GLI UBRIACHI DI CORSO SEMPIONE

GLI UBRIACHI DI CORSO SEMPIONE

Jul 20

 

Non abbiamo ancora finito di leggere e rispondere ai commenti all’articolo sulla cancellata del Mom che subito apprendiamo di un nuovo scatto in avanti nella battaglia per vietare il diritto di uscire la sera.

La zona, stavolta, è quella di Corso Sempione. Anche li, i Residenti hanno di che lamentarsi: a loro dire la vita sarebbe “un inferno”  a causa dei locali presenti lungo l’isola pedonale che conduce all’Arco della Pace. Attenzione: qui non si parla né di discoteche, né di centri sociali, né di piccole collinette inadatte, secondo qualcuno, ad ospitare un numero troppo elevato di persone. Si parla di attività commerciali e imprenditoriali che producono reddito e occupazione, frequentate per giunta, come si sa, da una clientela che per la maggior parte d’estate veste mocassini e pantaloni salmonati.

Eppure, niente da fare. Anche qui i Residenti – come già quelli di Viale Montenero, dei Navigli, di Corso Como, di Garibaldi, di San Siro, di Ticinese – si ribellano senza se e senza ma. Ai tempi hanno perfino denunciato la Moratti, incolpata – con una capriola di diritto – di disturbare il loro riposo notturno.

Come sempre, le loro rimostranze vanno a buon fine: grazie ad apposita ordinanza, i dehors dei locali di Corso Sempione devono chiudere alle 23. Si tratta di un record storico, ineguagliato nemmeno da certi paesini del profondo Veneto o del basso Piemonte. Ma questa è la legge, e i locali la rispettano. Tutti dentro alle undici in punto, e tanti saluti.

Ma nemmeno questo è abbastanza: anzi, secondo Fabio Acampora, presidente di Asco Corso Sempione, la situazione è addirittura peggiorata perché i gestori dei bar potranno pure tirar dentro le sedie, ma la gente – visto che è estate e fa un caldo della madonna – non vuole saperne di stare al chiuso e rimane a chiacchierare al fresco.

Bisognava quindi trovare una soluzione per impedire questo terribile reato: la chiacchiera all’aria aperta è davvero qualcosa che questa città non si può permettere. Così, dopo numerosi riunioni e comitati, ecco la proposta:

Alzare i prezzi dei drink!

Proprio così. La proposta della Commissione Commercio  - composta da un ristretto numero di consiglieri  - vuole infatti imporre un aumento dei prezzi delle consumazioni nei locali di Corso Sempione. Il ragionamento sotteso è il seguente: costando i drink molto, i più squattrinati e dunque casinisti dovranno cambiare aria, e la zona resterà ad esclusivo appannaggio di pochi, misurati bauscia di grande classe.

Dentro questa proposta c’è un po’ di tutto: classismo – il povero fa casino, il ricco no -,  antigiovanilistmo – il giovane non ha i soldi per pagare, se ne stia a casa: la città è di chi se la può permettere, pronunciato magari con un bel figaaa! finale – una zoppicante conoscenza e coscienza di cosa sia il libero mercato, la libera iniziativa imprenditoriale e le norme Antitrust. E soprattutto, una siderale distanza sia dal buon senso sia da ogni altra grande città europea.

Qui  trovate altre misure che, a questo punto, crediamo possano entrare in funzione da un momento all’altro – essendo tutte molto più credibili di quella realmente proposta. Noi invece, leggendo certe cose, ci chiediamo chi siano veramente gli ubriachi di Corso Sempione: proposte simili sono giustificabili solo con un tasso alcolemico ben superiore ai limiti consentiti.

 

P.S. Ai Residenti ricordiamo la nostra iniziativa, lanciata da una lettrice del blog qualche mese fa. Parliamo dell’operazione “Salva la vita a un Residente”: visto che, a vostro dire, la vita in quelle terribili zone del centro è impossibile, vi proponiamo uno scambio con le nostre case in Barona e all’Ortica. Siccome abbiamo un grande cuore, faremo lo scambio alla pari, accettando senza nessun incentivo di rovinarci per sempre la vita solo per salvare la vostra.

Aspettiamo proposte.

