PICCOLI SEVERGNINI CRESCONO

PICCOLI SEVERGNINI CRESCONO

May 04

 

Da qualche tempo, il Corriere ha un nuovo blog. “Solferino 28“,  il blog giovane scritto da giovani per tutti i giovani.

E’ inutile dilungarci a raccontare per il fino come in ogni articolo si percepisca, la si riesca quasi a toccare anzi, l’immagine dei Solferino Boys  mentre salutano con deferenza i loro colleghi più anziani in ascensore, prima di buttarsi sulla tastiera cercando di imitarli nella prosa, riuscendo nell’impresa di sembrare più vecchi di Ostellino. La foto che vedete in alto vale infatti più di mille parole.

Basta fare i mammoni piagnucoloni“. E’ l’urticante (per il nostro sistema nervoso) grido di battaglia di Nicolò Ammendola, 24 anni, che dall’alto della sua sciarpina da spumantino in Piazza San Marco si dice “stanco di tutti questi giovani che si lamentano”.

Caspita, mica cazzi! Il vendicatore della Mole (è nato a Torino, ma vive a Milano “per lavoro”) si scaglia contro ‘sti maledetti fancazzisti dei giovani italiani, che non sanno fare niente se non lamentarsi. E giù a raccontare la sua fantastica vita a base di Bocconi, di università nel Maryland,  di esperienze professionali altamente qualificate e molto ben retribuite dal Belgio al Bangladesh.

Bravo Nicolò, dopo questa intervista due o tre limoni li rimedi di sicuro. Però, prima di fare Montenapo-Corso Como in un giro di Rolex…perchè non ci dici di chi sei figlio? Chi te la pagava, l’Università in Maryland e la vita negli States? 

Prima di ergerti a giudice di una generazione, sbraitando luoghi comuni che nemmeno nelle bocciofile quali “siamo una generazione di arrogantelli che si piangono addosso”, perchè non ci dici quanti immobili hanno i tuoi, che lavoro fanno, da dove sei partito?

Nel tuo frenetico viaggiare per il mondo, ti sei accorto che in Italia c’è giusto un piccolo problema di accesso alle opportunità? Hai mai sentito parlare del corporativismo?

Certo, ci saranno anche i fancazzisti, i bamboccioni eccetera eccetera. Lo sappiamo benissimo, non c’è giornata senza che un vecchio trombone a cui paghiamo la pensione non ce lo ricordi. Ma sappiamo anche che sono una minoranza, e pure piccola, usata e strumentalizzata dai governanti per giustificare una situazione intollerabile, senza pari in Europa.

Magari tu sei in buona fede, Nicolò. Forse eri troppo impegnato dal sarto a farti fare il vestitino su misura, ad aggiornare il tuo profilo di LinkedIn, a specchiarti in cabina armadio mentre chiami un taxi in giacca di tweed: ma la giovane giornalista? Si, lei che ci tiene a dire di essere entrata in via Solferino a 23 anni e di essere “da allora, la più giovane giornalista del giornale”, non ha nulla da chiedere?  Come mai? Forse perché poi a qualcuno verrebbe in mente di farla a lei, la stessa domanda?

Non c’è niente di male nel procurarsi opportunità professionali sfruttando le proprie conoscenze, riuscendo così a penetrare luoghi inaccessibili ai mortali come ad esempio le redazioni dei giornali che contano, per poi rimanerci in pianta stabile magari grazie al solo talento.

Però, per favore, non mettetevi su un piedistallo a vomitare frasi fatte, pensando di rappresentare una generazione.

Siete meno credibili della tintura per capelli di Galli Della Loggia.

 

P.S. da non perdere, comunque, anche i commenti e  i tweet relativi all’articolo. Notare l’età media di chi esalta il giovane virgulto.

 

 

 

19 comments

  1. Marta

    Concordo su tutto e, se possibile, anche più di tutto! Grande!

  2. l'attento

    BELLISSIMO

  3. TOXIC BOY

    inappuntabile. Come sempre.

  4. alex de large

    I HATE MILANO STYLE!

  5. fede

    I HATE…SOLFERINO 28! Blog di raccomandati con la puzza sotto al naso appartenenti alla casta peggiore del mondo: i giornalisti.

  6. Birsa

    Ma sulla torre Galfa e Macao non scrivete niente?

  7. Nero Martini

    Eccellente.

  8. Zero Goor

    Spero vivamente che un attacco simile sia giustificato da una personale conoscenza del soggetto.
    Se cosi è, l’ironia dell’articolo è adorabile

    • ihatemilano

      bella teoria la tua. Quindi, per te la critica è possibile solo se è “personale”, rivolta alla persona dunque, previa conoscenza diretta: altrimenti è proibita? Quindi, giusto per fare un’ipotesi, qualunque critica/satira rivolta a un personaggio pubblico come Berlusconi, Bersani, Di Pietro eccetera è da evitare, giusto?

      • Zero Goor

        ahahah no ovviamente no, ma dalla descrizione meticolosa semplicemente chiedevo se vi fosse tale conoscenza di questo fighetto apparente raccomandato (che non conosco affatto)
        Tutto qui..
        Ora scusa ma torno a lamentarmi in toto del mondo che mi circonda con un distacco che mi fa sentire intellettualmente elevato dalle masse, ma non come Nicolò e la sua giacca di tweed sia chiaro.

