TWITTER E LE (PRESUNTE) STAR

Licio Gel

 

Il Corriere.it, fonte di perle inesauribile, ci informa che “le star della tv sono in fuga da Twitter“.

Apprendiamo così che Rudy Zerbi, Max Novaresi e Lucio Presta hanno chiuso o vogliono chiudere il loro account sul social network. Prima di approfondire la questione, il lettore medio si fa una domanda iniziale: ma chi minchia sono questi?

Ok, Rudy Zerbi è il giurato meno famoso di Italy Got Talent. Ma chi lo conosce Max Novaresi? Presentato come “autore” di Affari Tuoi, Novaresi ha all’attivo la conduzione di “Bigodini” su Italia 1 una dozzina di anni fa, il ruolo di inviato/opinionista in una serie di dimenticabilissime trasmissioni e, soprattutto, l’immortale soprannome con cui lo chiamano a Milano Due: “il Ladro”. Per non parlare di Lucio Presta, ex ballerino ora agente di Benigni e Bonolis, principalmente noto per girare con il ferro nascosto nei pantaloni.

Insomma, al Corriere hanno una concezione della parola “Star” molto discutibile: tuttavia il tema rimane interessante.

Già, perchè come accadde nel 2008 con Facebook, anche adesso con Twitter personaggi più o meno noti dello spettacolo (e pure della politica, occorre dire) ci si sono prima buttati a capofitto, salvo poi ritirarsi alla spicciolata. E giù a raccontare storie di molestie, minacce, casi di stalking, vite rovinate e rese impossibili da quei cattivoni del web che siccome stanno sul web e quindi sono sfigati si divertono a prendere di mira il povero personaggino di turno.

Tutte cazzate. Le ragioni per cui stanno chiudendo i profili sono esclusivamente due:

1) I social network  sono gratuiti. Questa è gente che prende 200.000 euro (o anche di più) per una ospitata nel prime time, abituata a vendersi tutto, ma proprio tutto al migliore offerente. Finita la sbornia di ego iniziale, con le migliaia di richieste di amicizia e i commenti in stile “sei un grandissimo ti adoro!”, si comincia a fare i conti. E ci si rende conto che invece di perdere tempo su un mezzo gratuito si può andare ospiti a Pomeriggio 5 o simili e ingrossare il portafoglio.

2) Il mondo in cui vivono questi vip o presunti tali è un mondo parallelo: la realtà è filtrata da una pletora di servitori e lacchè, di yesmen pronti ad adulare ad ogni sospiro. Sono persone che non guidano, non prendono i mezzi pubblici, non leggono i giornali salvo gli articoli elegiaci fatti dal giornalista di fiducia. All’aria aperta ci stanno solo nel tragitto casa-macchina e macchina-ristorante in centro. Così, il social network diventa la lama che squarcia il velo e li mette davanti alla critica, al dibattito, insomma, alla realtà. Il confronto è traumatico. Ed essendo rimasti allo stadio evolutivo, la reazione è tipicamente adolescenziale: la fuga.

Emblematico, il caso di Fiorello: da un aggiornamento al giorno alla cancellazione improvvisa. E tutto perchè da un lato non aveva più un programma da promuovere, dall’altro – per la prima volta – era stato criticato per aver cercato di mettere il cappello sulla causa di Rossella Urru.

Insomma, capiamo la disperazione di parrucchiere e segretarie, che ora alla pausa caffè non potranno più vantarsi davanti alla macchinetta di aver ricevuto un saluto da Facchinetti o una faccina dalla Marcuzzi.

Ma francamente, per quanto riguarda le persone normodotate, non mancheranno a nessuno.