GLI UBRIACHI DI CORSO SEMPIONE

GLI UBRIACHI DI CORSO SEMPIONE

Jul 20

 

Non abbiamo ancora finito di leggere e rispondere ai commenti all’articolo sulla cancellata del Mom che subito apprendiamo di un nuovo scatto in avanti nella battaglia per vietare il diritto di uscire la sera.

La zona, stavolta, è quella di Corso Sempione. Anche li, i Residenti hanno di che lamentarsi: a loro dire la vita sarebbe “un inferno”  a causa dei locali presenti lungo l’isola pedonale che conduce all’Arco della Pace. Attenzione: qui non si parla né di discoteche, né di centri sociali, né di piccole collinette inadatte, secondo qualcuno, ad ospitare un numero troppo elevato di persone. Si parla di attività commerciali e imprenditoriali che producono reddito e occupazione, frequentate per giunta, come si sa, da una clientela che per la maggior parte d’estate veste mocassini e pantaloni salmonati.

Eppure, niente da fare. Anche qui i Residenti – come già quelli di Viale Montenero, dei Navigli, di Corso Como, di Garibaldi, di San Siro, di Ticinese – si ribellano senza se e senza ma. Ai tempi hanno perfino denunciato la Moratti, incolpata – con una capriola di diritto – di disturbare il loro riposo notturno.

Come sempre, le loro rimostranze vanno a buon fine: grazie ad apposita ordinanza, i dehors dei locali di Corso Sempione devono chiudere alle 23. Si tratta di un record storico, ineguagliato nemmeno da certi paesini del profondo Veneto o del basso Piemonte. Ma questa è la legge, e i locali la rispettano. Tutti dentro alle undici in punto, e tanti saluti.

Ma nemmeno questo è abbastanza: anzi, secondo Fabio Acampora, presidente di Asco Corso Sempione, la situazione è addirittura peggiorata perché i gestori dei bar potranno pure tirar dentro le sedie, ma la gente – visto che è estate e fa un caldo della madonna – non vuole saperne di stare al chiuso e rimane a chiacchierare al fresco.

Bisognava quindi trovare una soluzione per impedire questo terribile reato: la chiacchiera all’aria aperta è davvero qualcosa che questa città non si può permettere. Così, dopo numerosi riunioni e comitati, ecco la proposta:

Alzare i prezzi dei drink!

Proprio così. La proposta della Commissione Commercio  – composta da un ristretto numero di consiglieri  – vuole infatti imporre un aumento dei prezzi delle consumazioni nei locali di Corso Sempione. Il ragionamento sotteso è il seguente: costando i drink molto, i più squattrinati e dunque casinisti dovranno cambiare aria, e la zona resterà ad esclusivo appannaggio di pochi, misurati bauscia di grande classe.

Dentro questa proposta c’è un po’ di tutto: classismo – il povero fa casino, il ricco no -,  antigiovanilistmo – il giovane non ha i soldi per pagare, se ne stia a casa: la città è di chi se la può permettere, pronunciato magari con un bel figaaa! finale – una zoppicante conoscenza e coscienza di cosa sia il libero mercato, la libera iniziativa imprenditoriale e le norme Antitrust. E soprattutto, una siderale distanza sia dal buon senso sia da ogni altra grande città europea.

Qui  trovate altre misure che, a questo punto, crediamo possano entrare in funzione da un momento all’altro – essendo tutte molto più credibili di quella realmente proposta. Noi invece, leggendo certe cose, ci chiediamo chi siano veramente gli ubriachi di Corso Sempione: proposte simili sono giustificabili solo con un tasso alcolemico ben superiore ai limiti consentiti.

 

P.S. Ai Residenti ricordiamo la nostra iniziativa, lanciata da una lettrice del blog qualche mese fa. Parliamo dell’operazione “Salva la vita a un Residente”: visto che, a vostro dire, la vita in quelle terribili zone del centro è impossibile, vi proponiamo uno scambio con le nostre case in Barona e all’Ortica. Siccome abbiamo un grande cuore, faremo lo scambio alla pari, accettando senza nessun incentivo di rovinarci per sempre la vita solo per salvare la vostra.

Aspettiamo proposte.