 

26 comments

  1. Giacomo

    Follia…

  2. emanuele

    Amo Milano e ho avuto la fortuna di vivere 5 anni all’estero, di cui 3 a Parigi. Proprio nella capitale Francese la vita all’aria aperta e’ un must. Parchi, piazze, boulevards, piccole rues sono sempre popolate di gente. Cosa dovremmo fare quindi? Isolarci sempre piu’ nei nostri smartphone?
    Il problema in Italia e’ l’educazione. Ci crediamo sempre piu’ furbi, piu’ importanto del prossimo. Sono sicuro che se ci fosse un po’ piu’ di educazione non avremmo di questi problemi. Ma si sa…noi italiani capiamo solo con le bastonate…..quindi anche questa manovra entra esattamente nel momento storico che stiamo vivendo. Evolviamo come cittadini, non solo come individui!!!

    • albs

      fra chi fa più pena fra Milano e i Milanesi è una bella sfida. Fortunatamente me ne vado a Torino ora. Lì si può ancora vivere (e senza i prezzi da rapina vergognosi che trovi a milano)

      • Torinese

        per ora… Anche qui i “residenti” hanno iniziato a protestare e sempre in maniera agressiva e poco argomentata, sventolando certificati medici che proverebbero la tachicardia dovuta al rumore (!?) e altre amenità. Spero che la risposta dell’amministrazione sia diversa che a Milano perchè la sveglia culturale che ha caratterizzato Torino negli ultimi anni è la sua ricchezza e la sta caratterizzando rispetto ad altre grandi città italiane, sarebbe farsi del mal, oltre che da veri ciechi, reagire a questi isterismi .

  3. Lockdown

    va beh, ma qui si sta chiaramente esagerando. Non è che sempione, i navigli e tutte le zone “della movida” siano spuntate da un giorno all’altro. Lo sai, quando compri casa, in che zona vivi. Non è che ti puoi stupire e dire “oh nooo!”. AL momento vivo vicino ad un locale che, soprstutto d’estate, è molto frequentato con la clientela che sborda per strada. Ormai lo so che il sabat e venerdì sera c’è un pò di bisboccia e raramente una lite ad alto volume. Sticazzi. Onestamente mi da più fastidio il ritiro del vetro, che se dimentico la finestra aperta mi sveglia a malo modo.

    Va anche aggiunto che, salvo mettere un numero N di vigili che controllino che non ci sia divertimento in corso, è impossibile impedire alla gente di conglomerarsi venerdì e sabato per bere, chiaccherare e divertirsi. Più che limitare la libertà dei “consumatori” con trovate ridicole, varrebbe la pena mettersi il cuore in pace, chiedere sovvenzioni per vetri quadrupl e condizionatori, e festa finita.

  4. Mr. Kayak

    si vede che non avete mai convissuto con il caos dei locali della movida!
    io ho abitato per anni sui navigli (in affitto e a costi contenuti finché è durata, non sono né mi ritengo uno snob né un bauscia) e pur non avendo avuto sotto casa alcuna discoteca ma solo “attività commerciali e imprenditoriali che producono reddito e occupazione” (sic) vi assicuro che la notte non si riusciva a dormire, con un casino insopportabile quasi ogni notte fino ad ore molto tarde.

    è uno dei motivi per cui, delle persone che conoscevo allora in zona, quasi tutti alla lunga si sono “salvati la vita” da soli, trasferendosi in zone più periferiche della città, se non addirittura nell’hinterland.
    (che poi, per inciso, oltre al glamour e all’effettiva comodità di trovarsi in zone molto ben servite dai mezzi pubblici, vi assicuro che non c’è null’altro vantaggio o privilegio nel vivere in aree come quella dei navigli… il che è tutto dire. le zone più vivibili di milano, a mio avviso, sono altre; c’è poco da invidiare, cari amici dell’ortica!)

    capisco che possa non fare piacere sentirsi limitati nel proprio diritto di disturbare i residenti oltre ogni limite di civiltà e di reciproco rispetto, ma purtroppo ogni tanto la società liberticida nella quale viviamo ci costringe anche a questi amari sacrifici…

