UNA FIGURA NON PROPRIO ARANCIONE…

UNA FIGURA NON PROPRIO ARANCIONE…

Jun 22

 

Sul caso del Dalai Lama, una dichiarazione si staglia da tutte le altre. Lapidaria. Definitiva.

Con queste scelte stiamo sacrificando valori etici e moralità in nome di Expo“. Già. E per un’amministrazione che proprio dei valori etici e della moralità – in una parola, del “civismo” – ha fatto la sua ragion d’essere, questa della cittadinanza offerta e poi negata al Dalai Lamai, ben lungi dall’essere un incidente di percorso, è una terribile sconfessione.

Ma chi ha proferito queste sacrosante parole? Da quando, nell’opposizione di destra, se la cavano così bene con la dialettica? Forse il merito è del giovane Calise, tra un video e  l’altro  filmato con l’ipad? O magari il radicale Cappato, da sempre vicino – come tutti i radicali – alla causa del Tibet?

No. Niente di tutto questo. Queste parole sono del Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo. E sono del 2007.

Eh si. Correva l’anno 2007, il Dalai Lama era a Milano e l’allora sindaco Moratti, diversamente dal Presidente della Regione Lombardia Formigoni, rifiutò di incontrarlo ufficialmente , preferendo andare a trovarlo al Palasharp, in via, appunto,  ”non ufficiale”.

Ne seguirono molte polemiche e il più scatenato fu proprio il Basilio. Ora però, 5 anni dopo, è stato lo stesso Basilio Rizzo a proporre una sospensiva per la delibera che concedeva la cittadinanza onoraria al leader spirituale tibetano.

Che strana parabola eh? Passi la vita a batterti in consiglio comunale, senza se  e senza ma, scrivendo anche alcune tra le pagine più belle di quello stesso consiglio (come  la volta dopo l’uccisione di Ambrosoli) e poi, appena ne diventi il Presidente, ecco che spuntano le sospensive. Per non parlare di quanto disse Majorino, allora ancora in verde parka e senza il nero Armani da Assessore (“un premio Nobel per la pace, assieme alla comunità buddista, non merita di finire in mezzo alle polemiche”): del resto al Majo l’unico Dalai che interessa veramente è Dalai Michele, l’editore, che una volta gli pubblicò un libro e da allora, chissà come mai, non gli risponde più al telefono.

Straordinarie anche le parole del sindaco, quello attuale, rilasciate ieri: “il console mi ha detto che la cittadinanza sarebbe stata interpretata come un segnale di inimicizia verso il popolo cinese”. Ma noo…ma veramente? E chi l’avrebbe mai detto vero? Perché, giustamente, una simile reazione non era immaginabile, non c’era il minimo precedente al riguardo.

Così, quando si va avanti dicendo, con sprezzo del pericolo e pure del ridicolo, che “noi non accettiamo diktat da nessuno!“, ma – state bene attenti – “non vogliamo nemmeno creare inimicizie, serve un momento di riflessione” (certo, vallo a dire ai tibetani, massacrati da decenni, di mettersi a riflettere), la gente non sta nemmeno più a sentire. Perché ha già capito tutto. Dalla rivoluzione arancione, una bella figura marrone.

 

2 comments

  1. giulia

    Proposta per IHM: Chiedere la sospensione della cittadinanza a Basilio Rizzo.

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  1. Valori etici e moralità! | Die Enttäuschung - [...] Finalmente una parola chiara sulla scelta di non scegliere una risposta al ricatto cinese. Leggi su I Hate Milano ...

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