MURI, CANCELLI E CASI DA PSICANALISI

 

Tra i provvedimenti più discussi entrati in vigore nell’era Moratti, c’è sicuramente la cancellata di viale Montenero che circonda la collinetta davanti al Mom.

I fatti: il Mom, in viale Montenero 51, all’inizio degli anni 2000 comincia, il mercoledì sera, a vendere birra a prezzo ribassato. L’iniziativa ha successo e col passare delle settimane, poi dei mesi, poi degli anni, davanti al locale, una sera a settimana, si forma un gigantesco assembramento di gente. I “Residenti” si ribellano e un bel giorno il giardino viene recintato dall’enorme cancellata che tutti possono vedere.

E’ una decisione ampiamente discutibile. Il principio per cui i Residenti abbiano potere di giurisdizione sul suolo pubblico sotto casa loro è assai contestabile. Un po’ come lasciare ai Residenti di San Siro il potere di veto sui concerti nello stadio, o come chiedere agli abitanti del quartiere cosa fare del Vigorelli, un patrimonio della città che appartiene ai cittadini e alla storia del ciclismo e non solo a chi ci abita nei pressi.

Certo, davanti al Mom c’erano casi di abusivismo: ma allora si sarebbero dovuti contrastare quei casi, non alzare l’ennesima cancellata, sottraendo a liberi cittadini l’ennesimo spazio dove aggregarsi.

E poi c’è la questione estetica, di puro arredo urbano. Vediamo il confronto fra la collinetta del Mom e quello della piazzetta successiva, prima di Medaglie d’Oro.

 

Non serve una laurea in Beni Culturali per capire che nel primo caso è stato commesso uno scempio. E infatti la costruzione della cancellata venne accolta da grosse proteste, non solo tra chi andava sulla collinetta a trascorrere le serate. Ma ciò che rende il provvedimento degno dell’intervento di uno psicanalista, è la decisione di intitolare il giardino ricavato dal’obbrobriosa cancellata al “9 novembre 1989”, ovvero al crollo del muro di Berlino.

Cioè: si alza una barriera per celebrare la caduta di una barriera. Si celebra la caduta di un muro issandone un altro. Si inneggia alla libertà sottraendo ai cittadini uno spazio di libera aggregazione gratuita. Non male davvero. Il decoratismo, in quella cancellata, è davvero ai suoi massimi.

 

Oggi sono passati quasi 3 anni da quando quel muro è stato alzato. Nonostante allora l’opposizione dette battaglia – si ricordano alcuni interventi del consigliere Maran, combattivo come il Majorino che nel 1999 si scagliava contro la cancellata di piazza Vetra -oggi nessuno ne parla più, e quella cancellata è accettata, digerita, come se fosse normale.

E invece normale non lo è, perché il principio per cui si lascia a pochi il diritto di decidere per molti (la gente che andava al Mom- di tutte le età – sarà stata dieci volte superiore al numero dei Residenti che quel cancello lo hanno invocato), per cui si sottraggono spazi a chi si ostina a rivendicare il diritto di voler uscire di casa dopo le 21, desertificando di fatto la città, è un principio sbagliato, adatto a una piccola borgata bigotta e non ad una metropoli con ambizione europee.

Quella cancellata continua a gridare vendetta. E se proprio non la si riesce a levare, che almeno si cambi il nome dei giardini. La caduta del muro di Berlino merita di essere ricordata in ben altro modo.