101 COSE DA NON FARE A MILANO / 8

 

71. Continuare a dire “iatro”, “gafi”, “tobru” eccetera. Non avete più vent’anni. Il Sommo Vate, purtroppo, è morto. Basta.

72. Lamentarsi (spesso con spiccato accento meridionale) che “Milano è brutta”: se al posto di San Satiro, l’Ossario, la cascina Linterno eccetera, voi conoscete solo il Tocquiville, il Cuore e il Rattazzo, il problema è vostro, non della città.

73. Cercare di dormire dopo una serata ai Magazzini, magari di mercoledì. Al posto delle pecore, potete provare a contare le tute dell’Adidas: ma tanto non funzionerà ugualmente. Chissà perché.

74. Un pranzo al bar o un aperitivo in zona Tribunale nelle settimane vicine all’esame per diventare avvocato: non c’è cosa più noiosa al mondo dei giovani avvocati, e non c’è cosa più noiosa al mondo dei giovani avvocati che si autocommiserano a vicenda. Anche perché poi, puntualmente, si scopre che l’esame lo fanno a Lecce.

75. Inventarvi modellari a trent’anni passati per ciulare alla Fashion Night Out o durante la settimana della moda. La belle epoque dei driver è finita da un pezzo. E a proposito di pezzi: per star dietro ai ritmi delle modelle moldave, bisogna esser disposti a perdere i denti, lo sapete vero?

76. Prendere un gelato in bermuda e ciabatte. Ormai per entrare nelle nuove gelaterie milanesi – che spuntano come funghi anche in pieno inverno – bisogna minimo essere in lista e accompagnati.

77. Mangiare le pizzette al forno in Barona o in via Casati alle 4 di notte. Se ancora non vi siete menati, perché rischiare proprio all’ultimo?

78. Un’anteprima o una presentazione alla Terrazza Martini sperando di mangiare qualcosa dal buffet. I giornalisti sono accattoni di professione, e il loro giudizio sull’opera/evento in oggetto dipende esclusivamente dalla ricchezza delle prebende offerte. Vi resteranno solo le briciole.

79. Investire soldi in tele di “street artist“. Salvo un paio d’eccezioni, non valgono nulla già oggi, figurarsi tra un paio d’anni. E se proprio volete far della beneficenza, a questo punto fatela a chi davvero ne ha bisogno.

80. Menarvela ovunque e comunque perché avete fatto la Bocconi. Dopo Sergio Vastano e Sara Tommasi, ora siete rappresentati dai concorrenti di The Apprentice. Forse è meglio dire che siete laureati in economia e far finta di niente.