    @lockdown: dai per scontato che tutti gli abitanti dei navigli o del sempione abbiano acquistato casa negli ultimi anni, ma non è affatto così. quelle zone non sono sempre state “quelle della movida”, e anzi i navigli un tempo (fino agli anni ’70?) erano perfino considerati al livello di una “periferia brutta”.
    in ogni caso, non penso sia comunque corretto considerare l’inciviltà altrui come un dato di fatto da accettare passivamente, e fa bene secondo me chi subisce il rumore a cercare di migliorare le proprie condizioni di vita.

    sono d’accordo, se mai, con emanuele. se la gente che popola i locali fosse più educata, a partire dai proprietari che snobbano quasi ogni regola, la convivenza sarebbe possibile. non penso che le alternative siano solo tra i due poli del fare caos / chiudersi nello smartphone…

    • ihatemilano

      “si vede che non avete mai convissuto con il caos dei locali della movida”
      parli a vanvera, dato che non ci conosci.
      “ho abitato sui navigli…non si riusciva a dormire con un casino insopportabile…è uno dei motivi per cui ci siamo trasferiti”
      bene, quindi? Come andare ad abitare a San Siro e lamentarsi del rumore dei concerti. E poi che tipo di rumore? Fino a che ora di preciso? Quale locale? Avrai denunciato di sicuro, quindi, se qualcuno teneva aperto oltre il consentito. Ci mandi copia della querela? Avevi i doppi vetri? A che piano abitavi? Sapevi, quando hai scelto quel particolare appartamento che si trovava vicino a locali notturni con regolare licenza?
      “vi assicuro che non c’è nessun privilegio a vivere ai Navigli”
      spiace che tu sia così sprovvisto anche solo di gusto estetico. I Navigli e il loro magnifico panorama fecero grande la Scapigliatura fornendo ispirazione ai suoi rappresentanti. E più prosaicamente, sei vicino al centro, e hai la metro ai due passi. Vai a gianbellino va, e poi parliamone.
      “purtroppo la società costringe a questi amari sacrifici..”
      davvero un’ironia fresca. Nel merito, il blog ha esposto più volte le sue proposte, che sono quanto di più lontano dall’anarchia di cui parli tu. Vigili, multe, responsabilità individuale e non un “colpiamo tutti” che, come visto nel caso dei locali chiusi alle 23, non porta frutti. Ma quanto è bello parlare a vanvera, vero?
      ” i proprietari snobbano qualsiasi regola”
      si, certo, come no. Fai nomi e cognomi. Altrimenti la tua è niente meno che un’idiozia buttata li. Come dimostra questo articolo, i proprietari le regole le rispettano, anche quelle assurde di chiudere alle 23. In giro non c’è quasi nessuno che dia bottiglie di vetro d’asporto, non c’è un locale che sia uno che sgarra la chiusura delle due. Ma di nuovo, quanto è bello parlare a vanvera, vero?

      “la convivenza sarebbe possibile”
      con chi propone di alzare il prezzo di un drink per tenere lontani i meno abbienti, no. Con chi commenta su un blog con una serie di luoghi comuni, facendo accuse infondate e senza prima documentarsi su quali proposte sono state fatte dal blog stesso, no, spiacente, non pare esserci possibilità di convivenza.

      • MR. 66

        Vista questa precisa e più che sottoscrivibile risposta, non resta che invitare Mr. Kayak a trasferirsi a Quarto Oggiaro, oppure al Corvetto;

        e poi dopo qualche mesetto di nessun disturbo dato dalla movida, bensì da ben altre questioni può pure venire a riportarci un’analisi SWOT di navigli Vs uno dei quartieri periferici scelto.

        Concludo invitando Mr. Kayak a riflettere sul perché Milano si occupa di risolvere i problemi dei poveri residenti del centro, vittime della ESTIVA movida milanese e non fa di più per risolvere i problemi di quei quartieri che davvero necessitano di interventi?

      • Mr. Kayak

        KAYAK: no, non vi conosco, ma intanto non mi hai risposto. continuo a dubitare che tu abiti o abbia abitato in una zona rumorosa, altrimenti sono certo che avresti una diversa tolleranza alla cafoneria e al rumore.

        IHM: Ostinato eh? E ti sbagli per il 75% dei casi. Che figura…che figura…Ma fa parte del metodo: pensare che la capacità di astrazione sia impossibile, e si parli sempre per difendere il proprio orticello.

