LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE

Jul 30

Il caso di Loreno Tetti, il paninaro a cui la ndrangheta ha bruciato il furgone perché unico a denunciare, continua a scivolare via inosservato, nel silenzio dell’opinione pubblica. Per questo abbiamo deciso di scrivere direttamente all’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino.

Aggiornamento del 31 luglio: nei commenti trovate la risposta dell’ Assessore.

 

Gentile Assessore Majorino,

conoscerà sicuramente il caso di Loreno Tetti, la persona a cui la ndrangheta ha recentemente bruciato il furgone per essere stato l’unico a denunciare e a descrivere, in Tribunale, le modalità del racket dei “paninari”. Saprà, altresì, che Loreno Tetti ha dichiarato recentemente di “essere stato lasciato solo”.
Siccome conosciamo il suo precedente impegno su questo tema, le chiediamo se non ritiene opportuno che il Comune intervenga immediatamente, offrendo un aiuto concreto a una persona la cui unica colpa è stata quella di “denunciare”. Come possiamo chiedere alle numerosissime vittime dei racket di denunciare sempre, se poi l’unico a farlo si ritrova a essere gravemente intimidito – oltreché disoccupato – nel silenzio generale dell’opinione pubblica?
E a proposito di opinione pubblica. Sappiamo che lei, dopo i fatti di Brindisi, organizzò immediatamente un pubblico presidio anti mafia che fu assai partecipato. Nonostante in seguito si scoprì che quei fatti poco c’entravano con la mafia, si disse giustamente che, in ogni caso, è sempre il momento per dire “no” alla mafia e nessuna pubblica manifestazione in questo senso può essere considerata inutile. Noi però siamo rimasti stupefatti da come un simile atto intimidatorio, di puro stampo mafioso, accaduto nel cuore di Milano, sia scivolato via in un colpevole silenzio dei media e, in generale, dell’opinione pubblica. Un silenzio che finisce per risultare complice, figlio di una vecchia e pericolosissima mentalità per la quale la mafia viene considerata, a Milano, sempre e soltanto “Cosa Loro”.
Al contrario, crediamo che il “no” alla mafia non sia e non debba essere uno slogan da rispolverare solo a ridosso di vecchie ricorrenze o una bandiera da sventolare davanti alle telecamere, ma un principio oltremodo attuale che ora deve essere messo concretamente in atto, e con urgenza, per aiutare un cittadino milanese.
Le chiediamo quindi se non ritenga necessario dare seguito anche ad un atto simbolico per sostenere Loreno Tetti, in modo che sia chiaro a tutti come  nessuno, a Milano, venga lasciato solo per essersi ribellato alla mafia.
Rimaniamo in attesa di una sua risposta.
Cordialmente,
I Hate Milano.

12 comments

  1. GG

    Sono proprio curioso di leggere la (non) risposta.

    • Emme

      Si è parato il didietro sostenendo che la vicenda non appare ‘chiarissima’.
      Forse punta al colpa di scena.

  2. Pierfrancesco Majorino

    Carissimi,
    vi ringrazio per la sollecitazione. Sacrosanta (purtroppo). La vicenda di Loreno Tetti, ancora non chiarissima (com’è ovvio in una situazione simile) merita attenzione e risposte. Effettivamente, è vero, questi sono stati i giorni del silenzio. Sto cercando di mettermi in contatto con il diretto interessato per comprendere come mostrare nel modo più serio e rispettoso la nostra vicinanza. Come abbiamo spesso sostenuto le mafie esistono e sono “tra noi”.
    Ecco dunque che è bene non sottovalutare alcun episodio.
    E per quel che riguarda la vostra amara considerazione relativa a come ci si mobiliti solo in alcuni casi, beh, avete ragione, ma spero di riuscire a smentirvi coi fatti.
    A presto, quindi.

  3. Sottoscrivo.

  4. Traduzione dal politichese del presunto assessore: “Non ne sapevo un cazzo e quindi non ho fatto un cazzo, ma siccome I Hate Milano è un’audience interessante e in crescita, comincio subito a definirvi “carissimi” e a promettere che farò qualcosa. Tanto dire “carissimi” e fare promesse non costa nulla, anzi in realtà è la mia principale competenza”.

    • GG

      Grandissimo.

    • Manuela Sechi

      Mi fa morire come si parli di giustizia e rispetto e poi quando un assessore viene su un blog a rispondere perchè è stato chiamato in causa fate tutti i grossi dietro ad un monitor anzichè ringraziare per l’interessamento. Non è mica sempre tutto lotta e proletariato eh! C’è anche confronto e riconoscimento.

      E poi un minimo di rispetto quando si parla con persone che non conosci, mica è tuo fratello… Bah, riottosi del cazzo sempre e comunque.

      • ihatemilano

        “anziché ringraziare dell’interessamento”. Si, magari per restare in tema, baciamo anche le mani.

      • ihatemilano

        eh si. Praticamente uno subisce un attentato di mafia, nessuno lo chiama, nessuno lo difende, la politica lo lascia solo e si occupa d’altro, e quando – finalmente, un assessore dice che “se ne interesserà” bisogna ringraziare, anzi, magari “baciare le mani”.

  5. Nico Gonzo from LosLambros

    Siamo tutti con voi. Sperando in un’azione che unisca la popolazione intorno a Loreno Tetti e comunichi chiaramente che la mafia, scusate il francesismo, è una vera merda.

  6. realloss

    la lettera sarà chiara e giusta ma come sempre i cittadini preferiscono delegare piuttosto che fare? perchè chiedere alle amministrazioni quando sarebbe più umano aiutarsi tra di noi? se in questi giorni media e politica hanno ignorato la cosa un motivo ci sarà e non sono le vacanze…gente riprendiamoci i nostri spazi e non lasciamoci da soli perchè la prossima vittima protremmo essere noi anche se non siamo ambulanti :-) non avete capito che la politica degli ultimi 30 anni tende a valorizzare il singolo in modo che si accanisca contro il vicino piuttosto che con questi ‘poco professionali’ che ci governano?

    • Antonio

      @Realloss:
      Si, però vedi, noi paghiamo perchè le amministrazioni ci aiutino e supportino. E abbiamo deciso, votando democraticamente chi teoricamente dovrebbe sapere di questi fatti – anche se questo è il tipico fatto contrario – Ecco perchè chiedi aiuto alle forze in campo prima… Se no diventeremmo tutti sceriffi, applicando ognuno la propria idea di giusto e sbagliato.

      P.s. Alberto Biraghi sei un mito, ottima traduzione.

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