MILANO BRUCIA (E C’E’ POCO DA SCHERZARE)

MILANO BRUCIA (E C’E’ POCO DA SCHERZARE)

Jul 24

 

Palermo? Gioia Tauro?

No, via Celoria, Milano.

Quello che vedete era il furgone dei panini di Loreno Tetti, che di solito stazionava davanti all’università. Pochi giorni fa, di notte, è stato completamente bruciato. E il perché è presto detto: il titolare è stato l’unico a denunciare, in Tribunale, il cosiddetto “racket dei paninari” gestito dalla famiglia Flachi.

La famiglia Flachi, i padroni assoluti di Bruzzano e della Comasina dagli anni ’80, ovvero da quando sterminarono la famiglia rivale dei Batti, è senza dubbio una delle più potenti di Milano: tra i numerosi business, a causa forse della giovane età del rampollo Davide, figlio del capofamiglia Pepè, quello della vita notturna. Sia atttraverso il controllo diretto di alcuni locali (in passato il De Sade e il Babylon), sia attraverso la gestione di buttafuori e “sicurezza” in tutte le discoteche più famose del milanese o, appunto, il controllo assoluto sui paninari.

Durante il processo al clan, Loreno Tetti ha descritto per il fino come funzionava il sistema. Sono passati pochi giorni e questo è quanto rimane del suo furgone e della sua attività.

 

Se vi sembra strano che un fatto del genere accada a Milano, sappiate che ormai ne accadono di continuo e forse sarebbe il caso di leggere questo libro. Se vi sembra strano che una simile vicenda abbia avuto una eco mediatica molto limitata, bè, sembra molto strano anche a noi.

Alcuni studenti della  facoltà di fisica hanno promosso una raccolta di firme in favore di una persona che, per essere stato l’unico a denunciare, ora è senza lavoro (e, con ogni probabilità, al momento ha timori piuttosto fondati sulla sua incolumità). Trovate il foglio su cui firmare appeso sulla carcassa del furgone: vi invitiamo ad andare a farlo, a cominciare da chi, qualche mese fa, sull’onda emotiva e mediatica della strage di Brindisi era in prima fila al presidio in Piazza San Fedele a dire “No alla  mafia” e “non lasciamoli soli”.

Bene: ora c’è una persona che non va lasciata sola sul serio, e non a Palermo o a Gioia Tauro, ma qui, a Milano, in via Celoria.

A quando un presidio per Loreno Tetti, magari con meno telecamere, ma ugualmente partecipato?

 

Nel frattempo, ecco un articolo di Vittorio Feltri uscito proprio sabato su “il Giornale”. Non sappiamo se parlare di mafia screditi o meno  il paese. Al contrario, siamo sicuri che certe stronzate screditino pesantemente chi le scrive.

12 comments

  1. Aru

    c’ha ragione FELTRI: “miiiinchiiia picciotti bisogna tacere”…va a finire che si scoprono troppe cose scomode.

  2. GG

    Non ho capito, ma le firme vanno messe sul foglio o sul foglio ci sono le indicazioni?

    Comunque feltri non perde mai occasione per stare muto.

    • ihatemilano

      sul quel che resta del camion trovi appeso il foglio su cui firmare.

  3. TOXIC BOY

    Pazzesco.

  4. Giancarlo

    Non c’è modo di firmare online per un auto-esiliato da Milano come me?!

  5. VictorWard

    Che bello rendersi sempre piu’ conto che si vive in uno dei peggiori paesi al mondo.

    Il problema mafia è enorme e la mafia stessa sta adottando la solita tattica post-stragista che le permetterà di emergere tranquillamente e maggiormente rinforzata dopo qualche anno.

    La storia è importante perché c insegna:

    1900 – Dopo il caso Notarbatolo (ex sindaco ucciso dalla mafia) grande repressione, silenzio, ri-emersione.

    1930 – Claudio Mori, anni del Fascimo, silenzio, poi torna più forte di prima

    ….

    1963 – Strage di Ciaculli (8 carabinieri morti), grande risposta dello stato poi il silenzio.

    1992 – Falcone e Borsellino.

    E la cosa ancora più assurda è che lo Stato Italiano, permetta a gente come Feltri ancora di negare l’esistenza della mafia. Per me dovrebbe essere un reato.

    Dalla Chiesa non se lo ricorda nessuno?
    Peppino Impastato neanché?

    Non mi capacito di come viva in un paese assurdo.

    Diego Tajani (1900 circa) “Negare l’esistenza della mafia, significherebbe negare il sole”.

  6. Julian

    Non ce ne libereremo mai… Oggi sarò pessimista, ma è quello che mi sento di dire.

  7. r

    il servizio/intervista con loreno andato in onda su radio popolare
    http://www.youtube.com/watch?v=1-hQ8ciZcrI

  8. realloss

    scusate io sono per le cose concrete…le firme servono a poco passiamo ai fatti.

    quanto costa un furgoncino di quel tipo?
    secondo me in questo momento bisogna aiutare il signor lorenzo a comprare il furgoncino e poi organizzare qualcosa in quella zona per promuovere le vendite e parlare dell’evento, denunciando quello che è accaduto.
    credo che le forze in questa città sono tante allora perchè non chiedere l’aiuto ad esempio a quelli di macao affinchè organizzino qualcosa in zona che consenta al signor lorenzo di riprendere la sua attività? loro così come altre realtà hanno mezzi a sufficienza per organizzare serate musicali, teatro e cinema all’aperto sono degli artisti e così si definiscono.

    la mia è un’idea troppo intelligente?
    aspetto commenti e idee

  9. aqwila

    Qualcuno ricorda che anche la mensa del Politecnico in via Golgi aveva preso fuoco prima che la chiudessero…?

  10. ordinaryman

    sono d’accordo con Reallos: oltre alla raccolta fondi, presidi e soprattutto raccolta di denaro per ricomprare il furgone a quest’uomo. Sapere che la città è con te darà coraggio anche ad altri

  11. Filippo

    Non ci posso credere.. frequento il poli, e lui era il mio paninaro peferito… panini giganti a 3€, e ti offriva anche la bottiglietta d’acqua.. una persona simpaticissima… dannati. Andrò a firmare appena possibile

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