LIVELLO SCUOLA ELEMENTARE

 

Molti lo sanno già, per chi ancora non lo sapesse la notizia è questa.

La polemica non è campata in aria: questa, nei fatti, è pubblicità gratuita all’assessore, di cui nessuno sapeva niente e che ha fatto sbottare – lo sappiamo per certo – diverse persone dentro Palazzo Marino. Del resto c’è di che incazzarsi: gli opuscoli raffiguranti l’effige di questo o di quell’assessore, erano una specialità della Giunta Moratti e si ricordano memorabili duelli tra l’ex assessore Morattiano Cadeo e diversi esponenti del centro-sinistra, con in prima linea un PierFrancesco Majorino incendiario e non ancora pompiere.

Uno dice: vabbè, il Piev c’ha provato, però adesso che è stato beccato chiederà scusa, e si prenderà la responsabilità dell’errore. E invece no. Piersbianchetto Maran – in onore del mitologico sbianchetto usato per “aggiustare” il suo curriculum appena uscì la notizia dell’indagine su Penati – da la colpa all’agenzia pubblicitaria autrice del volantino, Clear Channel, dicendosi addirittura rammaricato.

Oh bella. E come mai, assessore, ha atteso che la notizia uscisse sui giornali e si creasse un vespaio di polemiche in primis dentro la Giunta per rammaricarsi di questo fatto? Come mai non se ne è prontamente occupato non appena i volantini le sono arrivati sulla scrivania, ben prima che la polemica scoppiasse? Non le hanno fatto vedere manco una bozza, un’anteprima di stampa?E poi: l’agenzia pubblicitaria cosa dice? Conferma o smentisce? Già, perché è estremamente difficile che una simile decisione venga  presa in solitaria da chi realizza il volantino senza che il committente sia stato preventivamente avvisato…E se queste domande non chiarissero abbastanza la questione, aggiungiamo che Gerry Calazio, nei migliori bar della zona uno, ha ascoltato uomini di grande fascino non solo intellettuale che sostengono un’altra versione, e cioè che – al contrario – la foto del bel visino pulito del Renzi Milanese sia stata fortemente voluta e richiesta. Del resto, basta avere anche solo un paio di conoscenti nella politica del Corriere o di Repubblica Milano per sapere chi sia l’ossessionato dal “far uscire la foto” a corredo di ogni dichiarazione…

Molto interessante è anche la reazione dei pasdaran del giovane assessore: chiudendo gli occhi e tappandosi le orecchie, si passa da chi incolpa Repubblica di “pubblicare idiozie senza senso” a chi, con piglio decisionista, ammonisce “mamma mia, che finto problema….occupiamoci di cose più serie!” – e allora bisognerebbe chiedersi come mai, la stessa questione, quando vedeva coinvolti gli assessori della Moratti faceva scattare polemiche ben più feroci. Poi c’è chi, senza il minimo dubbio, si scaglia contro l’agenzia creativa dicendo che “ha voluto arruffianarsi il potente di turno, bravo Pier che hai preso le distanze” e allora a questo punto speriamo che qualcuno vada a fargli due domande, a questa benedetta agenzia. Chi la butta in semiotica, dicendo che “conoscere la faccia dell’assessore male non fa”, chi si avventura in ragionamenti carpiati dando la colpa niente meno che a….Berlusconi (?), scrivendo “Siamo ancora una volta di fronte al problema creato dall’era Berlusconi: creare dei precedenti gravi a tal punto che anche il ritorno alla normalità appare anormale”  e chi – e qui ci alziamo in piedi, standing ovation per la comicità involontaria – scrive col piglio di chi la sa lunga: ” Bisogna comprendere che per RepubblicaMilano gli avversari sono il PD! Repubblica è di De Benedetti e quindi….” E quindi presto, un medico!

Ma poi sul più bello, ecco che chiamato in causa dal puntuale enttaeuschung.org arriva Majorino! E che dirà Pierpennino? Si arrabbierà come una biscia rivestita d’eskimo, come faceva da oppositore? Oppure sfodererà il gessatino delle grandi mediazioni? All’inizio parte bene (“Pierubi major, Maran cessat” ricordiamocelo sempre) e definisce la vicenda “una leggerezza” ma poi sbrodola, e tentando un’improbabile difesa sostiene cervellotiche differenze tra la foto di Cadeo e quella di  Maran e poi attacca con una filippica sulla “necessità di comunicare il più possibile”. Insomma, un’arringa confusa, farraginosa, indegna per la penna di uno scrittore come il Majo, che fa sorgere un sospetto. Che Pierpiennino l’abbia scritta ridendosela sotto la folta pierbarbigia…

Mentre archiviamo l’intera questione nel cassetto buono, dove teniamo anche la memorabile soluzione del Mavan all’annoso problema del caldo in metro (“milanesi, aprite i finestrini!”), volgiamo lo sguardo lassù, in cima alla torre più alta del palazzo, dove circondato da alambicchi e volumi polverosi, dentro un cerchio infuocato, sotto una luna arancione che crepita nel buio, il potente Mago Yago Bisignago guarda tutti dall’alto sogghignando.

Oh grande mago, tu che puoi tutto, ferma lo scempio! Anche perché, di questo passo, finisce che dalla torre ti fanno sloggiare!