        • ihatemilano

          grande! Hai la stessa nostra passione per il lamentarsi con distacco per sentirsi intellettualmente elevati!

  9. Victorward

    Postai un bel (ovviamente a parer mio) commento su questi Neobamboccioni travellerz che sfoggiano il loro poliglottismo in lungo in largo, sfidando tutto e tutti ma alla fine (scavando ma neanche tanto) si scopre che la famiglia ha i cash, che hanno fatto la bocconi, che hanno gli agganci giusti e che io sono uno sfigato perché faccio la Statale in corso, sono indipendente, lavoro tutti i cristo di giorni, vivo da solo e al contrario di loro devo contarmi i soldi per andare a far baldoria.

    Ovviamente il commento è stato rimosso in quanto io rappresento la frangia di estrema sinistra, “quelli che spaccano le vetrine”, è stata la risposta, veramente povera che non va a mangiarsi l’hamburger di tofu biologico.

    Dall’alto del mio metro e settanta dico: schifopuzzaepecorà!

  10. Julian

    Il “caso” odierno di Solferino 28 è da applausi. I relativi commenti, pure.

  11. meagerfood

    HOLY TRUTH: Non c’è niente di male nel procurarsi opportunità professionali sfruttando le proprie conoscenze, riuscendo così a penetrare luoghi inaccessibili ai mortali come ad esempio le redazioni dei giornali che contano, per poi rimanerci in pianta stabile magari grazie al solo talento. Però, per favore, non mettetevi su un piedistallo a vomitare frasi fatte, pensando di rappresentare una generazione.
    W COLUI CHE NON SI LAMENTA CHE NON VA BENE E CHE NON SI CELEBRA QUANDO VA TUTTO BENE. A OGNUNO IL SUO PERBACCO

  12. GuidoDogui

    Ho quasi sempre ammirato i vostri post, ma qui abbiamo proprio un concentrato di luoghi comuni. Dai ragassi non diventatemi grillini dio bo’..hamburger di tofu? giacche di tweed? “io invece che sono in statale in corso…” ah be, allora tu si che..ma che cazzo dite??!!
    Lo spunto dell’articolo coglie alla perfezione un problema serissimo e sacrosanto(la mancanza di opportunita’ che abbiamo in italia, le raccomandazioni, la mediocrita’ dei giornalisti etc etc). E’ la forma – anche dei commenti – che e’ talmente banale da risultare melensa. Dai cazzo un po’ di verve, uscite dagli schemi (almeno voi). Senno’ diventate come il corriere

  13. Lupis

    ‘mazza che faccia da coglione ‘stu ragazzu, chissà che mega-collezione di hogan che ha

  14. gargoyle83

    Non sono per nulla d’accordo.
    Nulla vieta che uno si “faccia da sé”, ad esempio facendo un dottorato all’estero o vincendo una borsa di studio.

    “Chi ti paga gli studi in Maryland” forse è una domanda che ha un senso per Nicolò Ammendola, ma conosco un sacco di gente che studia e lavora in università top (da Francoforte all’Imperial College, passando per il MIT) senza per questo attingere alle finanze o alle conoscenze di famiglia.

    La verità è ch quello che dice Nicolò Ammendola è semplicemente giusto: il 99% di noi under-30 passiamo il tempo a lamentarci.
    Siccome non ve la sentite di dire che quel che dice il signor Ammendola sia falso, allora questionate il suo diritto di dirlo, andando a fare ipotesi sul suo background famigliare.

    Mi sembra un modo di fare molto ipocrita, GiulianoFerrara-style, per la precisione.

    My 2 cents.

    • ihatemilano

      Intanto: “chi ti paga gli studi in Maryland” è una domanda che ha un senso per Nicolò Ammendola, ma conosco un sacco di gente che“.
      Scusi, esimio, si sta parlando di Nicolò Amendola, non dei tuoi amici, e a lui ci stiamo riferendo.
      Quanto al resto: il tuo ragionamento sostiene esattamente quello che diciamo noi: sostieni che “noi giovani” passiamo il tempo a lamentarci “al 99%”, però contemporaneamente citi “un sacco di gente” che lavora studia e si mantiene senza attingere dalla famiglia. Allora forse, come scritto nell’articolo di cui tu hai capito pochissimo, i giovani sono diversissimi tra loro, e ci sono mantenuti, geni, inetti, volenterosi eccetera eccetera, senza che si possa inquadrarli, giudicarli e soprattutto diffamarli inserendoli in una sola categoria, quella dei “fancazzisti lamentosi” appunto. Come invece fa Nicolò. E come fai tu, arricchendo il tutto con l’esplicita pretesa di essere quello che scrive “la Verità”.
      Insomma: Ferrara, al tuo confronto, è un dilettante.

  15. Fan del linciaggio

    di certo molti giovani si lamentano più del dovuto ma questi fortunelli iper privilegiati dovrebbero stare zitti… o venire linciati

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