IL TEST DI RORSCHLACH DI ALBERTO BIRAGHI

Sigmund Frode

Un illustre psicanalista ha visitato Alberto Biraghi, celebre quanto discussa entità milanese che pochi hanno visto (qualcuno sostiene che la foto sia un falso, ed Egli addirittura non abbia né sembianze umane né corpo) ma di cui tutti leggono quotidianamente il verbo sul suo blog, attivo da quasi 10 anni.


Buonasera.

Il paziente è stato condotto nel mio studio di via (omissis), nella città di (omissis) alle ore (omissis) di un piovoso pomeriggio di maggio.

Ho provveduto immediatamente alla lettura della cartella clinica: si faceva riferimento a un rifiuto, da parte del paziente, di uniformarsi al normale modello comportamentale, definito in letteratura  “dell’adulazione sfrenata fino alla perdita di ogni freno inibitore”,  tipico dell’opinione pubblica della  città di (omissis) nei confronti di ogni membro della nuova maggioranza guidata dal sindaco (omissis). Il medico curante segnalava inoltre, con grande sorpresa,  una pervicace propensione del paziente alla polemica e alla critica finalizzata alla difesa del bene comune. Ho provveduto dunque ad applicare il protocollo, convincendolo a svolgere un particolare tipo di test di rorschlach, per studiarne in profondità la psiche. Di seguito le immagini a lui mostrate, seguite dalla reazione emotiva del paziente, che troverete ivi trascritta per intero e senza filtri, così come stabilito dalla dottrina.

 

“Provo ingiustificata tenerezza e risento la canzoncina “Pisapia, Pisapia canaglia!”. E’ il mio sindaco, stavolta me lo sono proprio scelto e me lo tengo. Il problema non è lui, ma la pittoresca banda di stronzi, faccendieri, politicastri, sanguisughe, mandarini avvizziti e cosimipalazzi che lo circonda e da cui non riesce a sganciarsi. Però è ancora l’uomo che ha fatto una sorpresa magnifica al 55% di Milano e ha dato a me la soddisfazione di una telefonata di ringraziamento il 31 maggio. La mia risposta alla sua prima richiesta (“statemi vicino”) è tentare di insistere a dirgli che popò di marcioni s’è messo attorno. Ecco. Tanto mi è simpatico che arrivo a perdonargli anche Majorino e Maran (invece Baruffi, Confalonieri, Mastrangelo e Tabacci no, quelli non glieli perdono). Però continuo a volergli bene, è più forte di me. Scusatemi.”

 

“Esasperazione e fastidio. Alla faccia delle rivoluzioni arancioni o di qualunque colore, cultura, esperienza e competenza restano un optional in politica. Questo galleggiatore della politichetta non ha lavorato un giorno in vita sua, quindi ha sfoggiato senza vergogna un curriculum la cui unica voce era “ho moglie e figlio”. Poi s’è scoperto che anche quello al 50% era una panzana. Eppure oggi è assessore a Milano. La sua colpa più grave comunque è imporci di pagare uno stipendio a Cosimo Palazzo (e ho detto tutto).”

 

“Fastidio. Basterebbe la faccia (come disse Montanelli, dopo i 50 anni ogni uomo ha la faccia che si merita), ma la sensazione peggiora quando penso che è stato messo a “sviluppare” Milano uno sviluppatore di flop e fallimenti milionari. Speriamo che faccia almeno un po’ meno peggio che con Bopa BT (13 milioni di buco rimborsati all’1% e in modo quantomeno pittoresco). Ma non bisogna essere troppo critici, via, il suo incarico ha a che fare con l’interesse dei cittadini. Cioè, di alcuni cittadini. Almeno due o tre, oltre a lui.”

 

“Mi viene da pensare “un altro? Ma non bastava Majorino?” Nel curriculum questo non mette la moglie che non ha (come farebbe Majorino), in compenso millanta “consulenze aziendali” troppo improbabili per essere vere. Quindi col 100% di balle contro il 50% straccia il compare. Capace di scrivere idiozie su Facebook a ritmo indiavolato, è la prova che nel democratico Piddì non occorre essere figli di Bossi per diventare un Trota, bastano un’ambizione patologica e un Penati da servire con disciplina (almeno fino a che serve, poi se finisce inquisito si possono anche togliere le sue foto dal profilo Facebook).”

 

“L’immagine mi suscita terrore e rispetto. Un inventore. Barcolla per le strade sfiorando la morte (la media in Italia è un ciclista ucciso ogni giorno) alla ricerca del nuovo equilibrio che rimetterà in marcia la città (libera citazione da Didier Tronchet)”

 

“Un’immagine che ispira frustrazione. Lo pensavamo come una macchietta, satira di se stessa e destinata a scomparire nel nulla, invece – zac! – nella giunta Pisapia si sta provando con impegno a dar vita a suoi cloni, capaci di fare anche peggio.”

 

“Più che il male è un sintomo.”

 

“Ma da dove vengono quegli odiosi rumori come di uno che sta vomitandosi l’anima? Mi pare perfino di sentire l’odore…. Questo è una tra le cinque persone più schifose del Paese. Ha fatto uscire dalla classifica Di Gregorio. #sapevatelo.”

 

“Reazione complessa, lo sforzo di dover forzare un sentimento positivo, di empatia. In realtà ci sono buone probabilità che un ghisa sia tutto sommato una brava persona, ma anche se lo è, oggi a Milano è comandato da un figuro losco, che non dovrebbe essere lì e non si capisce perché sia lì. E quasi quasi è anche meglio non capirlo né saperlo, perché sia lì.”

 

“Questa immagine, una volta superato lo schifo, mi suscita un’inconfessabile goduria. Di lui Majorino mi disse: “Filippo non ti querela perché è una brava persona“. In realtà era la solita balla da Majorino, visto che “Filippo” non poteva querelarmi perché dire di lui “laido farabutto” – come facevo io – era la verità.”