STREET ART ALLA NABA

STREET ART ALLA NABA

May 25

Achille Bollito Oliva

Oggi alla Nuova Accademia delle Belle Arti arrivano “i maestri” e i “capi della scena” della Street Art. Quindi, cosa aspettate? Prendete un paio d’occhialoni, sfoderata un’aria pensosa e ripetete a casaccio almeno 5 delle frasi che trovate qua sotto. Farete un figurone, e tutti vi scambieranno per dei veri esperti d’arte di rottura.

 

- Ah, ma se fanno qualcosa di bello e colorato sono favorevole!
- cosa mi deve trasmettere questa scritta?
- Banksy si che è un artista contro, ho comprato tutti i suoi libri. E pure il DVD.
- “il futuro non è più quello di una volta”…Ivan è proprio un genio. Come? Paul Valery dici? Non conosco questo street artist…
- Oh raga quello è Mister Pollo!
- che bello! che c’è scritto?
- del resto gli stencil  bisogna saperli usare, ci vogliono anni.
- ma Blef è lo stesso di Aelle?
- la mia arte non è in vendita, c’è scritto anche sul mio sito.
- bisogna dare spazi a questi giovani, hanno diritto a esprimere la loro creatività.
- te la spiego io la storia vera: i primi graffitisti di Milano erano gli articolo 31, poi è arrivato un tipo che si firmava Flycat ed era il fratello di Dumbo. Poi Dumbo è andato in galera e il capo è diventato Bros che era così bravo che adesso espone i quadri in tutto il mondo. I graffiti non c’entrano niente, quella non è arte, è hip hop.
- questa tela vale almeno diecimila euro.
- la street artist è un movimento artistico d’avanguardia che nasce…
- ma lo sai che Bros si sta facendo ricrescere i rasta?
- c’ è un mio amico che fa la street art, è bravissimo! Si firma Bruscolino…lo conosci?

5 comments

  1. Frenghi

    - ma lo sai che Bros si sta facendo ricrescere i rasta? AHAHAHAHAHAH

  2. ivan

    cara oliva, il nocciolo della provocazione m piace assai (la foto che mi han fatto veder qualche giorno fa sulla mia scaglia in Famagosta era davvero una bomba ben fatta), mentre il serpeggio di fondo meno…la polemica sull’attribuzione del “futuro non è più quello…” è vecchia del 2008, ci ho fatto due convegni in apertura del Festival Internazionale di Poesia di Genova (uno con Mark Strand che a sua volta avrebbe “copiato” Paulino), ne han scritto pressoché chiunque e poi, purtroppo, non leggevo Valery (in Francese su un testo antico) a 17 anni (ne, data la mia larga ignoranza, lo leggo ora). Di scaglie ne ho scritte centinaia (in strada e non), tutte di mio pugno, le ho liberate da ogni copyright e, qua casomai si tratta di plagi, me le hanno abbondantemente squottate; magari dai una letta pure a quelle che ci troviamo un riferimento ad un autore Sumero morto a Zama nel 202 A.C. Inoltre sanno tutti che scrivo poesia (criticabile certo) e che credo tutti siano ottimi poeti tralaltro. A Milano a pensare che sia un writer c’è rimasto solo DeCorato e l’Antigraffiti che, pur dopo un accurato sopraluogo a casa, non han trovato bombole ma solo qualche libro di Prevert con cui purtroppo non son riusciti a inquisirmi (peccato sarebbe stata un quintale di pubblicità gratuita). Che non faccio i graffiti lo dico e lo ripeto in giro e a mezzo stampa da una vita (mi par abbastanza palese poi), son il primo che s’incazza quando trova sui giornali pressapochismi e luoghi comuni, che chiama giornalisti per mandarli volentieri a cagare per aver malamente associato il mio nome a cosa non sono e certamente non rappresento (il mondo del graffito per esempio…vd Dericcardis su Repubblica per Palazzo Marino). Il fatto poi che dipinga spesso con tanti amici writer e goda del loro rispetto (Morkone, Tawa etc) mi par buona cosa per il contaminarsi e lo sforzarsi di buttar fuori la poesia dalla gabbia dorata che s’è fatta intorno. Proposta quindi: perchè invece di cader nel provocatorio un poco banale e trito, fomentando poi qualche ggiovine all’insulto facile marcando una certa confusione, non mi dai una mano a chiarir ancor più la cosa ? Alla peggio spaccatemi tutto che meglio qualcuno vivo in giro che la massa a far gli zombi a casa…Buon bollito generalizzato visto il caldo, abras forte i

  3. ABO

    abras.

  4. LOL

    ehm.. ma quanto se la sente e che chilometrica coda di paglia ha ivan per scrivere sta pappardella infinita.. sì.. certo per aver la sicurezza di dalì bisogna anche esserlo un po’ geniale, ma sta coda di paglia solo per una scopiazzata.. dai guarda luttazzi e se proprio scompari pure te
    abras

  5. abrasso

    Ivan prima pensavo che eri un pirla. Dopo questa mi devo ricredere: sei il più grande pirla di Milano.

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