Soggetto, probabilmente un calciatore mancato, metterà in pratica una serie di finte talmente ubriacanti da lasciare il volantinatore steso a terra in preda a un attacco di labirintite. Ad esempio (le varianti sono innumerevoli): comincerà con un bel sorriso stampato in viso, e con gli occhi fisserà il volantinatore. Quando quest’ultimo, convinto di averlo in punto, sarà sul punto di allungare la mano, ecco che metterà avanti il piede destro/sinistro utilizzandolo come perno per una perfetta roulette di Marsiglia che lascerà l’avversario sul posto, con il volantino ancora in pugno, a chiedersi cosa sia accaduto.

6) LA DEA KALI’

Soggetto maschile o femminile, con una leggera prevalenza per esemplari del secondo tipo. A pochi metri dal contatto, questo soggetto comincerà a estrarre dalla borsa o dalle tasche oggetti di ogni tipo: sigarette, fazzoletti sporchi, fazzoletti lerci, fazzoletti indegni, tessere scadute, preservativi, libri, lampade, mobili, ambulanze. Qualunque cosa, purché faccia volume, purchè contribuisca a tenergli occupate non solo le mani ma tutte e dieci le dita, di modo che quando sfilerà di fianco al volantinatore potrà guardarlo negli occhi, e con aria di sfida dire “lo prenderei volentieri, ma dove vuole che lo metta?.

Ce ne sarebbero altri ma  non ho più tempo. L’ora di pausa è finita. Torno a smazzare i volantini o col cacchio che finisco il materiale in tempo per le 19: sapete com’è, a me, i miei 4 euro all’ora, piace guadagnarli onestamente.