        KAYAK: tra l’altro, ammazza che aggressività… io ti ho risposto con educazione e calma, prima. vabbè.

        IHM: Dai, su, non fare la vittima. Non sei stato insultato ne altro, quindi se vuoi discutere discuti, senno lascia stare. Che poi poco dopo, quello che insulta sei tu!.

        KAYAK: ho vissuto sui navigli molto a lungo, fin da molto prima dell’esplosione della movida selvaggia.

        IHM:alt! “esplosione della movida selvaggia”: qui si vede che parli proprio a vanvera. All’inizio degli anni ’90 la situazione era molto ma molto più selvaggia di adesso. Ma qui la realtà arriva solo filtrata, a quanto pare.

        KAYAK:… quindi no, non potevo sapere a cosa sarei andato incontro, perché semplicemente all’epoca il problema non sussisteva, o almeno non in maniera così grave. le condizioni sono cambiate nel tempo, in peggio.
        nello specifico, oltre al caos della gente che passeggia sotto casa (quello sì arginabile oggi coi doppi vetri, tutto sommato), un problema molto grave è anche e soprattutto quello della musica dei locali, che viene sparata a volumi oltre ogni regola. ti assicuro che ai tempi sentivo perfettamente da casa, e ad alto volume, il (pessimo, peraltro) musicista live del locale di fronte a casa mia… sulla sponda opposta del naviglio! pensa a chi ci abitava sopra…

        IHM: e infatti ora ci sono i limiti.

        KAYAK: in ogni caso, ai tempi non ho denunciato ma ho chiamato più volte i vigili. inutilmente, purtroppo, perché nonostante le promesse non sono mai venuti forse perché sono ammanicati con i proprietari dei locali? così si dice in zona…

        IHM: solita diceria, solita accusa nel mucchio, a casaccio. “Signora mia, sa che è successo…”

        KAYAK: i locali avranno pure una “regolare licenza”, ma con questa vengono anche doveri e non solo diritti (per inciso, questo weekend fai un salto sui navigli a controllare se davvero chiudono tutti alle 2)

        IHM: lo facciamo spesso. E se non ci siamo noi, ci sono i vigili. E’ pieno. Fatti un giro invece di leggere solo i giornali.Sai qual è il dato delle multe per locali che tengono aperto oltre l’orario consentito? Non lo sai. Ma parli uguale. E qualora fossi smentito, insinui che i vigili sono corrotti. Bel modo davvero!

        KAYAK: nomi e cognomi non ne faccio per evitare di beccarmi querele;

        IHM: no, non ne fai perché non hai elementi, le tue sono supposizioni e dicerie buttate li.

        KAYAK: se poi secondo te questo basta a sminuire i miei argomenti posso capire le tue motivazioni e mi dispiace, ma è un problema tuo.

        IHM: no, caro, è un problema di correttezza. Non puoi dire: “tanto i locali non chiudono” quando i dati dicono che le ordinanze sono per la maggior parte rispettate (persino quelle di chiudere alle 23 o all’1 e 30 in Colonne!). Non puoi dire “tanto i vigili sono conniventi” senza citare un caso specifico. Senno vale tutto e il contrario di tutto.

        KAYAK: il paragone con san siro, poi, non ha senso per due motivi. il primo è che agli abitanti di quella zona sono in effetti stati riconosciuti dei diritti, ed ora infatti i concerti hanno un rigido tempo limite da rispettare. il secondo è che a san siro di concerti ne fanno appena una manciata l’anno e, che io ricordi, solo in estate. non è certo la stessa cosa rispetto ad avere casino sotto casa tutto l’anno senza (quasi) soste.

        IHM: Se sono, come sono, pochi concerti ogni estate, allora si può anche sopportare no? Ti sfugge totalmente che ci sono anche i diritti delle decine di migliaia di persone che vanno a vedere i concerti, non solo quello delle 25 (venticinque) persone firmatarie di un esposto

        KAYAK: per il resto, guarda, a me pare che tu utilizzi strumentalmente argomenti non pertinenti, pur di sostenere una tesi forzata.
        ad esempio, non vedo cosa c’entri il fatto che la zona dei navigli sia esteticamente bella. certo, svegliarsi con quel panorama è sicuramente meglio che aprire la finestra e vedere, che ne so, la stazione di lambrate. però un’area poi va vissuta, e per quanto i navigli possano essere piacevoli alla vista la zona in sé non è migliore, secondo me, di tante altre che ho abitato in periferia.

