A LEZIONE DI GIORNALISMO ITALIANO

 

Oggi facciamo una bella analisi comparativa tra i 4 maggiori quotidiani che hanno una testata dedicata a Milano: CorriereMilano, LiberoMilano, Il GiornaleMilano e RepubblicaMilano.

I fatti: davanti alla palazzina occupata abusivamente – di via Valvassori Peroni 10, alle 21 di martedì primo maggio, un occupante di 28 anni, viene aggredito e pestato da ignoti. Il ragazzo riferisce di almeno 6-7 persone, con la testa rasata, a suo dire in tutto e per tutto simili a “naziskin”. La sua versione è al vaglio della polizia, che sta indagando.

Fine.

Parrebbe semplice. E invece…

la notizia ci dà l’occasione per constatare quanto l’ideologia,  i meccanismi redazionali e l’appartenza di partito inquinino non solo la grande informazione nazionale, ma anche quella piccola e per certi versi insignificante della cronaca locale.

Cominciamo col CorriereMilano. Come sappiamo il giornalone di via Solferino è da sempre al servizio della “borghesia moderata”, sempre attento a dare una botta di qua e una di là cercando di non prendere mai una posizione che sia una. Così, dopo aver raccontato il fatto, ecco il colpo a destra: si fa notare che “poche ore prima, domenica 29 aprile, in zona si erano radunati militanti di estrema destra per la commemorazione di Sergio Ramelli“. Poche ore prima? Due giorni prima sono “poche ore prima”? Quindi la tesi è questa: siccome due giorni prima in zona c’è stata una manifestazione in ricordo di Sergio Ramelli (il giovane di destra ucciso da un gruppo di studenti di Avanguardia Operaia nel 1975) il Corriere sostiene che un gruppo di persone si sono appostate e nascoste per 48 lunghe ore – magari senza dormire e mangiare – e poi all’improvviso sono usciti per picchiare “lo squatter”.

Non si fa in tempo a ragionare sulla strampalatezza di questa tesi, che  subito dopo ecco il colpo a sinistra: il giornalista riferisce di molte “proteste degli abitanti della zona intorno all’edificio“, di “residenti esasperati da concerti e serate alcoliche“, lasciando intendere che forse la versione dei neofascisti sia la solita esagerazione dettata magari dal fanatismo politico,  e che dietro ai pugni ci fossero solo dei condomini arrabbiati per il rumore. Peccato che attorno a quella palazzina non ci sia assolutamente nulla. Dietro c’è la ferrovia e poi l’interscambio ferroviario tra le linee Milano-Bologna e Milano-Venezia; a destra c’è il campo da rugby del Giuriati, deserto di notte; davanti c’è lo sterminato orto botanico della Cascina Rosa (occupato solo nel 1990-91 da una colonia di camerunensi, in zona ricordano la loro esultanza al gol del Camerun contro l’Argentina nella partita inaugurale di Italia ’90); a sinistra l’Istituto Alberghiero Vespucci: si, qui ci vive il custode, ma la sua abitazione è dalla parte opposta.

O è stato il custode (non è il classico maggiordomo, ma poco ci manca) o questa dei vicini arrabbiati dal rumore, che improvvisamente si rasano il cranio vicendevolmente e vanno a menare le mani dopo il caffè suona un po’ bizzarra.

Ma la versione dei vicini-giustizieri gasa di brutto Il GiornaleMilano. Qui il caso diventa politica pura. Prima di esporre il fatto, veniamo informati del contesto: “un capannone” caratterizzato da “musica alta, rumori, qualche birra di troppo e, purtroppo, anche episodi di spaccio“, che i vicini (aridajje! anche se almeno hanno il buon gusto di aggiungere un casto “anche se non sono tantissimi”) vorrebbero far sgomberare al più presto.  Poi troviamo una decina di righe per l’esposizione veloce della notizia, e poi ben 2 colonne davvero illuminanti. Nella prima, si dà conto dell’opinione degli abitanti della zona: una signora di via Clericetti che ha “l’aria di saperla lunga” (cioè? potremmo sapere come si qualifica quest'”aria di chi la sa lunga”?) dice – testuale – che “quelli spacciano, non me la vengano a raccontare” (ammazza quanto la sa lunga!). Un uomo di via Bassini (siamo ad almeno 500 metri dalla palazzina, se non di più, a seconda del civico. Come faccia quest’uomo a passare da Via Peroni 10- dove non c’è nulla – è un mistero) dice che “gli occupanti non possono fare i comodi loro“.

Insomma, l’aggressione – ossia il fatto – sparisce: il grosso dell’articolo è dedicato alla palazzina occupata e ai problemi di fantomatici vicini che ovviamente rimangono rigorosamente anonimi.  E infatti la seconda colonna è dedicata proprio ai riverberi politici, con l’assessore provinciale all’edilizia (di destra) che annuncia di volersi interessare alle sorti dell’immobile. Bella anche la chiusa, al netto dei punti messi a casaccio: “il quartiere aspetta. Che i punkabbestia traslochino. E al più presto.“. Con tanti saluti alla ricerca dei colpevoli dell’aggressione.

Tuttavia, quello che si intravede nel Giornale, viene portato alle estreme conseguenza da LiberoMilano. Qui il fatto – il racconto del ragazzo picchiato, ossia l’unica fonte – viene addirittura contestato in anticipo. Leggiamo: “il ragazzo sostiene che il pestaggio sia opera di alcuni “estremisti di destra”, anche se la polizia non conferma tale ipotesi. Con molta probabilità, ad aggredire il contestatore è stato un gruppo di altri giovani della zona esasperati dalla presenza degli abusivi“. Ma è un trionfo, un tripudio!Notate la finezza: “la polizia non conferma tale ipotesi“, che vuol dire “la polizia sta indagando” diventa la miccia per dire che il ragazzo si è inventato tutto e per convalidare ancora la tesi degli ipotetici residenti, che adesso sono pure “giovani” (“contro la palazzina la gioventù si scaglia”, magari…). Si, perchè questi sporchi punkabbestia “hanno trascurato le più elementari regole di comportamento civile“. Da applausi il finale: “i residenti non hanno saputo fornire elementi utili alle indagini, ma hanno confermato tale atteggiamento da parte degli inquilini irregolari“. Insomma, uno legge il pezzo, e l’unica cosa che capisce – in una storia in cui i punti fermi sono pochissimi, e su cui la polizia sta appunto indagando – è che questo comunista i cazzotti se li è meritati eccome.

Il quotidiano che però ci restituisce la migliore fotografia del giornalismo italiano è senza dubbio RepubblicaMilano. Qui infatti la notizia…non esiste. Non c’è.

Per forza! Hai visto mai che quelli di RepubblicaMilano vadano a cercarsi le notizie in strada, invece che trascrivere le veline che arrivano dai vari uffici stampa!