LA SCABROSA VERITA’ DELLE COLONNE DI SAN LORENZO

 

Oggi ci occupiamo di nuovo del “metodo arancione“, quello raccontato ieri  nell’articolo sul Majorino in versione Italo Balbo che annunciava lo scoppio della Campagna del Caldo. L’occasione è la presentazione, da parte dell’Assessore Granelli di quello che, con il consueto basso profilo, è chiamato “Piano di Controllo del Territorio“. Il nemico del giorno non è più l’afa, ma la solita “emergenza movida” alle Colonne di San Lorenzo: il successore di De Corato annuncia col piglio dell’uomo d’azione “70 agenti con radio portatile che potranno dialogare con la centrale operativa, un canale radio riservato ai ghisa in azione nella zona” e nuove transenne a proteggere la Chiesa “con due agenti a presidio fisso che impediranno alle persone di sedersi sui gradini a…” (Piccolo suspence: a??? Spacciare? Rompersi bottiglie di vetro in testa? Trafficare armi? No! )”..a chiacchierare“.

Non basta: l’Assessore ha voluto scavare in profondità, con coraggio, alla ricerca di verità scomode, anche le più scabrose. Così, coadiuvato da un’associazione, ha ordito una spettacolare e segretissima indagine “in incognito“: nei giorni scorsi infatti “due attori” si sono finti rispettivamente un minorenne e un ubriacone e sono andati in giro a far domande alla gente in Colonne. I risultati sono pubblicati da RepubblicaMilano e sono davvero clamorosi. Anzi, scioccanti. Sentite: da questa indagine “under cover” si scopre che in Colonne c’è, prevalentemente, gente “giovane“, perlopiù – tenetevi forte – “residente a Milano“. Non è finita: un senso di vertigine ci assale nello scoprire che i motivi per cui tutti questa gente giovane di Milano sceglie le Colonne per trascorrere le serate sono i seguenti: 1) la zona è in centro 2) i drink costano poco. Pazzesco.

Dati insospettabili, verità sensazionali, non c’è che dire. Come sensazionali sono le misure prese dal Granelli per avviare un “dialogo” con “il popolo della notte”. Nell’annunciare l’aumento degli agenti impegnati nel pattugliamento della zona, Granelli si affretta a definirli “inflessibili, ma anche educativi“: già, perché gli agenti, insieme a dei “volontari”, distribuiranno anche degli opuscoli “per spiegare ai giovani i rischi dell’alcol“. E poi ci saranno anche “spettacoli di mimi contro la cultura dello sballo” e proprio sul sagrato di San Lorenzo, una distribuzione gratuita di preservativi.

Anche oggi, due considerazioni:

1)Per l’ennesima volta, su un problema noto e stranoto, su cui si è sempre intervenuto, si costruisce sopra la solita pantomima  con termini roboanti,  interviste a pagina intera su Corriere e Repubblica, cifre fini a loro stesse sciorinate con orgoglio e la perla “dell’indagine in incognito” per scoprire l’acqua calda. Tutto con la solita complicità dei giornalisti, tra le cui fila non c’è nessuno che, nell’apprendere che i due attori hanno rivelato al mondo che in Colonne ci vanno i giovani, si alzi in piedi e li mandi a quel paese, o almeno si senta preso in giro. E tutto questo avviene mentre, per restare al tema della Sicurezza, in città sono presenti emergenze ben più gravi. Per esempio l’ennesima rapina a un commerciante, questa volta un tabaccaio cinese, che il Corriere Milano piazza a pagina 9 contro la pagina 6 dell’emergenza Colonne. Oppure, la situazione di totale anarchia del cavalcavia Bacula, dove “la movida” dei rom è, quella si, completamente fuori controllo. Però di questo sui giornali si parla poco, questi Residenti non hanno voce, e per trovare notizie su di loro ci vuole  un cane da tartufi.

2) La stessa gestione del Ticinese è paradossale. Da un lato, non si fa nulla per far rispettare leggi  che esistono già da anni: non c’è un commerciante che rilasci uno scontrino, alcuni danno ancora bottiglie di vetro d’asporto, nelle vie laterali si respira lo stesso afrore che si trova dentro a un cesso chimico; e poi sarebbe interessante fare una bella analisi sulla qualità di certe porcate spacciate per “cocktail” serviti in certi locali, per non parlare della situazione relativa allo spaccio. Dall’altro, tutto questo contribuisce a rendere la situazione instabile, e così le proposte di buon senso che servirebbero ad alleggerire la pressione sulla zona – come la riapertura, per non dire l’abbattimento, della cancellata del parco di Piazza Vetra – sono viste come una bestemmia. Il problema non è quindi aumentare ancora il numero dei vigili o degli agenti, ridurre ancora l’orario d’apertura dei locali (che già oggi devono chiudere prima a Milano che a Cuneo), o fare gli spettacoli dei mimi per dire che bere fa male (una roba che mette tristezza solo a immaginarla). Il problema è far rispettare, una buona volta, l’Ordine Pubblico, come avviene in tutte le città europee, punendo chi “sgarra” ma tutelando chi non compie niente di illegale (per restare alla piscia sui muri: provate a farlo a Barcellona, se vi capita).

Invece qui vige la la legge opposta: si colpevolizzano tutti, e sfruttando un’esagerata grancassa mediatica si prendono iniziative inefficaci, quando non ridicole, senza che il problema venga anche solo minimamente sfiorato. Chi delinque resta impunito e chi non fa nulla di male se ne torna a casa (oppure, se ne ha la possibilità, se ne va al mare).

Rispetto ai tempi di De Corato, non sembra essere cambiato assolutamente nulla.