        IHM: intanto impara cos’è l’ironia. La battuta sull’estetica dei Navigli rimanda alla tua vacata sul fatto che non c’è differenza tra stare li e stare in periferia. E poi dai, non essere ridicolo, non dire che vivere ai Navigli sia come vivere a Gratosoglio. Tu si che parli della periferia senza sapere manco cosa voglia dire!

        KAYAK: oppure, mi fa sorridere che tu difenda a spada tratta i proprietari dei locali, poveri commercianti incompresi in questo periodo di crisi, per poi prendertela con gli abitanti “bauscia” della zona sempione. come se i gestori di pub e affini fossero dei poveri proletari. ma per favore. diciamo che ti brucia il coprifuoco sull’happy hour, e basta. chi è il bauscia, alla fine?

        IHM: Bello questo continuo tentare di buttarla sul personale, come se chi scrive difende un suo piccolo interesse. Mostra ottimamente la forma mentale, quella per cui si difende il proprio orticello a tutti i costi e pare impossibile che gli altri non facciano altrettanto. E invece anche qui ti sbagli. Ma tanto tu dirai che non è vero, senza uno straccio di elemento a sostegno, continuando a usare il tuo metodo di discussione scorretto. Comunque: Quella del bauscia è anch’essa una battuta per qualificare la mentalità sottesa all’alzare il prezzo del drink. Ma abbiamo già stabilito che non sei in grado di cogliere l’ironia. Bene. Inoltre: non abbiamo interesse a difendere i proprietari dei locali quando non rispettano le regole. Ma quando le rispettano, anche loro hanno quella cosa che ti piace tanto pronunciare: i diritti.

        KAYAK: tra l’altro, per inciso, personalmente neppure io trovo geniale l’idea di alzare il costo delle consumazioni per disincentivare alla spesa, ma trovo ancor meno utile liquidare per questo la giusta esigenza di chi ha diritto a un po’ di pace.

        IHM: chiudono alle 23, ma hai letto no? Cosa vuoi di più? Che la gente stia tappata in casa? Ma sei mai andato all’estero? O al massimo sei stato nella provincia di Monza e Brianza? Il diritto alla pace e al decoro si tutela, con norme che sono GIA’ rispettate al Sempione (in Ticinese no, ad esempio).

        KAYAK: le proposte poi sono sempre gradite, ma, di nuovo, non vedo cosa c’entri. io ho commentato questo articolo e non ho fatto un discorso generale sul tuo blog. e qui purtroppo, a mio avviso, ti sei limitato a sputare una serie di banalità e luoghi comuni (affatto freschi…) da quindicenne arrabbiato.

        IHM: eccolo qui, quello calmo e posato. Tutto preso a difendere il suo piccolo interesse di bottega che, in difficoltà, carica a testa bassa.

        @Mr.66: che ne sai dove abito adesso, scusa? E poi pensi che la zona dei navigli sia un’utopia, di notte? Certo, lungi da me dire che sia paragonabile a Corvetto o a Viale Monza, ma questo è un altro discorso.
        Altra cosa: la movida non è solo “estiva” ma dura tutto l’anno, te l’assicuro. In inverno non dura tutti i giorni fino alle 2 o le 3, ovviamente, ma è comunque un problema.

        IHM: di nuovo, non hai capito niente del commenti del lettore. Lucidità caro, lucidità!

        Colgo inoltre una certa rabbia nei confronti dei “privilegiati” del centro… ma a parte il fatto che secondo me i diritti sono diritti, al di là del fatto che riguardino persone benestanti oppure no (io, ribadisco, NON lo sono), in zone come quelle dei navigli abita anche un sacco di gente anziana che non è ricca affatto, e che semplicemente ha ereditato la casa nella quale abita, o l’ha acquistata prima che la zona venisse riqualificata come fighetta.

