BELLO CIAO


 

Diciamo la verità: è dal giorno che si è formata la nuova Giunta che nelle ricevitorie di Milano si quotava lo strappo di Boeri.

Con quella faccia lì, con quei capelli lì, con quelle amicizie lì, Boeri non può fare l’Assessore. E non per motivi politici, o ideologici. E’ un fatto fisico. Di spazio. Il suo ego è materialmente troppo grosso per essere contenuto in un angusto Assessorato. Ci vorrebbe Palazzo Marino, ma esistono seri dubbi che anche quello sia sufficente.

Forse, in città, solo lo stadio di San Siro riuscirebbe a contenerlo. Sarà mica per questo che alla fine della campagna elettorale per le primarie, il PD milanese organizzò in suo favore una partita di calcio? Un destro a giro,  un colpo de taco, e magari finiva nella rosa dell’Inter via Milly Moratti. E invece niente.

Al Brizzolatissimo è toccata l’onta di perdere delle elezioni organizzate dal suo stesso partito (record mondiale). Dev’essere stato un trauma, per uno abituato a darsi del Lei quando pensa a sé stesso. Al punto che invece di tornarsene a  inciuciare con Cl e la cricca immobiliare, s’è messo in testa di vendicarsi e far fallire dal di dentro  tutta la sinistra milanese.

Prima mettendosi di traverso a ogni iniziativa organizzata dal comitato elettorale di Giuliano Pisapia. Poi, a due settimane dalle elezioni, pomiciando con la destra e in particolare con Giovanni “mi fa credito?”  Terzi sul ruolo della Cultura a Milano. E infine, una volta eletto e ricevuta segretamente (nella cantina di Pierfrancesco Majorino, facendo spazio tra gli scatoloni dei suoi libri invenduti) l’incoronazione a “Supercapodelegazione dai Turbopoteri Cosmici” esternando a ogni piè sospinto la sua contrarietà a qualunque starnuto del Sindaco e della Giunta.

Di norma, quando un bambino sbatacchia con troppa violenza un giocattolo nuovo, succedono due cose. O si rompe. O i genitori accorrono in tempo, portano in salvo il giocattolo e mettono in castigo il  pargolo. Che è esattamente quello che è successo ieri, quando papà Giuliano ha tolto all’Enfant la delega su Expo e mamma PD ha eliminato la carica di capodelegazione (secondo un antico rito africano, con Maran vestito da sacerdote vodoo con in mano un’ampolla di sudore di Penati).

Ma chi ha a che fare abitualmente con i bambini, sa già quale sarà l’epilogo finale. L’intelligenza, in politica, è come il coraggio di Don Abbondio, e prendere tempo di norma non è mai la scelta migliore.

Con buona pace non solo dei 13 mila che sulla scheda scrissero “Boeri”, ma di tutti coloro che hanno creduto, a Milano e in Italia, che il 29 maggio per la sinistra fosse cominciata una storia diversa.