IMPOSSIBILE GRIDA MILANO

La doppia memoria che non si può più sopportare.

 

Oggi esce al cinema il film di Marco Tullio Giordana “Romanzo di una strage“, una “libera ricostruzione” della strage di Piazza Fontana. Che abbiate o meno la forza spirituale per sopportare la vista di Laura Chiatti nel ruolo di Gemma Calabresi (già…) quello che davvero non si può più sopportare è l’assurdo caso della doppia lapide in memoria di Giuseppe Pinelli. Quella messa dal Comune, con l’edulcorata espressione “innocente morto tragicamente” (e di cosa? un malore attivo magari?)…

 

 

…e quella “spontanea”,  a firma “gli studenti e i democratici milanesi”, che riporta né più né meno che l’esatta dicitura di quello che accadde: “ucciso innocente”.

 

 

Ecco, dopo tutti questi anni,  sarebbe il caso di finirla. Con la doppia memoria e la doppia morale, col loop disfunzionale percui non si può più prendere una posizione che sia una, e tutto, ma proprio tutto, deve essere all’insegna del politicamente corretto, dall’ambiguità, anche su un fatto di oltre 40 anni fa su cui la Storia, prima e molto meglio della Giustizia, si è ampiamente pronunciata.

Per questo, visto che a Milano era stata promessa una Rivoluzione, non sarebbe male se si cominciasse perlomeno a restituire un po’ di dignità alla memoria collettiva. E di lapidi, lasciarne una sola.

La speranza è l’ultima a morire. Prima, muoiono le persone. Se con ogni probabilità nessun libro, film o processo svelerà mai ai parenti delle vittime cosa accadde davvero, almeno sapranno con certezza da che parte stanno i cittadini.