        IHM: ma quäle rabbia..la città ha un problema che ti piaccia o no, e le soluzioni non arrivano. E quando si dice che bisogna “dialogare” ci si dimentica che poi si ha anche fare con chiusure totali, come la tua, che addirittura dici “d’inverno chiude prima MA è comunque un problema”. E certo, è SEMPRE un problema.

        ma noi siamo ggggiovani, dobbiamo poter fare l’eppiaur, che ce frega delle mummie, tanto si sa che dopo una certa età si dorme poco a prescindere, no?

        IHM a parte la trovata freschissima, ecco un ottimo esempio di quanto abbiamo deto più volte. Si dice sempre che bisogna “dialogare” tra Residenti e cosiddetto “popolo della movida” . Però cosa succede? Che i locali chiudono prima, alle 23 in punto, che in Colonne all’1 e 30 arrivano i camion Amsa e si sgombera tutto. Però quando si cerca di aprire una riflessione, prendendo spunto da un fatto inequivocabile come la proposta oggetto dell’articolo, ecco qui che arriva il frescone di turno a fare discorsi come quello del nostro amico, che non ha portato argomenti, non ha portato fatti a sostegno della sua tesi, solo una ventata di illazioni, insinuazioni e prese di posizione a prescindere. Bene così.!

  5. Telambra

    Grandi! Su certi temi, ci siete solo voi !

  6. TOXIC BOY

    pazzesco.

  7. sbarabaus

    il problema è che vogliamo la movida perchè adesso va di moda ma milano non è la città adatta, non ci sono luoghi o spazi in cui ritrovarsi senza trovare dei residenti giustamente incazzati perchè la sera vogliono dormire
    forse andrebbero aperti più bar dentro i parchi…

    una volta il modello era aperitivo + discoteca, facevi casino presto quando nessuno dormiva e quando potevi dare fastidio stavi chiuso in un locale
    (non dico che fosse meglio, ma funzionava)

    • ihatemilano

      “movida” è un termine coniato dal CorriereMilano. Non si sa se la gente la voglia o meno. Di sicuro, vuole uscire la sera. I parchi è giustamente una proposta molto sensata: infatti nel documento redatto l’anno scorso in campagna elettorale, firmato anche da alcuni locali come il Magnolia, il Tunnel, il Rock&Roll ecc. si chiedeva proprio di puntare su questo. Peccato che il tema sia totalmente sparito, confuso con l’apertura della cancellata di Piazza Vetra che è cosa diversa.

  8. Caracalla

    Cari IHM, noto spesso confusione tra alcuni vostri lettori. Che ne dite di riproporre, in un futuro post, un sunto delle vostre proposte per gestire (e non reprimere) il fenomeno terroristico della “chiacchiera serale”? Chi come me vi segue sempre sa benissimo che questo post, come altri, è un argomento che voi portate a sostegno di proposte presentate in passato (proposte che personalmente condivido anche). Molti lettori temo si limitino al post X senza sapere che si inserisce in un thread molto più lungo. Forse citando di tanto in tanto le “soluzioni” da voi individuate ci risparmieremmo una buona dose di diarrea verbale, trasformandola magari in sana dialettica. Una critica a una proposta può al limite essere utile.

    • ihatemilano

      potremmo anche farlo. Ma di sicuro, non cambierebbe nulla. Come si vede, ogni volta che si parla di questo argomento, i moralisti in servizio permanente effettivo – di cui è ricca non solo la nostra città, ma tutto il nostro paese – caricano a testa bassa, senza badare né alle opinioni degli altri, né alla logica delle loro argomentazioni.

  9. RockSilenzioso

    Per quanto possa non piacere, il diritto alla quiete e al riposo è sancito dal codice CIVILE (ovvero quello che dovrebbe permettere una vita cittadina rispettosa reciprocamente). Il diritto all’aperitivo non ne fa parte credo, quindi l’aperitivo/movida/etc potrebbe essere tollerato a patto che ciò non arrechi disturbo. Se arreca disturbo, il gioco è finito.
    Ricordiamo la definizione di “libertà” che tutti abbiamo sentito citare almeno una volta nella vita: la libertà di una persona finisce dove comincia quella di un altra persona”.
    Non vi piace l’idea ? diteci dove abitate, qualche bauscia pronto ad aprire il prossimo locale alla moda potrebbe proprio comprare sotto casa vostra..

    • ihatemilano

      come già risposto al tuo epigono, i locali alla moda ci sono anche qui. Come tutti gli altri però, rispettano le disposizioni del comune e in materia di orari, e in materia di inquinamento acustico. Il diritto alla quiete – che a noi piace quanto a te, e infatti ci siamo occupati più volte di chi non lo rispetta. Con la differenza che a noi piace a anche un altro diritto, quello di non vedere ridotta la città a un ospizio – è sancito da ordinanze per le quali i dehor, come si è visto, devono sgomberare addirittura alle 23. Quindi? Dov’è il mancato rispetto reciproco se in questo articolo si sta dando conto del fatto che tutti, al Sempione, rispettano il regolamento? Dov’è il mancato rispetto reciproco se a san Siro i limiti vengono sempre rispettati? Dov’è il mancato rispetto reciproco se le cancellate sono tutte al loro posto?
      Se, comunque, ci sono casi di illegalità, segnalali a noi e saremo lieti di darne conto. Il punto è vero che, pur stando delle regole, l’asticella viene sempre alzata e quello che è stato perfettamente legale per decenni, finisce col non esserlo più al primo capriccio (basti vedere il caso dei concerti, con i famosi 25 che hanno la meglio sugli 80 mila che chiedono 30 minuti- dicesi 30 minuti – di concerto in più. In questo caso il tuo “rispetto reciproco” dov’è?).
      In ogni caso: ringrazia il cielo di vivere in Italia, e in particolare a Milano: fossi vissuto nella Germania locomotiva di Europa o nella morigeratissima Inghilterra, il tuo diritto sarebbe stato tutelato assai meno.

      • motocross

        30 minuti di concerto in più?!? basta cominciare mezz’ora prima, o è così difficile? vi riferite al boss? bene, il vizietto di sforare ce l’ha ancora, basta vedere a londra, solo che lì, a lui e al baronetto macca, non a 2 sconosciuti, hanno staccato la corrente, altro che in inghilterra non vieni tutelato

        • ihatemilano

          no, ci riferiamo alla stagione 2009 quando l’allora assessore di centro-destra Giovanni Terzi offrì biglietti gratis ai residenti. I quali li accettarono, andarono ai concerti e poi denunciarono l’assessore stesso alla magistratura.

  10. Caracalla

    “La mia libertà finisce dove comincia la vostra” – Martin Luther King parlando della repressione verso la popolazione afro-americana. Direi fuori luogo parlando di aperitivi.

    “L’uomo è condannato ad essere libero.” – Sartre. Il proibizionismo storicamente non ha prodotto gran risultati, mi pare…

    Infine:
    “L’uomo non fa quasi mai uso delle libertà che ha, come per esempio della libertà di pensiero; pretende invece come compenso la libertà di parola” – Kierkegaard.

  11. Andrea

    Certo che sembra quasi uno scherzo la tassa sui drink…servisse magari a trovare qualcuno che ha uno straccio di idea su come far convivere le due realta (residenti e clienti dei locali notturni) o per pagare qualche staordinario ai vigili avrebbe anche una motivazione, ma qui siamo peggio che i dilettanti allo sbaraglio

  12. Ste di P.ta Vittoria

    La proposta di alzare i prezzi dei drink è fuori da ogni ragione e qualche smaliziato potrebbe anche pensare come concordato con qualche gestore.

    Per il resto io vivo in Porta Vittoria, ma ho avuto qualche amico che ha avuto la sfortuna di capitare di nascere – mica comprarsi la culla – sui Navigli. E non viveva tanto bene.

    La soluzione non è un’ottica di chiusura né una di apertura; ma contemporaneamente non si possono nemmeno mettere camioncini di vetturini ogni ponte dei Navigli.

    Sono stato a Bologna, città molto più aperta e libera di Milano, ma ho notato che i “residenti” iniziano a rompere le scatole anche là. Io non voglio essere ipocrita e dico che mi piace fare casino con gli amici, ma penso anche che il mio rumore viene sentito anche da chiunque stia a meno di dieci metri in linea d’aria dalle mie corde vocali.

    Come ho già detto in altri commenti direi che la soluzione NON può essere solo una manciata di poliziotti a destra e a manca, non quando la reazione popolare emotiva all’assembramento di agenti è riassumibile in “acab”. Tralascio considerazioni su una “cultura dell’illegalità” cui qualcuno ha già fatto riferimento, se gli italiani siano avvezzi al disordine per loro natura non è bene parlarne ora.

    Direi che la soluzione sia semplicemente una forma di educazione reciproca. Perché se anche M.L. King parlava degli afroamericani, la sua definizione di “libertà” è una di quelle sociologicamente più attendibili.

  13. VictorWard

    Mah, guardate io abito in Via Vigevano, proprio attaccato alla “grande” movida e praticamente in fianco a uno dei locali più Zarri che neanche la Corvetto di Gigi D’ag degli anni 90 ha mai visto. (si chiama PDJ)

    In inverno, finestre chiuse e problema risolto, in Estate, visto il casino ho la possibilità di farmi i gran cazzi miei: Musica, Film ecc.

    Il casino alle volte si sente ma sticazzi, quando ho scelto questa zona ero ben consapevole della situazione. Anzi in parte (ai tempi) l’ho scelta proprio per questo (sono in affitto eh!)

    Per Mr.Kaw se vuoi cè la mia vicina di casa che stanca del rumore vende il suo loft da250 mq a 1.150.000 comprato negli anni 70 a un decimo del prezzo attuale.

    Secondo te la valutazione della casa da cosa è data?

    Ps: cè mia nonna che vive senza il casino nel centro di Corsico, che dai Navigli dista 15 minuti di bicicletta/7 di automobile.
    A Corsico con 1.150.000 penso di possa comprare un palazzo. ;)

  14. Marco

    Piange il cuore a leggere certe notizie…
    Io vivo da 11 mesi a Stoccarda e tra uno tornerò a Milano.
    Stoccarda in Germania è universalmente riconosciuta come la città tra le meno interessanti per la vita notturna, e meno student friendly… per cui non avevo grandi aspettative…. sai, venendo dalla grande metropoli milanese…. ovviamente mi sono dovuto ricredere: i locali stanno aperti fin quando hanno voglia, e fin quando c’è gente (la legge sulla chiusura dei locali alle 2 è SOVIETICA, non la capirò mai), la birra costa praticamente la metà, eventi di ogni tipo durante l’anno e praticamente quotidianamente d’estate, se paghi 5€ come ingresso in un locale ti sembra un furto, etc….
    Eppure sono sicuro che anche in questa città c’è qualcuno che RISIEDE.

  15. Fabio San Siro

    io faccio a cambio anche subito! Cerco un appartamento con ampio balcone, perché non posso rinunciare alle mie piantine!

  16. NIBIRU11

    MA PER FAVORE !!! IL POVERO FA CASINO IL RICCO NO !!!!! DITE SEMMAI IL GIOVANE FA CASINO E IL MATURO MENO..SE INTELLIGENTE E SI CURA DELL’EDUCAZIONE CIVICA..VEDO FESTE DI LAUREATI DELLA BOCCONI SEDUTI AI TAVOLI FUORI DAI LOCALI CHE FANNO UN CASINO DELLA MADONNA FINO ALLA CHIUSURA SENZA PREOCCUPARSI DI UN BEL NIENTE EPPURE SONO RICCHI !!!! I GIOVANI BEVONO NON PERCHE’ IL DRINK COSTA POCO MA PERCHE’ E’ COSI’ CHE VA AL GIORNO D’OGGI, NON DIAMO LACOLPA A CHI VENDE A MENO DELL’ALTRO, LA COLPA VA DATA AI GENITORI CHE NON EDUCANO I LORO FIGLI A COMPORTARSI IN MANIERA CIVILE PER STRADA E A BERE CON MODERAZIONE E RISPETTO, INSEGNATE AI VOSTRI FIGLI CHE SE VOGLIONO BERE POSSONO MA CHE DOPO NON DEVONO GUIDARE E NE URLARE COME DEI COGLIONI SOTTO LE FINESTRE DEI PALAZZI CIRCOSTANTI E DI AVERE UNA CERTA DIGNITA’ A PRESCINDERE SE SONO RICCHI O POVERI !!!! CARO GIORNALISTA, SALUTI.

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  1. Bollinger Blanc de Noirs Vieilles Vignes Francaises 1997 | Die Enttäuschung - [...] Ci sarebbe spazio per decine di battute su questi cazzari, ma già ci hanno pensato I Hate Milano e ...

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